Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
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IZSLT- La ricerca ti cerca: borse di studio 2021 (Delibera 243-21)

Hai una laurea scientifica, umanistica, o un diploma tecnico professionale?   Vuoi arricchire il tuo curriculum con una esperienza in ambito sanitario, amministrativo, informatico?

La Ricerca Ti Cerca!   L’IZSLT seleziona nuovi borsisti per i progetti finalizzati e di ricerca.

Inserisci la tua candidatura per partecipare alle selezioni.  La procedura è facile, ON LINE, e senza limiti di età.

Leggi la  Delibera DG 243_21 e consulta l’allegato  linee guida, regolamento borse studio e profili, registrati, accedi e completa con i tuoi dati.

Le borse di studio sono aperte a 100 specializzazioni, trova la tua…

 

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Inserisci la tua candidatura per  partecipare  alle selezioni  per le borse di studio per i progetti finalizzati e di ricerca dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT).

Farai parte di un elenco di professionalità disponibili a collaborare con l’IZSLT.

Qualora l’Istituto sviluppasse un progetto di ricerca che preveda la partecipazione di una figura professionale come la tua, sarai contattata/o per un colloquio di selezione.

La procedura è facile,  ON LINE, senza limiti di età. E’ aperta a tutte le lauree, scientifiche, umanistiche, ai diplomi tecnico professionali, ai grafici.

 

Grazie mille a Carlo, Evgenia, Alexandra, Sara, Azzurra e Marco protagonisti  della campagna divulgativa, nella foto.

L’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana diventa membro dell’IPIFF

L’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana diventa membro associato dell’IPIFF (International Platform of Insects for Food and Feed), la piattaforma internazionale degli insetti per alimenti e mangimi.

Cosa è l’ IPIFF

E’ un’organizzazione no-profit dell’UE che concentra le proprie attività sulla promozione di adeguati quadri legislativi dell’UE sulla produzione di insetti promuovendone l’uso come fonte nuova e alternativa di proteine per il consumo umano e per l’alimentazione animale. La piattaforma è funzionale alla acquisizione di medesime conoscenze da parte delle Istituzioni dell’EU connesse così in un dialogo comune.

 

 

Tra le attività principali:

  • sostiene attivamente lo sviluppo del settore e comunica al grande pubblico i benefici del consumo di insetti e del loro utilizzo come mangime per gli animali

 

  • è membro di diverse “piattaforme consultive istituzionali” dell’UE (come il gruppo consultivo della Commissione Europa sulla catena alimentare e la salute animale e vegetale, il Foro delle parti interessate dell’EFSA)

 

  • collabora con università e istituti di ricerca

 

 


 

 

L’adesione dell’Istituto, da sempre impegnato nell’attività di Ricerca scientifica sperimentale veterinaria anche attraverso convenzioni con università ed istituti di ricerca italiani ed esteri, rientra nelle attività strategiche applicate “allo studio e sviluppo di attività in materia di sostenibilità ambientale ed economia circolare nelle produzioni zootecniche, con particolare riferimento al settore dell’ insetticoltura”.

 

L’economia circolare, è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. E’ argomento di grande attenzione da parte dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana che studia ed attua progetti specifici per nuove strategie di alimentazione degli animali allevati che prevedono l’uso di risorse alternative, in modo da contrastare l’effetto dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilità di nutrienti.

Ricerca scientifica – Studio sulla sieroprevalenza di Coxiella burnetii (febbre Q) nei bovini e negli ovini in Italia centrale

E’ stato recentemente pubblicato sulla rivista “Epidemiology & Infection” l’articolo “Cross-sectional serosurvey of Coxiella burnetii in healthy cattle and sheep from extensive grazing system in central Italy”.

La pubblicazione è stata realizzata da ricercatori dell’IZS Lazio e Toscana in collaborazione con il Servizio Regionale per l’Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle Malattie Infettive (SERESMI) e l’Istituto Nazionale Malattie Invettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani”.

Coxiella burnetii è il batterio responsabile della febbre Q, malattia zoonotica che colpisce l’uomo e numerosi animali.
I ruminanti domestici (ovini, caprini e bovini) rappresentano la principale fonte d’infezione per l’uomo, che avviene principalmente mediante l’inalazione di aerosol di materiali contaminati (placente, lettiere sporche, lana, ecc.).

L’esecuzione di studi di sieroprevalenza che valutano la presenza di anticorpi specifici, segno di avvenuto contatto con l’agente patogeno, rappresentano un importante strumento per quantificare l’esposizione della popolazione animale a C. burnetii. L’integrazione tra la sorveglianza in campo veterinario e in campo umano risulta cruciale per conoscere la diffusione di questa zoonosi e adottare appropriate misure di controllo.

Il lavoro ha dimostrato l’elevata esposizione a C. burnetii degli allevamenti bovini e ovini della Provincia di Roma, infatti il 68.5% degli allevamenti bovini e l’87.2% degli allevamenti ovini è risultato positivo agli anticorpi nei confronti del batterio.

In particolare, gli allevamenti con un numero di animali superiore a 92 capi hanno mostrato maggiore rischio di essere esposti a C. burnetii.
Per quanto riguarda l’analisi condotta a livello individuale, il 12.0% dei bovini e il 37.8% degli ovini sono risultati sieropositivi.
I bovini di età maggiore a 66 mesi ed i bovini meticci hanno mostrato un maggior rischio di esposizione. Negli ovini, quelli provenienti da greggi con più di 600 animali hanno mostrato un rischio maggiore di risultare sieropositivi.

Nel lavoro sono stati inoltre descritti ed analizzati i casi di febbre Q notificati nell’uomo nell’area di studio. In 5 dei 7 casi confermati era presente almeno un allevamento esposto nel raggio di 5 km. Sebbene non sia stato possibile identificare la fonte di infezione in nessuno dei casi umani, nell’area di studio non deve essere sottovalutata la possibilità di circolazione di C. burnetii tra gli animali e l’uomo.

La pubblicazione è stata finanziata dal Ministero della Salute nell’ambito del progetto di ricerca corrente IZS LT 13/10 RC.

 

Visualizza l’articolo: Barlozzari, G., Sala, M., Iacoponi, F., Volpi, C., Polinori, N., Rombolà, P., Vairo, F., Macrì, G., Scarpulla, M. (2020). Cross-sectional serosurvey of Coxiella burnetii in healthy cattle and sheep from extensive grazing system in central Italy. Epidemiology and Infection, 148, E9. doi:10.1017/S0950268819002115