Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
ambiente

Corso di perfezionamento in “Gestione igienico sanitaria degli apiari a salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità”; marzo – ottobre 2022

Organizzazione: Dipartimento di Medicina Veterinaria Produzioni Animali e CeRVEnE;
Periodo: marzo-luglio 2022;
Numero di posti: 40;
Quota di iscrizione: 800 euro (divisibili in 2 rate).

Per informazioni:
manuela.martano@unina.it, paola.maiolino@unina.it
https://www.facebook.com/Corso di Perfezionamento in Gestione igienico sanitaria degli apiari.

Aperte le iscrizioni secondo le modalità illustrate nel bando
http://www.unina.it/ it/–/18435974 pe_mvpa_gestione_apiari_2021 22 sul.

Termine di iscrizione: 1 MARZO 2022.

In fase di accreditamento ECM.

Locandina.
Programma

API e AMBIENTE: “Responsible use of antimicrobials in beekeeping” il nuovo volume a cura di FAO/IZSLT

Il volume, edito nell’ambito dei progetti editoriali FAO della serie per la collana “Animal Production and Health Guidelines”, è frutto della collaborazione FAO-IZS Lazio e Toscana  e raccoglie le principali linee guida per l’uso responsabile del farmaco in apicoltura. Obiettivo è sempre l’importante attuazione di una apicoltura più  sostenibile a livello globale.  Seguendo un approccio One-Health, gli Autori mirano a proteggere non solo l’ape, ma anche la salute dell’uomo e l’ambiente.

Il modo migliore per raggiungere questo fine è quello di applicare una corretta gestione delle api, conoscere e prevenire le loro malattie e dosare i medicinali secondo le buone prassi attenendosi alle indicazioni del veterinario e seguendo quanto riportato in etichetta.

 

 

 “Le api sono fondamentali per la vita sulla Terra per il loro contributo alla biodiversità ambientale e alla quantità e qualità dei sistemi di produzione agricola. L’assenza di api per l’impollinazione potrebbe significare una perdita per gli agricoltori fino al 75% dei loro raccolti. Inoltre, gli stessi prodotti dell’alveare il miele, il polline, la pappa reale, la cera, il propoli e il veleno d’api, generano reddito per gli apicoltori e sono un’importante fonte di cibo ed energia per il genere  umano in tutto il mondo, specialmente in aree rurali…. continua la lettura con il  download del volume  

 

Autori del volume:

Formato G. 1 , L. Yu 2, L.J. Song 2, K. Mintiens 2 and G. Ferrari 1 –

1 Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

2 Food and Agriculture Organization of the United Nations

API e AMBIENTE: edito il nuovo volume “Good beekeeping practices for sustainable apiculture” a cura di FAO, IZSLT, Apimondia e CAAS

Le api svolgono un ruolo importante nel mantenimento della biodiversità, garantiscono la sopravvivenza di molte piante e la sostenibilità ambientale, favoriscono la rigenerazione delle foreste, l’adattamento ai cambiamenti climatici , migliorando la qualità e la quantità dei sistemi di produzione agricola. In effetti, quasi il 75% delle colture mondiali che producono frutti e semi per il consumo umano dipende, almeno in parte, dagli impollinatori sia per quanto riguarda la resa anche la qualità delle produzioni.
Con il termine APICOLTURA, si fa riferimento alla gestione pratica delle specie di api sociali. Questi i temi sviluppati nel nuovo volume “Good beekeeping practices for sustainable apiculture”,  una raccolta di informazioni e suggerimenti utili per la gestione sostenibile delle api in tutto il mondo.

Il lavoro, sviluppato nell’ambito dei progetti editoriali FAO- serie “Animal Production and Health Guidelines”, è frutto della collaborazione di FAO, IZSLT, Apimondia e CAAS.

Sarà presentato al pubblico il 29 ottobre pv.

29 settembre: Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 2019, ha ufficialmente introdotto la “Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari” che dal 2020 viene celebrata il 29 settembre.
Questa giornata intende sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, per realizzare un cambiamento trasformativo a vantaggio della salute delle persone e del pianeta.

Il tema dello spreco, della povertà alimentare è seguito dall’IZS Lazio e Toscana da diversi anni. Era il 2014 quando presso la sezione di Pisa partendo proprio dall’esigenza etica di limitare gli sprechi, si iniziò a lavorare sull’idea di recuperare quelle che in termine tecnico si definiscono aliquote integre, ovvero i campioni di carne e di pesce refrigerato o congelato, acquisite dalle autorità sanitarie, ma non utilizzate per le analisi e nel rispetto di tutti i parametri della sicurezza alimentare, destinarle ad enti socio assistenziali.

Il progetto di solidarietà si concretizzò in via sperimentale a Pisa nel 2015, nel 2016 fu esteso anche alla Sezione di Firenze, il totale delle donazioni in quei primi due anni fu di 400 kg di carni e prodotti della pesca congelati alla Caritas di Pisa, ed oltre 1000 kg all’omologa di Firenze.

Dal 2017, considerati i risultati positivi raggiunti, il Ministero della Salute con la Direzione Generale Sanità e farmaci veterinari estese il modello a tutto il territorio nazionale nei protocolli di “etica e solidarietà degli IIZZSS nel recupero e ridistribuzione delle aliquote di alimenti sottoposte ad analisi con esito favorevole”. (Nota Prot. 0017687- 26/7/2017)

La realizzazione del progetto su scala nazionale consente dunque di recuperare ingenti quantitativi di cibo a fini di solidarietà sociale, offrendo altresì il vantaggio di abbattere i costi di smaltimento e distruzione delle aliquote di alimenti perfettamente salubri con riduzione dell’impatto sull’ambiente e dello spreco alimentare.

L’Istituto, negli ultimi 18 mesi, dal 2020 ad oggi ha recuperato e rimesso in circolo 1.247,2 Kg di cibo idoneo al consumo in favore delle persone meno fortunate di cui si occupano le associazioni caritatevoli.

E’ un lavoro sistematico – dichiarano dalle sedi di Firenze e Pisa – che richiede una organizzazione precisa, burocratica e operativa, in stretta collaborazione con il Ministero della Salute e i PCF  (posti di controllo frontaliero)

Ogni volta che questo fenomeno si verifica, insieme al cibo vengono recuperate anche tutte quelle risorse – ambientali, energetiche e professionali – che sono state utilizzate per produrlo, si evita lo smaltimento dei rifiuti alimentari  incidendo positivamente sulle condizioni climatiche e ambientali.

Ognuno di noi è responsabile e deve impegnarsi nei piccoli gesti quotidiani con l’obiettivo di ridurre al minimo gli sprechi.

 

Il Progetto Lindanet – Aggiornamenti

Il Progetto Lindanet, di cui è partner l’IZS Lazio e Toscana, prosegue secondo gli obiettivi e i relativi programmi.

L’8 e il 9 giugno si è tenuto il IV Workshop Internazionale, tenuto in Spagna, Aragona.

 

 

LINDANET è un ambizioso progetto europeo che mira a unire gli sforzi, tra regioni europee, per migliorare la gestione dei siti contaminati da esaclorocicloesano (HCH). Il progetto ha una durata di 42 mesi, da agosto 2019 a gennaio 2023, e un budget di circa 1,35 milioni di euro, 85% del quale cofinanziato dall’Unione europea (UE).

 

Il progetto ha i seguenti obiettivi generali:

⦁ Creare una rete di regioni europee colpite dalla contaminazione da HCH.
⦁ Stabilire un piano d’azione incentrato sulla soluzione del problema in ciascuna regione.
⦁ Scambiare esperienze e conoscenze che contribuiscono alla soluzione dei problemi.
⦁ Coinvolgere i gruppi di stakeholder nella conoscenza e nella soluzione dei problemi.
⦁ Contribuire alla piattaforma di apprendimento delle politiche del programma Interreg Europe.
⦁ Sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inquinamento da HCH e altri problemi correlati derivanti da inquinanti organici persistenti (POPs) ed altri pesticidi obsoleti.

Nella prima fase del progetto, della durata di due anni e mezzo, l’obiettivo è quello di scambiare conoscenze sulla situazione ed infine elaborare un piano d’azione per i propri siti a partire dalle lezioni apprese durante lo scambio di esperienze.
Nella seconda fase, della durata di un anno, ciascun partner implementerà il piano d’azione elaborato nella precedente fase.