Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

EFSA: Rapporto sulla diffusione dell’ Influenza aviaria dicembre 2020-febbraio 2021

L’EFSA, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) con il Laboratorio di riferimento dell’UE sull’influenza aviaria pubblicano trimestralmente aggiornamenti sulla presenza di influenza aviaria nell’UE e nel mondo.

In un recente rapporto sull’HPAI in Europa vengono segnalati circa 1000 rilevamenti di Influenza aviaria ad alta patogenicità in un periodo di tempo compreso tra l’8 dicembre 2020 e il 23 febbraio 2021.

I rilevamenti sono stati segnalati in 25 Paesi UE/SEE e nel Regno Unito, numerosi i casi negli gli allevamenti di pollame (592 rilevazioni), a seguire uccelli selvatici e in cattività. La Francia risulta essere il paese caratterizzato dal maggior numero di segnalazioni, principalmente nella popolazione di anatre.
Nelle aree ad alta densità di pollame permane cosi’ il rischio di un ulteriore diffusione a causa della presenza costante di virus HPAI nell’ambiente e negli uccelli selvatici.

Trasmissione nell’uomo

Il rischio di infezione da virus dell’influenza A (H5N8) risulta “molto basso” per la popolazione dell’UE/SEE e “basso” per i lavoratori esposti al virus per motivi professionali.
Permane il rischio che possano emergere ceppi con maggiore potenziale di contagiare gli esseri umani, ma ad oggi non ci sono evidenze di mutazioni caratterizzate da un potenziale zoonotico.

In Russia sono stati registrati 7 casi di infezione  da virus influenzale, accompagnati da lieve sintomatologia. Per approfondire l’evento accedere al link : rapporto pubblicato questa settimana dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

Fonte: EFSA



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