Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
EFSA

L’EFSA avvia la campagna «EU Choose Safe Food»

L’EFSA avvia la campagna di comunicazione #EUChooseSafeFood che si svolgerà per tutta l’estate 2021, fino al 5 ottobre.

La campagna si prefigge di sensibilizzare i cittadini sulla scienza alla base dei nostri alimenti e di raccontare la storia degli scienziati che si adoperano per garantirne la sicurezza. L’obiettivo generale è incoraggiare i cittadini a pensare in modo critico alle loro scelte quotidiane riguardanti gli alimenti.

Consulta il nuovo sito #EUChooseSafeFood, da cui è anche possibile scaricare materiale promozionale nelle diverse lingue della UE.

Guarda i video divulgativi della campagna Scienza affidabile, alimenti sicuri #EUChooseSafeFood

Report EFSA/ECDC sull’Antibioticoresistenza: ancora alti i livelli di resistenza nei batteri che provocano infezioni alimentari

Nastya Dulhiier

The European Union Summary Report on Antimicrobial Resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2018/2019 (wiley.com) evidenzia come dato più importante che la  Campylobatteriosi e la salmonellosi si confermano infezioni in gran parte resistenti agli antibiotici comunemente usati nell’uomo e negli animali.

 

 

Il rapporto, pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA ), raccoglie i dati di 28 Paesi europei sui livelli di resistenza agli antibiotici di batteri zoonosici (Salmonella e Campylobacter) isolati da uomo, animali e alimenti, di Escherichia coli commensali utilizzati come indicatori e di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina (Meticillin-Resistant S. Aureus, MRSA) isolati da animali e alimenti.

 

Esplora i dati dell’antibioticoresisitenza in Europa

 

Salmonella
La resistenza di Salmonella ad ampicillina, sulfamidici e tetracicline è risultata alta (>20%) e molto alta (in Italia si tratta del 68-72% di isolati resistenti), mentre la resistenza alle cefalosporine di terza generazione è risultata bassa (<10%). In Italia questa resistenza era <2% negli isolati umani e <5% negli isolati animali.

La resistenza di Salmonella nei confronti della ciprofloxacina, uno degli antibiotici che l’OMS definisce di importanza “critica”, è risultata alta in isolati da avicoli (>20%) e moderata negli isolati umani (<20%).
In Italia e in altri sette Paesi si è assistito a un aumento delle resistenze a questo antibiotico negli ultimi anni, in particolare in S. Enteritidis.

Salmonella


La resistenza nei confronti della colistina è risultata molto bassa negli isolati da animali e alimenti, mentre negli isolati umani, i dati nazionali variano tra 0% e 29% (in Italia è 14%).

Riguardo alla frequenza degli isolati multiresistenti, il 38-43% da suini e il 33-38% da polli (animali vivi e carcasse al macello) degli isolati è risultato resistente a tre o più classi di antibiotici, nelle altre specie le percentuali erano inferiori.
Tra gli isolati di origine umana, il 25% è risultato multiresistente, con picchi del 74% negli isolati di variante monofasica della S. Typhimurium.


Campylobacter

Negli isolati di Campylobacter, provenienti sia da infezioni umane che da animali e alimenti, si sono riscontrate frequenze alte di resistenza a ciprofloxacina e tetracicline.

Campylobacter Flickr,www.microbiologybytes.com

La resistenza all’eritromicina è stata riscontrata con frequenze moderate (<20%) in C. coli e basse (10%) in C. jejuni.


La resistenza combinata a ciprofloxacina ed eritromicina era <10% in C. jejuni e <20% in C. coli isolati da tutte le fonti.

 La multiresistenza ai farmaci, negli isolati di origine umana testati per quattro classi di antimicrobici (fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline e aminoglicosidi) è stata complessivamente bassa (<10%) in C. jejuni ma moderata (<20%) in C. coli.

 

Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA)

Il monitoraggio volontario di MRSA negli alimenti e negli animali ha evidenziato la presenza di batteri S. Aureus in carni suine, bovine, avicole (soprattutto tacchini) con percentuali estremamente variabili (fino al 100%).

In alcuni Stati sono stati raccolti campioni anche da animali domestici (cani, gatti, roditori domestici) e sono stati isolati MRSA nelle diverse specie animali con frequenze estremamente variabili.

Staphylococcus. Pixnio – Janice Haney Car et al


La maggior parte dei ceppi MRSA isolati da animali e alimenti era del tipo associato agli allevamenti, definito livestock-associated (LA-)MRSA, appartenenti al complesso clonale CC398.

Un’osservazione significativa include la rilevazione della resistenza al linezolid, un antibiotico utilizzato in medicina umana per il trattamento delle infezioni gravi e/o complicate da S. aureus, in ceppi isolati da suini nel 2019.

 

Alcune conclusioni

L’analisi degli indicatori di risultato definiti per l’AMR negli animali d’allevamento ha evidenziato alcuni progressi con l’aumento della prevalenza di isolati completamente sensibili in 11 Paesi e la riduzione della prevalenza di E. coli produttori di ESBL-/AmpC osservata in 14 Paesi.

Tuttavia in Italia questi progressi non sono stati così evidenti, con andamenti degli indicatori in linea con gli anni precedenti.

 

Fonti:
EFSA
Istituto Superiore di Sanità

EFSA: Rapporto sulla diffusione dell’ Influenza aviaria dicembre 2020-febbraio 2021

L’EFSA, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) con il Laboratorio di riferimento dell’UE sull’influenza aviaria pubblicano trimestralmente aggiornamenti sulla presenza di influenza aviaria nell’UE e nel mondo.

In un recente rapporto sull’HPAI in Europa vengono segnalati circa 1000 rilevamenti di Influenza aviaria ad alta patogenicità in un periodo di tempo compreso tra l’8 dicembre 2020 e il 23 febbraio 2021.

I rilevamenti sono stati segnalati in 25 Paesi UE/SEE e nel Regno Unito, numerosi i casi negli gli allevamenti di pollame (592 rilevazioni), a seguire uccelli selvatici e in cattività. La Francia risulta essere il paese caratterizzato dal maggior numero di segnalazioni, principalmente nella popolazione di anatre.
Nelle aree ad alta densità di pollame permane cosi’ il rischio di un ulteriore diffusione a causa della presenza costante di virus HPAI nell’ambiente e negli uccelli selvatici.

Trasmissione nell’uomo

Il rischio di infezione da virus dell’influenza A (H5N8) risulta “molto basso” per la popolazione dell’UE/SEE e “basso” per i lavoratori esposti al virus per motivi professionali.
Permane il rischio che possano emergere ceppi con maggiore potenziale di contagiare gli esseri umani, ma ad oggi non ci sono evidenze di mutazioni caratterizzate da un potenziale zoonotico.

In Russia sono stati registrati 7 casi di infezione  da virus influenzale, accompagnati da lieve sintomatologia. Per approfondire l’evento accedere al link : rapporto pubblicato questa settimana dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

Fonte: EFSA

Nuovi alimenti: l’EFSA esprime il primo parere completo su un prodotto derivato da insetti

Le valutazioni dell’ EFSA in termini di sicurezza sono una tappa cruciale per la regolamentazione dei nuovi alimenti, la sua consulenza scientifica affianca il lavoro degli enti europei e nazionali nel complesso processo di autorizzazione di questi prodotti nel mercato europeo.

Definizione “nuovo alimento” (fonte EFSA)

Secondo le normative UE è considerato un “nuovo alimento” qualsiasi alimento che non sia stato consumato “in modo significativo” prima del maggio 1997; la categoria comprende alimenti da nuove fonti , da nuove sostanze utilizzate nei prodotti alimentari, nonché nuovi modi e tecnologie per la produzione di essi.

L’aumento della globalizzazione, la diversità etnica e la ricerca di nuove fonti di nutrienti sono i fattori chiave.

L’uso degli insetti per la produzione di food and feed sembra essere potenzialmente promettente. In 113 paesi tra Asia, Australia, Africa e centro e sud America sono due miliardi le persone che fanno regolarmente uso di insetti. Circa 2.000 specie di insetti vengono utilizzate per l’alimentazione umana, per lo più appartenenti agli ordini Coleoptera, Lepidoptera (farfalle), Hymenoptera (api, vespe, formiche, ecc.) e Orthoptera (grilli e cavallette).

L’utilizzo di insetti nei cibi suscita grande interesse da parte del pubblico e dei media, le valutazioni scientifiche dell’EFSA sono quindi fondamentali per la Politica che deve stabilire se autorizzare o meno tali prodotti prima della loro immissione sul mercato dell’UE.

 

Insetti commestibili

Ermolaos Ververis, chimico ed esperto EFSA in scienza degli alimenti che ha coordinato l’elaborazione del primo parere adottato su insetti usati come nuovi alimenti, ha evidenziato una serie di considerazioni relative a:

  • la complessità dell’insetto con conseguente difficile caratterizzazione del prodotto alimentare da esso derivato;
  • l’importanza di comprenderne la microbiologia, soprattutto alla luce del fatto che l’insetto viene consumato intero;
  • L’elevato contenuto proteico delle formule alimentari a base di insetti e conseguente possibile nesso con reazioni allergiche;
  • La grande variabilità della qualità e disponibilità dei dati dovuta anche alla diversità tra una specie di insetto e l’altra.

 

Il fattore “disgusto”

Al di là degli aspetti scientifici e di sicurezza alimentare nei paesi occidentali l’ostacolo principale al consumo umano degli insetti è l’accettazione da parte del consumatore di un cibo tradizionalmente considerato ripugnante. Giovanni Sogari, ricercatore in ambito sociale e consumeristico all’Università di Parma, ha commentato: “Ci sono ragioni derivanti dalle nostre esperienze sociali e culturali, il cosiddetto ‘fattore disgusto’, che rendono il pensiero di mangiare insetti repellente per molti Europei. Con il tempo e l’esposizione tali atteggiamenti potranno mutare”.

 

I vantaggi ambientali ed economici

“Ci sono chiari vantaggi ambientali ed economici nel sostituire le fonti tradizionali di proteine animali con quelle che richiedono meno mangime, producono meno rifiuti e provocano meno emissioni di gas serra. L’abbassamento di costi e prezzi potrebbe migliorare la disponibilità di alimenti, mentre la nuova domanda creerà nuove opportunità economiche, che potrebbero però interferire con i settori esistenti”. Questo quanto dichiarato da Mario Mazzocchi, esperto di statistica economica e docente presso l’Università di Bologna.

 

Conclusioni

I consumatori, a seguito delle verifiche puntuali sulla sicurezza di ciò che mangiano, potranno sempre scegliere con fiducia gli alimenti di cui cibarsi. Gli scienziati EFSA infatti proseguiranno a valutare i nuovi alimenti e i responsabili delle decisioni a Bruxelles e nelle capitali nazionali decideranno sull’autorizzazione a immetterli nel mercato dell’UE

Fonte : EFSA : Nuovi alimenti: valutazione degli insetti 

EFSA. Evento “One Health” (9, 10 giugno): disponibili le registrazioni e le presentazioni

L’EFSA e  la School of Advanced Studies on Food and Nutrition dell’Università di Parma, in collaborazione con l’Università di Parma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno organizzato il 9 e 10 giugno  l’evento “One Health” in modalità on line nell’ambito del programma “Summer School”.
Disponibili il programma, le registrazioni e le presentazioni dell’iniziativa.

Relatori di diversa provenienza e professionalità hanno trattato molteplici argomenti secondo l’approccio On Health: zoonosi a trasmissione alimentare, Escherichia coli STEC, influenza aviaria, antibioticoresistenza, identificazione dei rischi emergenti, aspetti storici dell’approccio One Health e altri.

L’approccio ONE HEALTH

One Health è un approccio alla progettazione e all’attuazione di programmi, politiche, legislazione e ricerca, a livello locale, regionale, nazionale e globale, in cui più discipline si relazionano e lavorano insieme per ottenere migliori risultati di salute pubblica.

È un concetto che riconosce i legami esistenti tra salute animale, umana e ambientale. Le malattie zoonotiche, le malattie di origine alimentare e la resistenza antimicrobica sono esempi di queste relazioni, ed è in questi campi che un approccio One Health è particolarmente rilevante.

Non si tratta infatti di una nuova visione, ma i cambiamenti che portano alla comparsa e alla ricomparsa di alcune malattie (cambiamento climatico, crescita della popolazione umana, espansione dei viaggi e del commercio internazionale, ecc.) hanno aumentato la rilevanza di questo approccio multidisciplinare.

L’attuale pandemia COVID-19 è solo un altro esempio che rende questa impostazione ancor più attuale.

Publicato 12.08.20