Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
polline

IV Giornata di aggiornamento professionale in apicoltura nell’Alto Lazio Viterbese. Montefiascone (VT), 17 novembre

“Considerazioni sull’Apicoltura nell’Alto Lazio Viterbese”.
17 novembre. Montefiascone, Rocca dei Papi, Piazza Urbano V.
Programma
Destinatari: apicoltori, veterinari, tecnici della prevenzione, tecnici di laboratori, altri operatori del settore.
N. 3 crediti. Partecipazione gratuita.
Iscrizione tramite Portale della Formazione IZS Lazio e Toscana.

Siamo al IV anno dell’appuntamento di novembre a Montefiascone su tematiche di attualità in apicoltura, con particolare riferimento alla realtà dell’Alto Lazio Viterbese, dove la pratica apistica e l’attenzione dei servizi veterinari sono sempre attive.

Si susseguiranno interventi di relatori del mondo universitario, della ASL del territorio, dell’IZS Lazio e Toscana e di ISPRA su tematiche quali il polline e l’impollinazione, le contaminazioni da fitofarmaci, la Varroa e la Vespa velutina.

 

 

Focus: La melissopalinologia

 

 

 

 

Tra le diverse tipologie di analisi condotte dall’Unità Operativa di Apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana “M. Aleandri” viene eseguita anche l’analisi melissopalinologica sul miele, alimento che le api elaborano a partire dal nettare raccolto sui fiori.

Cosa è l’analisi melissopalinologica, a cosa serve

Si tratta di un’analisi microscopica effettuata sul miele che permette di osservare quale polline è presente in esso e in che quantità; nel miele rimane infatti  traccia del polline proveniente dai fiori visitati dalle api.

Il fine è quello di comprendere la sua ”origine botanica” (cioè dal nettare di quali fiori proviene e se ci troviamo di fronte ad un miele monoflora, millefiori o di melata) e la sua”origine geografica” (cioè da quale area geografica proviene).
Ciò permette in primo luogo di valorizzare il nostro campione anonimo di miele, che viene in questo modo caratterizzato individuando  le essenze botaniche ed il paesaggio naturale di provenienza, responsabili delle sue particolari composizione, contenuto pollinico, colore, odore e aroma.

L’analisi melissopalinologica effettuata dall’istituto è di tipo “qualitativo”: dopo centrifugazione di una soluzione di miele i granuli di polline e gli elementi indicatori di melata sono osservati, identificati e contati al microscopio su un vetrino. Lo spettro pollinico che si ottiene viene interpretato tenendo conto dei tipi pollinici riscontrati, della loro quantità, delle loro associazioni e della quantità di indicatori di melata rinvenuti, confrontando questi risultati con le caratteristiche organolettiche e fisico chimiche del campione di miele in esame.

Espressione dei risultati
polline dominante >45%
polline di accompagnamento 16-45%
polline isolato importante 3-15%
polline isolato <3%

 

Cosa fa l’IZS Lazio e Toscana

L’Unità Operativa di Apicoltura ha eseguito, dal 2010 ad oggi, analisi melissopalinologiche per l’origine botanica su campioni di miele provenienti soprattutto dagli apiari di apicoltori professionisti ed hobbisti del Lazio e della Toscana, ma anche da altre regioni d’Italia e dall’estero.

Le analisi sono state effettuate nell’ambito di autocontrollo, controlli ufficiali, ricerche e progetti.
Attualmente sta portando avanti un Piano Regionale di Monitoraggio per la verifica della denominazione di vendita ed origine del miele.

L’analisi melissopalinologica per l’origine geografica può essere effettuata anche sulla pappa reale per accertarne la provenienza italiana od estera.

L’identificazione botanica inoltre può essere eseguita sulle pallottole o sulle scorte di polline, con valutazione quantitativa del raccolto delle api.

Le analisi vengono eseguite partecipando a dei Ring Test che permettono al personale di laboratorio, già formato attraverso appositi corsi ed esami, di verificare annualmente la propria preparazione.

 

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