Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
zoonosi

Piano nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli 2019-2021

Il Ministero della Salute, Direzione Generale Sanità Animale e farmaci veterinari ha emanato
il Piano nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli 2019-2021 (PNCS).

Il documento prescrive l’adozione di  misure “adeguate ed efficaci di individuazione e di controllo delle salmonelle potenzialmente responsabili di zoonosi a livello di produzione primaria”.
Lo scopo è la riduzione della prevalenza e del pericolo per la sanità pubblica.

Le attività di controllo del PNCS sono finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo comunitario di riduzione della prevalenza dei sierotipi di Salmonella rilevanti per la salute pubblica che è pari:
– All’1% o meno per i gruppi di riproduttori e di polli da carne Gallus gallus e per i tacchini da riproduzione e da ingrasso;
– Al 2 % o meno per i gruppi di ovaiole in deposizione.

Tra le modifiche di questo piano  si fa riferimento alla  trasmissione di isolati al Centro di Referenza Nazionale per l’Antibioticoresistenza (CRN-AR) e all’analisi del profilo di antibioticoresistenza.

I controlli devono completarsi entro il 31 dicembre di ogni anno.

Testo Piano nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli 2019-2021

L’antibioticoresistenza non diminuisce

Gli antimicrobici usati per trattare malattie trasmissibili  tra animali e uomini, come la campilobatteriosi e la salmonellosi, stanno perdendo efficacia, come rilevano i dati diffusi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

La relazione congiunta, che presenta i dati raccolti da 28 Stati membri dell’UE su esseri umani, suini e vitelli di età inferiore a un anno, conferma l’aumento della resistenza agli antibiotici già individuata negli anni precedenti.

Stiamo entrando in un mondo in cui infezioni comuni diventano sempre più difficili e, talvolta impossibili, da trattare, dichiara Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare.

Secondo i dati del 2017, in alcuni Paesi la resistenza ai fluorochinoloni (come la ciprofloxacina) nei batteri del genere Campylobacter è talmente alta che tali antimicrobici non funzionano più per il trattamento di casi gravi di campilobatteriosi.
Il Campylobacter presenta anche alte percentuali di batteri resistenti alle tetracicline.

 

Salmonella nell’uomo è sempre più resistente ai fluorochinoloni. La multi-farmaco resistenza (ovvero la resistenza a tre o più antimicrobici) è elevata nella Salmonella trovata nell’uomo (28,3%) e negli animali, in particolare in S. Typhimurium.

Tuttavia politiche ambiziose, promosse da alcuni Paesi in cui si limita l’uso degli antimicrobici, hanno portato a una diminuzione della resistenza ad essi.

Nel giugno 2017 la Commissione europea ha adottato un piano d’azione sanitario unitario dell’UE contro la resistenza antimicrobica (One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance), chiedendo un’azione efficace contro questa minaccia e riconoscendo che deve essere affrontata in termini sia di salute umana, che di salute degli animali e ambiente. L’uso prudente degli antimicrobici è essenziale per limitare l’insorgenza e la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici nell’uomo e negli animali.

Per approfondire:
The European Union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2017.

 

Centro di Referenza Nazionale per l’Antibioticoresistenza  presso l’IZS Lazio e Toscana.

 

Report sulle zoonosi in Europa – 2017

Report  dell’Unione Europea sui trend e sulle fonti delle zoonosi (malattie trasmissibili dagli animali all’uomo), degli agenti zoonotici e delle tossinfezioni alimentari  nel 2017

Questo documento  dell’EFSA (European Food Safety Authority) e del ECDPC (European Centre for Disease Prevention and Control) riporta i dati del monitoraggio delle zoonosi in 37 paesi Europei, 28 membri della UE e nove non membri, relativo al 2017

Campylobacteriosi
Risulta la zooonosi più frequentemente riportata
e il suo trend è aumentato sino al 2008, per poi stabilizzarsi dal 2013 al 2017.
Nel 2017 si registra una lieve flessione dei casi umani rispetto al 2016.
La più alta percentuale è stata rilevata nella carne di pollo (37,4%) e in quella di tacchino (31,5%).

Salmonellosi
Sono stati notificati 19,7 casi per 100,000 abitanti, con un leggero decremento (2.9%) rispetto al 2016.
Le cinque sierovarianti segnalate con maggior frequenza, sono, in ordine decrescente S. Enteritidis, S. Typhimurium, monophasic S. Typhimurium, S. Infantis and S. Newport.
La riduzione di casi umani di salmonellosi riscontratosi dal 2008, è terminato nel periodo 2013-2017 e la proporzione di episodi da Salmonella Enteritidis è aumentata, per lo più a causa di un paese membro che ha iniziato a riportare i dati relativi ai sierotipi.

I dati inerenti gli alimenti e gli animali dimostrano che S. Enteritidis è principalmente associata alle galline ovaiole e ai polli da carne.
La prevalenza di seriovarianti di Salmonella nelle galline  da riproduzione, nelle galline ovaiole, nel broilers e nei tacchini da carne è sostanzialmente invariata o livemente diminuita nel 2017, comparato con il 2016, mentre è leggermente aumentata nei tacchini da riproduzione, responsabile S. Typhimurium

Listeriosi
La listeriosi è stata la zoonosi più grave, con i più alti tassi di ospedalazzazione e mortalità.

Nel 2017 i casi di listeriosi sono lievemente diminuiti: sono state segnalate 2480 infezioni contro le 2509 del 2016.
Tuttavia negli ultimi cinque anni la tendenza è stata in aumento.
La fascia di popolazione più colpita dalla malattia nel 2017 è stata quella degli anziani, in particolare i soggetti di oltre 84 anni. In questa fascia di età il tasso di mortalità era del 24%; globalmente nell’UE l’infezione è stata fatale per uno ogni 10 pazienti.
I più alti livelli di L. monocytogenes sono stati rilevati in pesce e prodotti della pesca (6%), seguiti da insalate pronte (4,2%).

Yersiniosi
La tendenza decrescente dell’UE per i casi confermati di yersiniosi dal 2008 si è stabilizzata nel periodo 2013-2017.

Escherichia coli produttori di Shiga-Tossina (Coli STEC)
Nel 2017 sono stati registrati 7073 casi di infezioni nella UE.
Il tasso di notifica per 100,00 abitanti è di 1,66, con un decremento del 6,2% rispetto al 2016. Dal 2013 al 2017 il trend è risultato stabile.

Tossinfezioni alimentari
Sono stati segnalati 5079 focolai veicolati da alimenti e acque nel 2017, con un calo del 6,8% rispetto al 2016.
Salmonella è stata la causa più comune, in particolare in prodotti a base di carne e uova, seguita da altri batteri, tossine batteriche e virus.

Il report sintetizza anche i trend delle seguenti malattie: tubercolosi bovina, brucellosi, trichenellosi, echinococcosi, toxiplasmosi, rabbia, infezione da Coxiella burnetii (Q fever), West Nile disease e tularaemia.

“L’Echinococcosi cistica: malattia negletta? Metodologie di laboratorio, flussi informativi, piani di intervento sul territorio” – Grosseto, 23 ottobre

Grosseto,  23 ottobre 2018.
Sala Pegaso 2, Palazzo della Provincia; Piazza Dante Alighieri, 35
Programma.

Destinatari: veterinari, medici, biologi, tecnici della prevenzione, tecnici di laboratorio.
In accreditamento ECM.
Partecipazione gratuita.
Iscrizioni tramite il Portale dell’IZS Sardegna .

L’evento è organizzato dall’IZS Sardegna, Centro di Referenza Nazionale Echinococcosi Idatitosi, con la collaborazione logistica dell’IZS Lazio e Toscana .

Obiettivo del corso è far conoscere e condividere le linee di indirizzo, predisposte dal Centro di Referenza Nazionale, riguardo sia alle procedure di laboratorio finalizzate alla diagnosi della patologia, che le linee di intervento più congrue da adottare sul territorio per il controllo della malattia, al fine di supportare il sistema di monitoraggio nelle diverse aree di competenza.

 

L’Echinococcosi Cistica (EC)

L’Echinococcosi Cistica (EC) è presente nella lista delle 18 malattie tropicali Neglette stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e appartiene al sottogruppo delle sette “malattie zoonotiche trascurate”.
Considerate nell’insieme, queste malattie “Neglette” colpiscono più di un miliardo di persone al mondo e costano alle economie in via di sviluppo miliardi di dollari l’anno. Sono zoonosi, malattie trasmesse dagli animali all’uomo, generalmente endemiche in aree rurali e a basso livello socio economico; presentano cicli vitali complessi che comprendono vettori e serbatoi specifici.

L’EC è una antropozoonosi che in Italia ha a tutt’oggi un considerevole impatto economico e sociale.
Il CeNRE valutando 21.050 Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) appartenenti a 12.619 pazienti ricoverati, in un periodo compreso tra il 2001 e il 2014, nelle strutture ospedaliere del territorio nazionale con codice di diagnosi relativo a Echinococcosi, ha calcolato un costo diretto pari a circa 53 milioni di euro nel periodo considerato, con una media di circa 4 milioni per anno.

Le cause della persistenza di tale malattia sono da imputare a diversi fattori: culturali, sociali, economici e politici che, in quanto dinamici (in costante evoluzione o involuzione), necessitano di un approccio conoscitivo in costante aggiornamento.

Le strategie di controllo che affrontano queste cause si definiscono di “approccio orizzontale” al problema, e comprendono la lotta alla macellazione clandestina, lo smaltimento delle carcasse dei capi morti, l’estensione della identificazione elettronica a tutta la popolazione canina, la lotta al randagismo e, data la specificità della patologia, l’educazione sanitaria che si deve considerare una imprescindibile tappa.
Contestualmente ad un approccio orizzontale è opportuno attuare un “approccio verticale” mirato al parassita E. granulosus, che deve tener conto delle caratteristiche biologiche dell’agente patogeno.

Cowpoxvirus, un pox che colpisce l’uomo, i pets e gli animali esotici – Latina, 26 giugno

“Lesioni cutanee del gatto: infezione da Cowpoxvirus, un pox che colpisce l’uomo, i pets e gli animali esotici” – Indagine sulla diffusione del CPXV nella Toscana e nel Lazio

Latina, 26 giugno 2018
sede dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia Latina.
Via dei Peligni, 38.
Programma.
Iscrizioni tramite il Portale della Formazione dell’IZS Lazio e Toscana.

Dopo i seminari tenuti a Pisa, Rieti, Siena, Arezzo e Viterbo  la divulgazione dell’argomento proseguirà a Latina, con l’organizzazione dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia Latina e dell’l’IZS Lazio e Toscana (IZSLT).

La Dott.ssa Giusy Cardeti, dirigente veterinario dell’IZSLT esperta in virologia, illustrerà le caratteristiche dell’ infezione da Cowpoxvirus, trasmissibile all’uomo (zoonosi) e come effettuare i prelievi e l’invio dei campioni sospetti al laboratorio.

E’ infatti in corso un progetto di ricerca  finanziato dal Ministero della Salute finalizzato alla effettuazione di un’indagine sulla diffusione del CPXV (Cowpoxvirus) nella Toscana e nel Lazio.

I veterinari liberi professionisti potranno partecipare alla ricerca  inviando all’Istituto campioni biologici con lesioni riconducibili al cowpoxvirus.

 

L’infezione da Cowpox virus

L’infezione da Cowpox virus (CPXV) viene contratta dal gatto tramite il morso ed il graffio da parte di roditori infetti.

Le lesioni cutanee più rappresentate sono papule ulcerate, piccoli noduli ulcerati con materiale crostoso, ulcere orali che guariscono lentamente nel giro di 3-4 settimane.
Alcuni soggetti possono manifestare forme generalizzate, soprattutto se immunodepressi.

La diagnosi differenziale include: infezioni da altri virus, infezioni batteriche e fungine, il granuloma eosinofilico e neoplasie.
La diagnosi definitiva viene effettuata su biopsia cutanea od altro tipo di prelievo delle lesioni, mediante evidenziazione del virus e ricerca di anticorpi.

In Europa, il numero diagnosticato di infezioni da CPXV è in aumento negli animali e nell’uomo.
Un tempo endemico nel bovino, il CPXV non è stato più diagnosticato in tale specie per alcuni decenni, mentre parecchi casi di infezione vengono continuamente diagnosticati in gatti e in animali da zoo con anche successiva trasmissione all’uomo.

Nell’uomo la malattia si manifesta con comparsa di lesioni su braccia, gambe o viso; in soggetti immunodepressi, possono manifestarsi forme cliniche gravi