Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
Ministero della Salute

Convegno “La Peste suina africana: l’importanza di una sorveglianza integrata”

 

Il 23 gennaio nell’auditorium “Biagio D’Alba” del Ministero della Salute, si è svolto il convegno dal titolo “La peste suina africana: l’importanza di una sorveglianza integrata”. L’evento è stato organizzato dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e Marche, sede del Centro di Referenza Nazionale per le pesti suine.
La giornata è stata caratterizzata dagli interventi di relatori di alto profilo, sia a livello nazionale che internazionale e dalla presenza di alte istituzioni, quali la Commissione Europea e l’Organizzazione mondiale della Sanità Animale (OIE), che hanno illustrato e fornito informazioni su aspetti epidemiologici, gestionali e sulla malattia e relativa diffusione
( fonte: news sugli esiti dell’evento: la Peste suina africana: l’importanza di una sorveglianza integrata)

Si riporta inoltre il link dal quale è possibile scaricare le presentazioni del convegno

 

Coronavirus: decalogo comportamentale (Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità)

              Dieci punti, dalle indicazioni su come lavarsi le mani o pulire le superfici
alle   principali fake news puntualmente smentite, per curare l’“infodemia”
legata al Sars-Cov-2 i

1. Lavati spesso le mani

2. Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute

3. Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani

4. Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci

5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico

6. Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol

7. Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate

8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi

9. Contatta il Numero Verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

10. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

 

   Scarica: Poster Coronavirus    Pieghevole Coronavirus

Campagna a cura del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità

Controllo delle micotossine negli alimenti nel 2018: relazione del Ministero della Salute

Il Ministero ha coordinato l’attività di controllo ed elaborato i risultati ottenuti dalle analisi effettuate da IIZZSS (istituti zooprofilattici sperimentali) e ARPA (agenzie regionali protezione ambiente) sui campioni prelevati dalle Autorità locali (ASL) e USMAF-SASN (uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e dei servizi territoriali di assistenza sanitaria al personale navigante e aeronavigante).

Il Piano nazionale 2018 prevedeva di effettuare 200 campioni di alimenti per il programma di monitoraggio (obiettivo di far emergere situazioni di rischio) e 964 campioni per quello di sorveglianza (obiettivo di controllare situazioni a rischio tramite campionamenti mirati).

Nel  2018 si è verificato uno scostamento rispetto alla programmazione nazionale, sebbene ridotto rispetto a quello del 2017, ed è risultato evidente un miglioramento nell’implementazione del Piano nazionale da parte di tutti gli attori coinvolti.

E’ risultato un numero di campioni non conformi (8 campioni) inferiore rispetto a quello dell’anno 2017 (24 campioni) e dell’anno 2016 (56 campioni), per la stessa tipologia di alimenti (frutta a guscio, farina di mais, formaggi).

I dati raccolti nel corso del triennio 2016-2018, a livello territoriale, hanno confermato le micotossine(aflatossine, aflatossina M1, fumonisine) e gli alimenti più critici (rispettivamente, frutta a guscio, latte e formaggi, farina di mais)

Fonte: Ministero Salute

Piano nazionale di controllo ufficiale delle micotossine negli alimenti Anni 2016-2018

Benessere animale in allevamento: l’IZS Lazio e Toscana a supporto della qualità della filiera produttiva

Il Benessere animale è divenuto oggetto di una crescente attenzione a livello internazionale. La sensibilità nei confronti delle modalità di allevamento è legata non solo a motivazioni etiche e ambientaliste, ma anche ad una sempre più presente consapevolezza della relazione esistente tra condizioni di allevamento e qualità delle produzioni zootecniche.

A tal proposito Il Ministero della salute sta promuovendo un programma di sviluppo per la tutela del benessere animale, il miglioramento della biosicurezza e la riduzione del consumo di farmaci in zootecnia. Tale progetto prevede l’istituzione in ogni regione di un gruppo di esperti, di cui uno dei componenti dovrà essere  un veterinario degli istituti Zooprofilattici, valutatore e formatore per i sistemi di valutazione del CreNBA, il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale, con sede presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna, Brescia.

Su questo tema, presso l’attuale Laboratorio Salute Animale e Benessere degli animali da reddito, negli ultimi vent’anni sono state portate avanti queste attività:

– Progetti di ricerca (correnti e finalizzate)

– Collaborazioni con Università, altri Enti di Ricerca, Ordini professionali

– Divulgazione scientifica (pubblicazioni e congressi-convegni)

– Formazione

-Attività di consulenza per tutte le specie della Zootecnia delle Regioni Lazio e Toscana (bovini, bufalini, ovicaprini, suini, cavalli e asini)

L’IZSLT è inoltre, nella rete IIZZSS del CReNBA, l’Istituto di riferimento per le specie bufalina ed equina.

Con delibera n. 227 del 19 aprile è stato quindi individuato un gruppo di veterinari IZSLT operativi nel settore del benessere animale.

La Dottoressa Cristina Roncoroni, che opera come dirigente veterinario con incarico di elevata professionalità a seguito del nuovo ordinamento dell’Istituto  presso la Direzione Operativa Igiene delle Produzioni e Salute Animale, ha  l’incarico del coordinamento del gruppo, che, nei territori di competenza del Lazio e della Toscana, collaborerà alle attività previste dal programma di sviluppo per la tutela del benessere animale richiesto dal Ministero e potenzierà l’offerta di servizi dell’Ente nell’ambito del Benessere Animale.

Emanato il nuovo Piano di sorveglianza dell’influenza aviaria per il 2019

Il Piano considera quale fattore di valutazione esclusivamente le specie che risultano a maggior rischio di infezione (specie avicole) e il numero di focolai di influenza aviaria in allevamenti industriali nel corso degli ultimi 5 anni.

Sono state quindi identificate le province “ad alto rischio”, in cui attuare un monitoraggio con frequenza elevata (appartenenti alle regioni: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) e le province “a rischio medio” da sottoporre a monitoraggio con frequenza meno elevata (regioni: Friuli-Venezia-Giulia, Lazio provincia di Viterbo e Umbria).
Rispetto al Piano del 2018 la provincia di Roma passa alla categoria “a basso rischio”.
La restante parte del territorio nazionale è stata classificata “a basso rischio” e le attività di sorveglianza saranno basate sulla notifica di casi e sospetti di Influenza Aviaria (sorveglianza passiva) e sulla sorveglianza attiva negli allevamenti rurali (svezzatori) come definito dalla legislazione nazionale.

Il Ministero della Salute -Direzione generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari- raccomanda di attenersi scrupolosamente a quanto previsto dal Piano, con particolare riferimento alle prove diagnostiche da utilizzare nello screening iniziale, anche al fine di limitare i costi delle spese sostenute nell’ambito del Piano e riconosciute ammissibili dalla Commissione europea. Il Piano dovrà essere portato a termine entro il 31 dicembre 2019.

Link utili

Piano nazionale 2019 Sorveglianza Influenza aviaria

EFSA-notizie recenti

Centro di referenza nazionale, laboratorio di referenza OIE e centro di referenza FAO per l’influenza aviaria e la malattia di NEWcastle