Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
EFSA

Verdure surgelate: valutazione dell’EFSA sui rischi per la salute pubblica connessi alla contaminazione da Listeria

A seguito dell’epidemia in più paesi di Listeria monocytogenes ST6 tra il 2015 e il 2018 legata al consumo di verdure congelate sbollentate, l’EFSA ha valutato i rischi connessi alla contaminazione da Listeria nelle verdure scottate in acqua bollente o passate brevemente al vapore prima di essere surgelate.

Gli esperti dell’EFSA hanno individuato poi una serie di procedure di controllo (pulizia e la disinfezione dell’ambiente di produzione degli alimenti,  controllo dell’acqua, della durata e delle temperature, nonché una puntuale etichettatura) che gli operatori è opportuno mettano in atto, al fine di ridurre il rischio di contaminazione delle verdure surgelate.

Nella stessa valutazione l’EFSA formula anche raccomandazioni su come ridurre i rischi nell’ambiente domestico: osservare buone pratiche igieniche come conservare le verdure surgelate o scongelate in un congelatore o frigorifero pulito alla temperatura appropriata, attenendosi alle istruzioni in etichetta per la loro preparazione.
Viene inoltre sottolineato come in generale i rischi siano molto più bassi se le verdure dopo lo scongelamento vengano cotte a fondo.

Per consultare la notizia:
EFSA

EFSA. Non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione del Coronavirirus.

Marta Hugas, direttore scientifico dell’EFSA commenta:

“Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) e il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi. Al momento non ci sono prove che il coronavirus sia diverso in nessun modo”.

Per quanto concerne la sicurezza alimentare l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha emanato una serie di raccomandazioni precauzionali tra cui consigli di buone pratiche igieniche durante la manipolazione e la preparazione dei cibi, come ad esempio lavarsi le mani, cucinare a fondo la carne ed evitare potenziali contaminazioni crociate tra cibi cotti e non. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web dell’OMS.

Fonte: EFSA.

14.03.2020

Percezione della Sicurezza alimentare nei cittadini europei: nuova indagine EFSA

Nel luglio 2019 l’EFSA ha commissionato lo Studio Eurobarometro in tutti gli Stati membri dell’UE (compreso il Regno Unito), esaminando questioni quali l’interesse verso la sicurezza alimentare, la consapevolezza e la percezione del rischio, nonché la fiducia nelle diverse fonti di informazione.

Lo stesso studio è stato replicato in cinque dei sette Paesi in fase di preadesione (Albania, Montenegro, Macedonia settentrionale, Serbia e Turchia), in collaborazione con la Direzione Generale per la Comunicazione della Commissione europea.

I risultati mostrano delle differenze tra i vari Paesi (schede singoli Paesi).

Nel complesso:

  • la sicurezza alimentare è uno dei numerosi fattori altrettanto importanti per gli europei
    quando si acquista cibo, dopo la provenienza e il costo;
  • la televisione è la fonte più comune di informazioni sui rischi alimentari;
  •  due terzi dei cittadini ha modificato il comportamento al consumo a seguito di informazioni sui rischi alimentari;
  • circa uno su cinque europei afferma che la sicurezza alimentare è la loro principale preoccupazione nella scelta del cibo;
  • gli europei hanno un alto livello di consapevolezza sui temi della sicurezza alimentare. Più frequentemente vengono segnalate preoccupazioni relative ad antibiotici, ormoni e steroidi nella carne, pesticidi, inquinanti ambientali e additivi alimentari;
  • gli scienziati e le organizzazioni dei consumatori sono le fonti più affidabili sui rischi alimentari;
  • vi è una consapevolezza limitata sul funzionamento del sistema di sicurezza alimentare dell’UE.

FOCUS – Peste suina africana

EFSA
Report “Epidemiological analyses of African swine fever in the European Union (November 2018 to October 2019)”.
L’EFSA ha pubblicato il suo ultimo aggiornamento annuale sulla presenza di peste suina africana (PSA) nell’Unione europea. Nel corso del periodo trattato dal rapporto – novembre 2018 sino a ottobre 2019 – la Cechia è stata dichiarata ufficialmente indenne da ASF. La presenza della malattia è stata tuttavia confermata in Slovacchia, per cui sono sempre nove i Paesi dell’UE interessati.

Video “Peste suina africana: come rimanere sempre un passo avanti”

OIE
Video “Viaggiare responsabilmente per evitare di trasportare il virus della Peste suina africana”

 

 

 

Visuals e messaggi indirizzati oi viaggiatori da condividere sui social media”

 

 

EFSA, Peste suina africana: essenziale la diagnosi precoce per controllarne la diffusione

A seguito di una nuova valutazione del rischio richiesta dalla Commissione europea,  l’EFSA ha stabilito  che per controllare la propagazione della Peste suina africana è di cruciale importanza migliorare la sorveglianza, la comunicazione e la collaborazione.

Nella valutazione richiesta, viene stimato il potenziale di diffusione della malattia nell’Europa sud-orientale, in particolare la possibilità di propagazione tra i nove paesi dell’area non colpiti (Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Grecia.  Greece, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia and Slovenia) considerando che in Serbia, durante la valutazione,  è comparsa la malattia.

L’Agenzia ha concluso che rispetto alle elevate probabilità di diffusione della malattia entro un anno dall’introduzione nei paesi dell’Europa sud-orientale oggetto di valutazione, è invece scarsa la possibilità di diffusione ad ovest, verso altri Stati membri dell’UE.

Tra le misure di controllo si evidenzia:

  • sorveglianza rigorosa, soprattutto dei cinghiali e dei suini domestici, che rimane il mezzo più efficace per la diagnosi precoce della peste suina africana;
  • limitare l’accesso dei cinghiali al cibo e ridurre ulteriormente il numero di cinghiali attraverso la caccia;
  • campagne di sensibilizzazione indirizzati ai viaggiatori, cacciatori, agricoltori, ecc. per limitare il rischio di diffusione attraverso la circolazione delle persone e per favorire la diagnosi precoce;
  • comunicazione e collaborazione tra le autorità nazionali e le parti interessate a sostegno di campagne di sensibilizzazione;
  • attività di formazione per veterinari, altri organi competenti e cacciatori per aumentare la probabilità di diagnosi precoce e controllo efficace.

 

Vai all’articolo https://www.efsa.europa.eu/it/news/african-swine-fever-early-detection-key-controlling-spread.

Per saperne di più sulla malattia.