Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
EFSA

EFSA. Evento “One Health” (9, 10 giugno): disponibili le registrazioni e le presentazioni

L’EFSA e  la School of Advanced Studies on Food and Nutrition dell’Università di Parma, in collaborazione con l’Università di Parma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno organizzato il 9 e 10 giugno  l’evento “One Health” in modalità on line nell’ambito del programma “Summer School”.
Disponibili il programma, le registrazioni e le presentazioni dell’iniziativa.

Relatori di diversa provenienza e professionalità hanno trattato molteplici argomenti secondo l’approccio On Health: zoonosi a trasmissione alimentare, Escherichia coli STEC, influenza aviaria, antibioticoresistenza, identificazione dei rischi emergenti, aspetti storici dell’approccio One Health e altri.

L’approccio ONE HEALTH

One Health è un approccio alla progettazione e all’attuazione di programmi, politiche, legislazione e ricerca, a livello locale, regionale, nazionale e globale, in cui più discipline si relazionano e lavorano insieme per ottenere migliori risultati di salute pubblica.

È un concetto che riconosce i legami esistenti tra salute animale, umana e ambientale. Le malattie zoonotiche, le malattie di origine alimentare e la resistenza antimicrobica sono esempi di queste relazioni, ed è in questi campi che un approccio One Health è particolarmente rilevante.

Non si tratta infatti di una nuova visione, ma i cambiamenti che portano alla comparsa e alla ricomparsa di alcune malattie (cambiamento climatico, crescita della popolazione umana, espansione dei viaggi e del commercio internazionale, ecc.) hanno aumentato la rilevanza di questo approccio multidisciplinare.

L’attuale pandemia COVID-19 è solo un altro esempio che rende questa impostazione ancor più attuale.

Publicato 12.08.20

Giornata mondiale della sicurezza degli alimenti, l’8 giugno diretta EFSA, CODEX, FAO-WHO su twitter

Proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2019, il 7 giugno si celebra la Giornata mondiale della sicurezza degli alimenti, tema centrale per la salute e il benessere del consumatore nonché per l’economia del nostro paese.

L’obiettivo della Giornata è quello di promuovere le corrette informazioni e migliorare la consapevolezza del cittadino.

Si stima che ogni anno nel mondo 600 milioni di persone vengano colpite da malattie trasmesse con gli alimenti, rappresentando un importante rischio per le fasce dei consumatori più deboli e socialmente svantaggiate.
La garanzia di salubrità e sanità degli alimenti e dei mangimi durante la produzione, la commercializzazione e la loro somministrazione è ciò che si identifica con il termine Sicurezza degli Alimenti; in Italia, le attività di controllo sull’intera filiera sono garantite dal Servizio Sanitario Nazionale attraverso i dipartimenti di prevenzione delle ASL, il coordinamento delle Regioni ed il supporto analitico degli Istituti Zooprofilattici.

Il Ministero interviene attraverso l’attività di indirizzo e  coordinamento del SSN.
E’ supportato scientificamente dall’Istituto Superiore di Sanità  e operativamente dalle  sue articolazioni territoriali nel controllo degli alimenti importati e dall’azione  dei Carabinieri dei NAS (Nuclei Anti Sofisticazione), impegnati nelle attività di  controllo per la repressione dei reati in campo alimentare.

Far fronte ai cambiamenti climatici, dare vita a sistemi alimentari sostenibili, sono i temi che oggi 8 giugno, saranno oggetto di una diretta organizzata da EFSA,CODEX, FAO-WHO, su Twitter #AskEfsa dalle ore 15.

Fonte: Ministero della salute


La Sicurezza alimentare ( pagina IZSLT)

Verdure surgelate: valutazione dell’EFSA sui rischi per la salute pubblica connessi alla contaminazione da Listeria

A seguito dell’epidemia in più paesi di Listeria monocytogenes ST6 tra il 2015 e il 2018 legata al consumo di verdure congelate sbollentate, l’EFSA ha valutato i rischi connessi alla contaminazione da Listeria nelle verdure scottate in acqua bollente o passate brevemente al vapore prima di essere surgelate.

Gli esperti dell’EFSA hanno individuato poi una serie di procedure di controllo (pulizia e la disinfezione dell’ambiente di produzione degli alimenti,  controllo dell’acqua, della durata e delle temperature, nonché una puntuale etichettatura) che gli operatori è opportuno mettano in atto, al fine di ridurre il rischio di contaminazione delle verdure surgelate.

Nella stessa valutazione l’EFSA formula anche raccomandazioni su come ridurre i rischi nell’ambiente domestico: osservare buone pratiche igieniche come conservare le verdure surgelate o scongelate in un congelatore o frigorifero pulito alla temperatura appropriata, attenendosi alle istruzioni in etichetta per la loro preparazione.
Viene inoltre sottolineato come in generale i rischi siano molto più bassi se le verdure dopo lo scongelamento vengano cotte a fondo.

Per consultare la notizia:
EFSA

EFSA. Non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione del Coronavirirus.

Marta Hugas, direttore scientifico dell’EFSA commenta:

“Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come il coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) e il coronavirus della sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV), evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi. Al momento non ci sono prove che il coronavirus sia diverso in nessun modo”.

Per quanto concerne la sicurezza alimentare l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha emanato una serie di raccomandazioni precauzionali tra cui consigli di buone pratiche igieniche durante la manipolazione e la preparazione dei cibi, come ad esempio lavarsi le mani, cucinare a fondo la carne ed evitare potenziali contaminazioni crociate tra cibi cotti e non. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web dell’OMS.

Fonte: EFSA.

14.03.2020

Percezione della Sicurezza alimentare nei cittadini europei: nuova indagine EFSA

Nel luglio 2019 l’EFSA ha commissionato lo Studio Eurobarometro in tutti gli Stati membri dell’UE (compreso il Regno Unito), esaminando questioni quali l’interesse verso la sicurezza alimentare, la consapevolezza e la percezione del rischio, nonché la fiducia nelle diverse fonti di informazione.

Lo stesso studio è stato replicato in cinque dei sette Paesi in fase di preadesione (Albania, Montenegro, Macedonia settentrionale, Serbia e Turchia), in collaborazione con la Direzione Generale per la Comunicazione della Commissione europea.

I risultati mostrano delle differenze tra i vari Paesi (schede singoli Paesi).

Nel complesso:

  • la sicurezza alimentare è uno dei numerosi fattori altrettanto importanti per gli europei
    quando si acquista cibo, dopo la provenienza e il costo;
  • la televisione è la fonte più comune di informazioni sui rischi alimentari;
  •  due terzi dei cittadini ha modificato il comportamento al consumo a seguito di informazioni sui rischi alimentari;
  • circa uno su cinque europei afferma che la sicurezza alimentare è la loro principale preoccupazione nella scelta del cibo;
  • gli europei hanno un alto livello di consapevolezza sui temi della sicurezza alimentare. Più frequentemente vengono segnalate preoccupazioni relative ad antibiotici, ormoni e steroidi nella carne, pesticidi, inquinanti ambientali e additivi alimentari;
  • gli scienziati e le organizzazioni dei consumatori sono le fonti più affidabili sui rischi alimentari;
  • vi è una consapevolezza limitata sul funzionamento del sistema di sicurezza alimentare dell’UE.