Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
EFSA

EFSA, Peste suina africana: essenziale la diagnosi precoce per controllarne la diffusione

A seguito di una nuova valutazione del rischio richiesta dalla Commissione europea,  l’EFSA ha stabilito  che per controllare la propagazione della Peste suina africana è di cruciale importanza migliorare la sorveglianza, la comunicazione e la collaborazione.

Nella valutazione richiesta, viene stimato il potenziale di diffusione della malattia nell’Europa sud-orientale, in particolare la possibilità di propagazione tra i nove paesi dell’area non colpiti (Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Grecia.  Greece, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia and Slovenia) considerando che in Serbia, durante la valutazione,  è comparsa la malattia.

L’Agenzia ha concluso che rispetto alle elevate probabilità di diffusione della malattia entro un anno dall’introduzione nei paesi dell’Europa sud-orientale oggetto di valutazione, è invece scarsa la possibilità di diffusione ad ovest, verso altri Stati membri dell’UE.

Tra le misure di controllo si evidenzia:

  • sorveglianza rigorosa, soprattutto dei cinghiali e dei suini domestici, che rimane il mezzo più efficace per la diagnosi precoce della peste suina africana;
  • limitare l’accesso dei cinghiali al cibo e ridurre ulteriormente il numero di cinghiali attraverso la caccia;
  • campagne di sensibilizzazione indirizzati ai viaggiatori, cacciatori, agricoltori, ecc. per limitare il rischio di diffusione attraverso la circolazione delle persone e per favorire la diagnosi precoce;
  • comunicazione e collaborazione tra le autorità nazionali e le parti interessate a sostegno di campagne di sensibilizzazione;
  • attività di formazione per veterinari, altri organi competenti e cacciatori per aumentare la probabilità di diagnosi precoce e controllo efficace.

 

Vai all’articolo https://www.efsa.europa.eu/it/news/african-swine-fever-early-detection-key-controlling-spread.

Per saperne di più sulla malattia.

Efsa. Sicurezza alimentare e cambiamenti climatici

La sicurezza alimentare mondiale può subire ripercussioni importanti a causa dei cambiamenti climatici: Le variazioni delle condizioni metereologiche, come la temperatura, l’umidità, le precipitazioni e fenomeni climatici estremi hanno infatti la capacità di condizionare l’agricoltura e la sua produzione, la sensibilità dei germi, l’andamento di alcune malattie trasmesse dagli alimenti e l’insediamento di specie esotiche invasive.

A seguito del vertice ONU sul clima del settembre 2019 , l’EFSA ha infatti inserito nel proprio sito una pagina specifica sul tema.
In questa sezione vengono identificate dall’Agenzia  le aree  in cui il cambiamento climatico contribuisce al sorgere di nuovi pericoli o al propagarsi di quanti già presenti:

Salute delle piante e degli animali
Il cambiamento climatico è un fattore determinante per l’insorgenza di nuovi organismi nocivi ai vegetali e per la maggiore diffusione dei rischi legati ad organismi già conosciuti. Pericoli legati anche ai movimenti climatici di vettori come insetti ed uccelli, che coinvolgono sia piante che animali; esempi di malattie che si sono presentate nelle nostre aree a causa delle mutate condizioni di temperatura e umidità sono la Blue Tongue e la dermatosi nodulare bovina

Malattie
Una serie di fattori ambientali possono contribuire a spiegare la sopravvivenza e persistenza di una serie di patogeni trasmissibili anche con gli alimenti, come Salmonella, Campylobacter e Norovirus

Contaminanti
Micotossine
Le valutazioni dell’EFSA comprendono tossine naturali prodotte da funghi, come le micotossine e, tra queste le aflatossine, prodotte da due specie di Aspergillus.
L’aumento delle temperature e dell’umidità ha probabilmente contribuito alla comparsa di queste micotossine cancerogene nell’Europa meridionale dagli anni 2000. L’EFSA nel 2012 ha contribuito a sviluppare uno strumento per prevedere la diffusione delle aflatossine in alcuni cereali, in diversi scenari di cambiamento climatico.

Fitoplancton e Cianobatteri
Il fitoplancton , costituito da microscopiche alghe marine e di acqua dolce, rappresenta una fonte di nutrimento essenziale per pesci e altre forme di vita acquatiche.
Nella pagina dell’EFSA viene descritto come il cambiamento climatico possa aver influito sulla tossicità di un’alga specifica, la Ciguatera, responsabile di alcuni focolai di avvelenamento di frutti di mare in alcune aree della Spagna e del Portogallo. Gli stessi Cianobatteri, considerati “integratori alimentari naturali” potrebbero subire a causa dei cambiamenti climatici, un aumento delle loro proprietà tossiche

L’EFSA nelle proprie valutazioni a riguardo della sicurezza alimentare, considererà tutti gli sforzi e le misure che vengono adottate sia a livello globale che locale per limitare gli effetti delle condizioni climatiche che vanno mutandosi.

 

Fonte:
EFSA

 

 

 

“Novel Food” – Cosa sono (EFSA)

Nuovi tipi di alimenti arrivano sulle nostre tavole.
L’aumento della globalizzazione, la crescente diversità etnica e la ricerca di nuove fonti di nutrienti sono i fattori chiave.

Secondo le normative UE, qualsiasi alimento che non sia  stato consumato “in modo significativo” prima del maggio 1997 è considerato un nuovo alimento.
La categoria comprende nuovi alimenti, alimenti da nuove fonti, nuove sostanze utilizzate negli alimenti, nonché nuovi modi e tecnologie per la produzione di alimenti.

Esempi includono olio ricco di acidi grassi omega-3 di krill come nuova fonte di cibo, fitosteroli o steroli vegetali come nuova sostanza o nanotecnologia come nuovo modo di produrre cibo.

La nozione di “novel food” non è nuova.
Nel corso della storia nuovi tipi di alimenti, ingredienti alimentari o modi di produrre cibo hanno trovato la loro strada per l’Europa da tutti gli angoli del globo. Banane, pomodori, pasta, frutta tropicale, mais, riso, una vasta gamma di spezie – originariamente arrivarono in Europa come nuovi cibi. Tra i recenti arrivi ci sono semi di chia, cibi a base di alghe, frutti di baobab e physalis (arachidi peruviane o alchechengio).

Vedi il filmato EFSA

Valutazione del rischio chimico: una metodologia specifica per valutare più sostanze chimiche compresenti

L’EFSA ha messo a punto un quadro metodologico armonizzato a uso dei propri gruppi scientifici per valutare i potenziali “effetti congiunti” delle miscele chimiche in alimenti e mangimi.

Questo quadro metodologico mette a disposizione degli scienziati EFSA strumenti per adottare, all’occorrenza, un approccio mirato alle miscele che integra gli attuali requisiti normativi dell’UE per la valutazione delle singole sostanze.

L’uomo, gli animali e l’ambiente possono essere esposti a più sostanze chimiche da una molteplicità di fonti. Capire come le sostanze chimiche si comportano in combinazione è complesso, e il numero di combinazioni è potenzialmente infinito, per cui il comitato scientifico dell’EFSA ha elaborato uno strumento pratico a uso dei valutatori del rischio che sarà di aiuto e supporto anche ai gestori del rischio.

Per approfondire: “Quando le sostanze chimiche si mescolano” (documento EFSA)

Report sulle zoonosi in Europa – 2017

Report  dell’Unione Europea sui trend e sulle fonti delle zoonosi (malattie trasmissibili dagli animali all’uomo), degli agenti zoonotici e delle tossinfezioni alimentari  nel 2017

Questo documento  dell’EFSA (European Food Safety Authority) e del ECDPC (European Centre for Disease Prevention and Control) riporta i dati del monitoraggio delle zoonosi in 37 paesi Europei, 28 membri della UE e nove non membri, relativo al 2017

Campylobacteriosi
Risulta la zooonosi più frequentemente riportata
e il suo trend è aumentato sino al 2008, per poi stabilizzarsi dal 2013 al 2017.
Nel 2017 si registra una lieve flessione dei casi umani rispetto al 2016.
La più alta percentuale è stata rilevata nella carne di pollo (37,4%) e in quella di tacchino (31,5%).

Salmonellosi
Sono stati notificati 19,7 casi per 100,000 abitanti, con un leggero decremento (2.9%) rispetto al 2016.
Le cinque sierovarianti segnalate con maggior frequenza, sono, in ordine decrescente S. Enteritidis, S. Typhimurium, monophasic S. Typhimurium, S. Infantis and S. Newport.
La riduzione di casi umani di salmonellosi riscontratosi dal 2008, è terminato nel periodo 2013-2017 e la proporzione di episodi da Salmonella Enteritidis è aumentata, per lo più a causa di un paese membro che ha iniziato a riportare i dati relativi ai sierotipi.

I dati inerenti gli alimenti e gli animali dimostrano che S. Enteritidis è principalmente associata alle galline ovaiole e ai polli da carne.
La prevalenza di seriovarianti di Salmonella nelle galline  da riproduzione, nelle galline ovaiole, nel broilers e nei tacchini da carne è sostanzialmente invariata o livemente diminuita nel 2017, comparato con il 2016, mentre è leggermente aumentata nei tacchini da riproduzione, responsabile S. Typhimurium

Listeriosi
La listeriosi è stata la zoonosi più grave, con i più alti tassi di ospedalazzazione e mortalità.

Nel 2017 i casi di listeriosi sono lievemente diminuiti: sono state segnalate 2480 infezioni contro le 2509 del 2016.
Tuttavia negli ultimi cinque anni la tendenza è stata in aumento.
La fascia di popolazione più colpita dalla malattia nel 2017 è stata quella degli anziani, in particolare i soggetti di oltre 84 anni. In questa fascia di età il tasso di mortalità era del 24%; globalmente nell’UE l’infezione è stata fatale per uno ogni 10 pazienti.
I più alti livelli di L. monocytogenes sono stati rilevati in pesce e prodotti della pesca (6%), seguiti da insalate pronte (4,2%).

Yersiniosi
La tendenza decrescente dell’UE per i casi confermati di yersiniosi dal 2008 si è stabilizzata nel periodo 2013-2017.

Escherichia coli produttori di Shiga-Tossina (Coli STEC)
Nel 2017 sono stati registrati 7073 casi di infezioni nella UE.
Il tasso di notifica per 100,00 abitanti è di 1,66, con un decremento del 6,2% rispetto al 2016. Dal 2013 al 2017 il trend è risultato stabile.

Tossinfezioni alimentari
Sono stati segnalati 5079 focolai veicolati da alimenti e acque nel 2017, con un calo del 6,8% rispetto al 2016.
Salmonella è stata la causa più comune, in particolare in prodotti a base di carne e uova, seguita da altri batteri, tossine batteriche e virus.

Il report sintetizza anche i trend delle seguenti malattie: tubercolosi bovina, brucellosi, trichenellosi, echinococcosi, toxiplasmosi, rabbia, infezione da Coxiella burnetii (Q fever), West Nile disease e tularaemia.