Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

L’EFSA pubblica una valutazione rapida del rischio sulle varianti SARS-Cov-2 nel visone

Gli specialisti dell’EFSA in materia di salute animale hanno contribuito a una valutazione rapida dei rischi per la salute umana derivanti dalle nuove varianti della SARS-CoV-2 nel visone.

La valutazione contiene una serie di raccomandazioni volte a proteggere la salute pubblica.

Nikolaus Kriz, resposabile dell’unità EFSA di “Salute animale e vegetale”, ha dichiarato: “Mentre il rischio di diffusione transfrontaliera di queste varianti della SARS-CoV-2 tramite gli animali e i loro prodotti è molto basso, è importante che le persone evitino il contatto ravvicinato con i visoni allevati. Sono dunque necessarie misure supplementari di sorveglianza per limitare un’ulteriore diffusione”.

La valutazione è stata effettuata dopo che la Danimarca aveva segnalato 214 casi di persone infettate dalle varianti della SARS-CoV-2 in alcuni visoni.

 

Dall’aprile 2020, quando nei Paesi Bassi è stata segnalata la prima infezione da SARS-CoV-2 in un visone e successivamente in un allevatore di visoni, è stato stabilito che può verificarsi la trasmissione da uomo a visone e da visone a uomo.

 

Da allora, sono state segnalate infezioni nei visoni in Danimarca, Italia, Spagna, Svezia e Stati Uniti.

 

Il 5 novembre 2020, la Danimarca ha segnalato 214 casi umani di COVID-19 infettati con varianti del virus SARS-CoV-2 correlati al visone, nonché soggetti  infetti in oltre 200 allevamenti di visoni.
La maggior parte dei casi umani e animali segnalati da giugno 2020 si sono verificati nella regione dello Jutland settentrionale.

Le varianti SARS-CoV-2 rilevate in questi casi facevano parte di almeno cinque cluster strettamente correlati; ogni cluster è stato caratterizzato da una specifica variante correlata al visone, identificata nell’uomo e negli animali di allevamenti di visoni infetti.

La Danimarca ha implementato solide misure di risposta per controllare i focolai nei visoni e ridurre la dispersione tra il bacino umano e quello animale.



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