Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
covid-19

Sorveglianza sulle modalità di trasmissione di Sars-Cov2 nella Regione Lazio

L’indagine, del tipo studio caso-controllo, è stata effettuata su un campione di persone che si sono sottoposte a test molecolare in tre Drive in del Comune di Roma (Santa Maria della Pietà – ASL ROMA 1; Palmiro Togliatti – ASL ROMA 2; Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana – ASL ROMA 2).

L’obiettivo è stato quello di identificare le principali modalità di trasmissione del virus Sars-Cov2 e monitorarne i cambiamenti nel tempo attraverso l’utilizzo di un questionario sui comportamenti individuali.

Ciò al fine di acquisire informazioni utili per orientare le decisioni future che dovranno essere prese tenendo conto delle caratteristiche della popolazione, dei rischi associati ai comportamenti adottati e delle evidenze di efficaci degli interventi di prevenzione proposti.

Vai al report completo https://www.deplazio.net/it/vai-alla-pagina-delle-news/419-2021-08-07-07-43-12

SARS-CoV-2: attività diagnostica dell’ IZSLT a supporto alla rete Coronet della regione Lazio al 30 giugno 2021

Report aggiornamento 30_06_2021 (1)

Questo documento rappresenta e descrive le attività condotte dal marzo 2020 al 30 giugno 2021 dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana nell’ambito della rete CORONET regionale del Lazio, istituita per assicurare il necessario supporto diagnostico in risposta alla pandemia di COVID-19 sostenuta dal virus SARS-CoV-2.

A partire dal 30 marzo 2020 l’attività di supporto alla rete regionale è progressivamente divenuta parte integrante dell’organizzazione aziendale dell’Istituto.

Il documento si articola in tre parti:

a) Personale impiegato e attività diagnostica;
b) Attività del Drive;
c) Elementi di valutazione dei trend relativi ai risultati al test molecolare ed al test rapido antigenico.

Sicurezza alimentare nell’era COVID-19. Ristorazione collettiva

La bella stagione è la più invitante per trascorrere serate in compagnia e il cibo è definito il nutrimento dell’amicizia, un elemento che unisce.
Il recente aggiornamento delle norme sul contenimento del contagio da SARS-CoV-2 consente una ripresa più ampia delle attività di ristorazione collettiva.

Sebbene allo stato attuale non ci siano prove che gli alimenti siano fonte o veicolo di trasmissione del microorganismo, esistono tuttavia dei fattori di rischio da non trascurare.
Riportiamo alcune precauzioni per limitare il rischio da contagio di questo virus.

Nei ristoranti, come nei bar, possiamo trovarci simultaneamente in queste condizioni di rischio:

 

  •  affollamento;
  • ridotto ricambio d’aria;
  • permanenza prolungata;
  • impossibilità di garantire l’utilizzo delle mascherine durante il consumo dei pasti;
  • il consumo di alimenti e bevande determina l’esposizione ravvicinata al viso di mani, oggetti e prodotti, potenziali veicolo del virus.

Alle norme previste per gli operatori del settore si aggiungono le raccomandazioni per la clientela:

  • indossare la mascherina fino al raggiungimento del tavolo e tutte le volte che ci si sposti dal proprio posto (es. per raggiungere i servizi igienici);
  • muoversi solo lo stretto necessario all’interno del locale;
  • evitare l’uso promiscuo di bicchieri e bottiglie.

Sono forme di responsabilità collettiva che abbiamo imparato a rispettare, comportamenti che adottiamo a tutela della salute di tutti.

 

Fonte:  Rapporto ISS COVID-19 n. 32_2020-3 – Indicazioni ad interim sul contenimento del contagio da SARS-CoV-2 e sull’igiene degli alimenti nell’ambito della ristorazione e somministrazione di alimenti. Versione del 27 maggio 2020″.

SARS-CoV-2: attività diagnostica dell’ IZSLT a supporto alla rete Coronet della regione Lazio al 31 gennaio

Report COVID-IZSLT_20 marzo 2020- 31 gennaio 2021 _

Questo Report rappresenta e descrive le attività condotte  dal marzo 2020 al gennaio 2021 dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana nell’ambito della rete CORONET regionale del Lazio, istituita per assicurare il necessario supporto diagnostico in risposta alla pandemia di COVID-19 sostenuta dal virus SARS-CoV-2.

A partire dal 30 marzo 2020 l’attività di supporto alla rete regionale è progressivamente divenuta parte integrante dell’organizzazione aziendale dell’Istituto e si è sviluppata in 2 fasi successive:

 

Fase 1 –  30 marzo al 17 agosto:  Attività di diagnostica molecolare di laboratorio su tamponi rino-faringei inviati da altre strutture del Sistema Sanitario Regionale effettuati dall’ UOC (Unità Operativa Complessa)  di Virologia dell’IZSLT

Fase 2. 17 agosto a tutt’oggi: attivazione del DRIVE IN, attività di diagnostica molecolare e gestione test Antigenici (Test Rapidi).
Prosegue l’attività di diagnostica molecolare.

“One health: dall’idea alla realtà. Covid 19: Nuove sfide per gli Istituti Zooprofilattici”, webinar 17 dicembre: i contenuti

Premessa

A partire dal marzo 2020 gli Istituti Zooprofilattici sono stati coinvolti nelle attività di diagnostica del Covid 19, sino a raggiungere volumi di lavoro rilevanti e, in alcuni casi, nuovi assetti organizzativi.

Si è quindi configurata nella realtà il concetto di one health, da anni focus di riflessione.

Nello stesso tempo si è aperto un nuovo spazio nella programmazione degli Istituti, che pone degli interrogativi per il futuro rispetto al mondo della sanità pubblica, anch’esso in corso di cambiamento.

 

L’evento

Programma

Il Direttore Generale (DG) dell’IZS Lazio e Toscana Ugo Della Marta e Pierdavide Lecchini del Ministero della Salute hanno aperto i lavori, moderati da Umberto Agrimi dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Giuseppe Ippolito, dell’Imi Spallanzani e membro del CT, ha espresso un plauso alla mobilitazione degli Istituti Zooprofilattici a supporto delle attività diagnostiche per Covid 19 e ha evidenziato le potenzialità degli stessi in altre attività inerenti, come il sequenziamento del genoma del SARS-COV2.

 

Il coordinatore degli Istituti Zooprofilattici e DG dell’IZS del Mezzogiorno, Antonio Limone, ha richiamato ancora una volta gli altri colleghi ad una maggior coesione e progettualità tra i diversi Istituti; concetto sottolineato anche da Angelo Ferrari, DG dell’IZS Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che nello stesso tempo ha ricordato la flessibilità e tempestività d’azione che da sempre caratterizza gli Istituti.

 

L’importante esperienza, ancora in corso, di diagnostica di laboratorio del virus SARS-COV2 in tamponi umani maturata dall’IZS Lombardia ed Emilia Romagna e dall’IZS Abruzzo e Molise, è stata illustrata dai rispettivi DG, Piero Frazzi e Nicola D’Alterio.
L’IZS Lazio e Toscana ha invece allestito, a fianco delle attività di diagnostica di laboratorio, un servizio di Drive-In, in cui la cittadinanza può sottoporsi all’esecuzione del tampone per test rapido e molecolare, come presentato da Andrea Leto, Direttore Sanitario di questo Istituto.

 

Ampio spazio è stato dedicato alla ricerca scientifica, dove la Direttrice Sanitaria dell’IZS delle Venezie, Gioia Capelli, e il ricercatore Calogero Terregino del medesimo Istituto, hanno descritto i risultati dell’attività di ricerca svolta in laboratorio, come il sequenziamento del genoma del virus SARS-CoV-2 circolante in Veneto, mentre il ricercatore dell’IZS Puglia e Basilicata Antonio Parisi, ha esposto l’attività che ha portato al sequenziamento del genoma di ceppi del virus SARS-CoV-2 circolanti nelle zone della Puglia e della Basilicata.

 

L’incontro, coordinato vivacemente da Umberto Agrimi, è stato concluso da Marco Ianniello del Ministero della Salute, che è ritornato sul concetto di One Health e di quanto appartenga agli Istituti Zooprofilattici e alla loro operatività.

Si sono registrati sino a  180 contatti nel corso dell’iniziativa.