Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
peste suina africana

Peste Suina Africana in Polonia

Nel novembre 2019 sono stati rilevati diversi nuovi casi di peste suina africana nei suini selvatici nella regione di Lubusz in Polonia, a circa 200 km da Francoforte.

Questi casi rappresentano un aumento del livello di rischio che si riflette nella  Decisione  di esecuzione (UE) 2019/1952 della Commissione del 25 novembre 2019, che modifica l’allegato della decisione di esecuzione 2014/709/UE recante misure di protezione contro la peste suina africana in taluni Stati membri.

Nell’ottobre 2019 è stato inoltre rilevato un caso di peste suina africana in un suino selvatico nella regione di Smolyan in Bulgaria

La Decisione, a fronte della mutata situazione epidemiologica,  aggiorna  nelle parti I e II dell’allegato  la classificazione delle aree dei Paesi interessati.

4/12/19

EFSA, Peste suina africana: essenziale la diagnosi precoce per controllarne la diffusione

A seguito di una nuova valutazione del rischio richiesta dalla Commissione europea,  l’EFSA ha stabilito  che per controllare la propagazione della Peste suina africana è di cruciale importanza migliorare la sorveglianza, la comunicazione e la collaborazione.

Nella valutazione richiesta, viene stimato il potenziale di diffusione della malattia nell’Europa sud-orientale, in particolare la possibilità di propagazione tra i nove paesi dell’area non colpiti (Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Grecia.  Greece, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia and Slovenia) considerando che in Serbia, durante la valutazione,  è comparsa la malattia.

L’Agenzia ha concluso che rispetto alle elevate probabilità di diffusione della malattia entro un anno dall’introduzione nei paesi dell’Europa sud-orientale oggetto di valutazione, è invece scarsa la possibilità di diffusione ad ovest, verso altri Stati membri dell’UE.

Tra le misure di controllo si evidenzia:

  • sorveglianza rigorosa, soprattutto dei cinghiali e dei suini domestici, che rimane il mezzo più efficace per la diagnosi precoce della peste suina africana;
  • limitare l’accesso dei cinghiali al cibo e ridurre ulteriormente il numero di cinghiali attraverso la caccia;
  • campagne di sensibilizzazione indirizzati ai viaggiatori, cacciatori, agricoltori, ecc. per limitare il rischio di diffusione attraverso la circolazione delle persone e per favorire la diagnosi precoce;
  • comunicazione e collaborazione tra le autorità nazionali e le parti interessate a sostegno di campagne di sensibilizzazione;
  • attività di formazione per veterinari, altri organi competenti e cacciatori per aumentare la probabilità di diagnosi precoce e controllo efficace.

 

Vai all’articolo https://www.efsa.europa.eu/it/news/african-swine-fever-early-detection-key-controlling-spread.

Per saperne di più sulla malattia.

Peste suina africana: report OIE sulla situazione mondiale 2016-2019

Riportiamo alcuni informazioni tratte del Report OIE Global situation of ASF (African Swine fever) 2016-2019, basato sulle segnalazioni dei Paesi membri effettuate all’OIE tramite il World Animal Health Information System (WAHIS).

Dal 2016 si assiste ad un incremento complessivo di focolai di Peste Suina Africana (PSA).

La malattia è presente nei continenti africano ed europeo ed è recentemente comparsa in Asia.
Non è mai stata rilevata in Oceania, mentre è stata eradicata nel continente americano negli anni ’90.
Dal 2016 la malattia è stata riscontrata nel 24% dei paesi e dei territori (48/200).

In Europa, la malattia è comparsa per la prima volta in Moldavia nel settembre 2016, in giugno nella Repubblica Ceca, quindi in Romania nel giugno 2017, più recentemente in Ungheria e in Bulgaria, rispettivamente in aprile e in agosto 2018.

Nel settembre 2018 la PSA è ricomparsa nei cinghiali in Belgio; l’ultimo evento era stato risolto nel 1985.

In Asia la malattia è stata segnalata per la prima volta in Cina nell’agosto 2018, in Mongolia nel gennaio 2019, in Vietnam nel febbraio 2019, in Cambogia nel marzo 2019 e a Hong Kong (SAR-PRC) nel maggio 2019.

Nel report è rappresentata, tra l’altro, la distribuzione geografica della malattia, i numeri di focolai e di soggetti colpiti.

  Situazione Peste Suina Africana 2016-maggio 2019

 

Per approfondire

European Commission – African Swine Fever

Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da pestivirus e da asfivirus – IZS Umbria e Marche

 

 

Focus: Peste suina africana

La Peste suina africana è una  malattia virale dei suidi solitamente letale, ancora presente in Sardegna dal 1978.

Dal 2014 è esplosa un’epidemia in alcuni Paesi dell’Est della UE quali Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Bulgaria: ad oggi sono già stati registrati oltre 1.000 focolai negli allevamenti di suini domestici e quasi 4.000 casi di cinghiali selvatici.
Il 13 settembre 2018 il Belgio ha segnalato i primi due casi nei cinghiali selvatici, facendo registrare un preoccupante balzo in avanti verso l’Europa occidentale.

La Peste suina africana ha colpito inoltre, fuori dalla UE, numerosi Paesi africani, Russia, Ucraina, Moldova e Cina.

Approfondimenti: Ministero Salute; nota 14.9.18

Manuale operativo pesti suine

Documento OIE

Video EFSA: African Swine Fever: how to stay one step ahead