Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
Lazio

Spiaggiamenti di mammiferi marini nel Lazio e nella Toscana (2017-2019)

Relazione  delle attività svolte dall’IZS Lazio e Toscana nell’ambito degli spiaggiamenti di mammiferi marini lungo le coste del Lazio e della Toscana dal gennaio 2017 all’agosto 2019.

Nel documento i veterinari dell’Istituto impegnati nel monitoraggio e nella sorveglianza dello stato sanitario degli animali marini lungo le coste del Lazio e della Toscana (equipe della Dott.ssa Terracciano in Toscana e del Dott. Cristiano Cocumelli nel Lazio), riportano le attività e i risultati conseguiti in collaborazione con altri Enti e organizzazioni.

In questo arco di tempo si sono registrati 140 soggetti spiaggiati, con la prevalenza di Stenella coeruleoalba (n. 72) e Tursiops truncatus (n. 40).

 

Sugli animali spiaggiati, quando possibile e a seconda dei casi, sono stati eseguiti esami necroscopici, virologici, batteriologici, parassitologici, istologici e tossicologici.

 

Virus
La ricerca di agenti virali si concentra particolarmente sul Dolphin Morbillivirus (DMV) e sull’Herpesvirus. Il Morbillivirus è ampiamente riconosciuto come agente eziologico causa della morte di singoli animali o come responsabile negli eventi di mortalità nei Cetacei.
Meno si conosce dell’Herpesvirus il cui ruolo deve essere ancora approfondito.

Morbillivirus nel tessuto nervoso. In marrone virus all’interno del corpo delle cellule nervose (neuroni) e dei loro prolungamenti (dendriti)

La positività al Morbillivirus con la tecnica PCR  si attesta ad un valore di prevalenza del 36%

 

Batteri
Nell’ambito delle indagini  batteriologiche meritano una particolare menzione gli isolamenti di Photobacterium damselae subsp. Damselae, di Brucella ceti e  Listeria monocytogenes, questi ultimi due patogeni anche per l’uomo.

 

Parassiti
Tra le specie parassitarie riscontrate con maggiore frequenza spicca il  Pholeter gastrophylus.

 

La definizione delle cause di morte nei soggetti spiaggiati  è un processo complesso, che richiede la valutazione globale delle prove di laboratorio a supporto delle indagini necroscopiche.

Le fonti bibliografiche internazionali riportano che solo in una limitata percentuale, circa il 50%,  di casi è possibile definire la causa di morte.

 

Relazione completa

 

 

Influenza aviaria: attività formative e di comunicazione

Sono state avviate le attività di formazione, informazione e comunicazione nell’ambito delle diverse iniziative previste in Toscana e nel Lazio nell’ambito del Fondo per l’emergenza avicola.

Il 6 dicembre sono terminate  le tre  “Giornate di studio sulla prevenzione dell’Influenza aviaria” realizzate a Siena, Pisa e Ponte Buggianese e indirizzate al personale degli  ATC (Ambito Territoriale di Caccia ), alle associazioni venatorie e ai cacciatori che praticano la caccia agli acquatici.

Principale obiettivo della giornate è stato quello di fornire strumenti valutativi essenziali per attivare un sistema di rilevazione precoce di potenziali rischi per la fauna selvatica, nell’ambito della prevenzione dell’Influenza Aviaria.
I Relatori sono stati veterinari dirigenti dell’IZS Lazio e Toscana (Virologia e Osservatorio Epidemiologico) e del Settore Prevenzione Collettiva della Regione Toscana.

 

Il 10 dicembre seguirà a Firenze la “Giornata di studio sulla prevenzione dell’Influenza aviaria e della  Peste Suina Africana” rivolta alle Forze dell’Ordine che svolgono vigilanza faunistico-ambientale, quali Carabinieri Forestali e Polizie provinciali.
L’obiettivo   dell’evento è quello  di fornire gli strumenti valutativi essenziali per attivare un sistema di rilevazione precoce di potenziali rischi per la fauna selvatica, nellambito della prevenzione dellInfluenza Aviaria e della Peste Suina Africana.

 

Come materiale di comunicazione sono stati ad oggi prodotti una Brochure e una locandina  dal titolo “Influenza aviaria, contribuiamo a combatterla riconoscendo i  sintomi e segnalando i sospetti“; in lavorazione un video.

 

La bluetongue nel Lazio nel 2018: disponibile il report

L’osservatorio Epidemiologico veterinario dell’IZS Lazio e Toscana  ha pubblicato l’annuale report sulla bluetongue nel Lazio nel 2018.

Tra le informazioni:

Nel 2018, la bluetongue ha interessato gran parte del territorio comunitario e il sierotipo maggiormente presente, sia in termini di estensione territoriale che in termini di focolai è stato il 4, diffuso in gran parte dell’Europa orientale, in Francia e in Italia.

La circolazione virale è stata limitata rispetto agli anni passati. Sono stati notificati 124 focolai in Italia e 3 nel Lazio (sierotipi 1 e 4).

Tutte le 5 province laziali rimangono in restrizione sia per il sierotipo 1 che per il sierotipo 4.

L’ampia variabilità delle caratteristiche delle recenti epidemie (magnitudine, distribuzione, sierotipi, tassi di morbilità e mortalità, prevalenza di sieroconversioni o di focolai clinici) e l’assenza di associazione con campagne vaccinali o elementi di biosicurezza particolari rendono difficile l’individuazione di trend utili all’applicazione di strategie di controllo.

Report anni precedenti.

Paratubercolosi: schede epidemiologiche e modulistica per l’applicazione del Piano Regione Lazio

Sono disponibili al link piano volontario di controllo paratubercolosi (http://www.izslt.it/moduli-piano-volontario-di-controllo-e-certificazione-della-paratubercolosi-bovina-bufalina) le schede epidemiologiche e la modulistica per l’applicazione del Piano volontario di controllo e certificazione della Paratubercolosi bovina bufalina del Lazio.

Per informazioni rivolgersi  alla Direzione Operativa Sierologia dell’IZS Lazio e Toscana, Dott. Fabrizio Gamberale (fabrizio.gamberale@izslt.it, tel. 06. 79099456).

Approfondimenti: la malattia.

 

Regione Lazio, istituito Osservatorio sulle aggressioni al personale medico e veterinario

Comunicato stampa Regione Lazio

La Regione Lazio nella seduta di Giunta del 10 luglio ha approvato una Delibera per istituire l’Osservatorio sulla sicurezza degli operatori sanitari.
Una struttura, fortemente richiesta dagli operatori,  per delineare e comprendere il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario che negli ultimi mesi ha visto aumentare a livello nazionale il numero dei casi denunciati.

Fanno parte dell’Osservatorio l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, il Direttore della Direzione Salute, il Presidente della Commissione Consiliare regionale Sanità, i responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) delle Aziende, il responsabile della Direzione regionale INAIL, i Direttori generali delle Aziende e Enti del Servizio sanitario regionale (SSR), i Presidenti dell’Ordine dei Medici di Roma e delle province, dell’Ordine dei Medici Veterinari di Roma e delle province, dell’Ordine dei Farmacisti di Roma e delle province, dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma e delle province e i componenti del Centro Regionale di Rischio Clinico (CRRC).

L’Osservatorio avrà il compito di analizzare il flusso ministeriale del SIMES per quantificare il fenomeno ed elaborare un report annuale. Promuoverà iniziative di prevenzione e contrasto degli episodi di violenza a carico degli operatori sanitari anche attraverso il coinvolgimento delle Università e degli Istituti di formazione. Elaborerà campagne di comunicazione volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul fenomeno.

Il 13 marzo 2018 presso il Ministero della Salute  si  era già insediato l’Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari.

Aggressioni in aumento anche per i veterinari di medicina pubblica e  liberi professionisti in diverse regioni italiane del nord, sud e delle isole.
Intervista alla Dott.ssa Angela Vacca, Componente della Segreteria SIVeMP e Consigliera Nazionale della Federazione Medici e Veterinari.