Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

“Sito di interesse nazionale Valle del Sacco: ripartire in un contesto europeo” (Colleferro 10 ottobre). Le presentazioni

Le presentazioni dei relatori.


Incontro rivolto alla cittadinanza.

Il 10 ottobre, presso la sala Aldino di Colleferro, si e’ svolto l’incontro rivolto alla cittadinanza sul tema della contaminazione da lindano nella Valle del Sacco

L’evento, promosso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana e patrocinato dalla Regione Lazio è nato  dalla volontà di condividere con la cittadinanza dell’area della Valle del Sacco i prossimi interventi previsti nel sito relativamente alla contaminazione da lindano, che vedono coinvolti diversi Enti regionali e nazionali.

Esperti ed autorevoli relatori hanno focalizzato l’ attenzione sui vari aspetti che riguardano l’ argomento, suscitando coinvolgimento e attenzione per i temi trattati; di notevole impatto lo scambio durante la tavola rotonda , che ha avviato un sentito confronto con le parti interessate.

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto europeo Lindanet, finalizzato allo scambio di esperienze e pratiche tra le aree di diversi paesi europei coinvolte da fenomeni di contaminazione da lindano.

Approfondimento – Lindano e Valle del Sacco
La Valle del Sacco e i relativi comuni sono stati interessati (prime evidenze 15 anni fa) da importanti fenomeni di contaminazione da lindano nel terreno, acque, vegetali,  animali, matrici di origine animale (es. latte) che hanno comportato diverse misure restrittive e numerose attività di controllo e monitoraggio.

Lindano è il nome comune dell’isomero gamma dell’esaclorocicloesano.
È stato un pesticida ampiamente prodotto durante la seconda metà del 20° secolo in Europa e nel mondo. La sua produzione e l’uso sono stati vietati in Europa dal 2007.
Il processo di produzione del Lindano è molto inefficiente dal punto di vista energetico poiché per ogni tonnellata pesticida prodotto, vengono generati 6-10 tonnellate di rifiuti ad alto potere inquinante costituiti per lo più da altri isomeri di HCH.
Erroneamente considerati inerti, nel passato questi rifiuti sono stati depositati su terreni o in discariche senza barriera protettiva per l’ambiente. Questa pratica ha portato all’inquinamento di suoli, corsi d’acqua e falde in diverse regioni europee.

Programma

Comunicato Stampa IZS Lazio e Toscana

Link utili:

https://www.facebook.com/retuvasa

 

 

 

 

 



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