Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Coronavirus – IZS Lazio e Toscana prosegue l’attività di laboratorio per il COVID-19

 

 

Proseguono le attività analitiche dell’IZS Lazio Toscana per la ricerca del virus SARS-CoV-2  nei tamponi.

Dal 30 marzo siamo operativi a supporto della rete dei laboratori COVID della Regione Lazio, lavoriamo su due turni giornalieri per garantire il servizio sette giorni su sette.

Abbiamo dato la piena disponibilità alla richiesta della Regione Lazio e predisposto immediatamente un riassetto organizzativo del laboratorio di Virologia e biologia molecolare,   per l’avvio dell’attività di sorveglianza attiva, sulla base delle indicazioni dell’INMI L. Spallanzani

“Ad oggi – dichiara il direttore Generale Ugo Della Marta – partendo dal 30 marzo, abbiamo ricevuto 4300    campioni     assicurando la piena operatività del laboratorio, come nostro compito specifico, essendo parte integrante del Sistema Sanitario Nazionale. Il giorno 25 aprile sono stati analizzati ben 435 campioni”

Nel  grafico  l’attività svolta negli ultimi giorni.

A coordinare l’attività diagnostica è la Dr.ssa Maria Teresa Scicluna, responsabile della Struttura Complessa di Virologia dell’IZSLT, che sottolinea l’impegno di tutto il team di lavoro  direttamente coinvolto nella gestione e analisi dei campioni, dirigenti e tecnici di laboratorio.

Il Direttore Sanitario, Dr. Andrea Leto, ci tiene a sottolineare che “in questo momento di emergenza il nostro Istituto sta svolgendo la propria parte collaborando nella attività di diagnostica e supportando con ogni mezzo il Servizio Sanitario Nazionale.
Prese le indispensabili misure di prevenzione per la sicurezza per gli operatori direttamente coinvolti  e  per tutto il personale dell’IZSLT,  che a vario titolo è coinvolto,  dalle accettazioni, al ritiro dei campioni,  non ultimo il personale amministrativo a supporto di tutta l’organizzazione logistica, la sicurezza e qualità.

Seguiamo con attenzione gli sviluppi sul fronte di infezioni di cani e gatti, come dichiarato in una nostra nota,  dopo il risultato  negativo di un test su un gatto di proprietà di un paziente COVID positivo.
Dal momento dell’inizio dell’epidemia sono stati segnalati a livello internazionale 4 episodi di infezione dall’uomo al proprio animale da compagnia, 2 cani e un gatto ad Hong Kong e un gatto in Belgio.

L’OIE, Organizzazione mondiale per la Sanità animale, afferma che attualmente non ci sono evidenze che gli animali occasionalmente infettati dal proprio proprietario possano diffondere la malattia.
L’ISS, il Ministero della Salute e tutta la rete degli Istituti Zooprofilattici stanno monitorando la situazione relativa agli animali domestici anche per evitare comportamenti illeciti di abbandoni immotivati.

Si stanno sviluppando studi scientifici per valutare la suscettibilità di diverse specie animali al COVID-19 ma ad oggi l’unica via di infezione che gioca un ruolo nella diffusione della malattia è quella da uomo a uomo.



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