Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
IZS Lazio e Toscana

Peste suina africana: aggiornamenti. Focus su Lazio e Toscana – Webinar 27 gennaio

Titolo: Peste suina africana: aggiornamenti. Focus su Lazio e Toscana
(Programma preliminare) 

Data: webinar 27 gennaio 2022, ore 09.00
Organizzatore: Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, in collaborazione con Regioni Lazio e Toscana
Destinatari: medici veterinari, biologi e tecnici della prevenzione delle ASL del Lazio e della Toscana,  dell’IZS Lazio e Toscana e liberi professionisti.
Partecipazione: la partecipazione è gratuita.  Iscrizione tramite Portale della formazione http://formazione.izslt.it/.

L’incontro nasce dall’esigenza di aggiornamento degli operatori del SSN circa l’andamento dell’infezione da PSA, segnalata in Italia dal 7 gennaio 2022 dopo decenni, con particolare riferimento ai territori di interesse. L’occasione rappresenta anche un momento di confronto tra i colleghi delle due regioni e delle diverse ASL, soprattutto in riferimento all’applicazione delle disposizioni vigenti e in itinere.

Bollettino legislativo quindicinale – n. 1 del 15 gennaio 2022

 

Disponibile nell’area dedicata il bollettino N. 1 anno 2022

 

Il Bollettino è un servizio di divulgazione e informazione delle principali norme

nell’ambito della Sanità Pubblica Veterinaria elaborato dall’IZS Lazio e Toscana, Ufficio di Staff Formazione, a cadenza quindicinale.

 

Le fonti legislative consultate sono:

–  la Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana
–  la Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea
–  il Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (B.U.R.L.)
–  il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (B.U.R.T.)
–  Atti della Conferenza Stato Regioni

Per poter ricevere il bollettino direttamente tramite mail, scrivere a: patrizia.gradito@izslt.it 

Bollettino N. 1 anno 2022

“Focus sulla conoscenza”: disponibili tutte le presentazioni dei seminari

Nel I semestre di quest’anno il personale e i ricercatori dell’IZS Lazio e Toscana hanno presentato argomenti scientifici di attualità nelle aree della sanità e benessere animale, sicurezza alimentare, igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, metodi di laboratorio, tutte frutto delle attività di diagnostica e di ricerca svolte.

I seminari, sotto forma di webinar e aperti all’esterno dell’Istituto, hanno registrato una elevata partecipazione e interesse.

Scarica le presentazioni:

Elenco

 

Protezione del falco lanario: disponibile l’applicativo dell’IZS Lazio e Toscana per i Centri di Recupero per Animali Selvatici (CRAS)

È on-line al link https://lifelanner.izslt.it/ l’applicativo del progetto europeo LIFE Lanner, finalizzato alla conservazione del falco lanario (Falco biarmicus).

 Si tratta di una banca dati accessibile con credenziali personali, nella quale i Centri di Recupero per Animali Selvatici (CRAS) che aderiscono al progetto potranno segnalare i ricoveri di esemplari di lanario o specie affini.

Realizzato dal nostro Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria, grazie alla preziosa collaborazione dei colleghi della UOSD Sistemi Informatici, questo strumento consentirà di monitorare su tutto il territorio italiano gli ingressi di lanari e specie affini nei CRAS.

Il progetto
Il progetto LIFE LANNER 18 NAT/IT/000720 nasce dal drammatico declino del falco lanario su tutto il territorio dell’Unione Europea ed ha come obiettivo principale la protezione di questa specie  (Falco biarmicus).  L’Italia ospita l’85% di tutta la popolazione nidificante in Europa.

Il lanario è elencato tra le specie ornitiche della Direttiva 2009/147/CE  come “Prioritaria per il finanziamento nell’ambito di LIFE”. Attualmente, è classificata come specie minacciata nella categoria Endangered (EN) dall’ultima valutazione europea ai sensi dell’articolo 12 della stessa direttiva (2012) e della Lista rossa europea degli uccelli (Birdlife International, 2015).

Tutti i dati sulla presenza del falco lanario pubblicati negli ultimi venti anni indicano un decremento  progressivo e inesorabile della specie che richiede interventi straordinari e urgenti per la sua salvaguardia.


Una rete di CRAS per la salvaguardia del falco lanario

La creazione di una rete di CRAS (Centri di Recupero per Animali Selvatici), che collaborino per indagare la situazione nazionale dei ricoveri di lanario, è uno degli obiettivi del Progetto LIFE LANNER ed ha lo scopo di individuare i fattori che determinano malattie o mortalità nel Lanario e nelle specie affini (falco pellegrino, falco sacro, falco della regina e girfalco).

L’uso dei dati provenienti dal prezioso lavoro dei CRAS è inoltre previsto nell’ambito delle azioni nazionali di contrasto al bracconaggio dell’avifauna selvatica.

Tramite l’applicativo è inoltre possibile contribuire all’invio di campioni biologici (come penne o tessuti) al nostro Laboratorio di Diagnostica Molecolare Forense, presso la sede di Grosseto, per l’esecuzione di analisi genetiche finalizzate alla caratterizzazione degli esemplari recuperati.

 

Sono con noi in prima linea per la tutela del falco lanario gli amici dei CRAS:

– CRAS San Rocco, Ponte in Valtellina (Sondrio)

– CRAS WWF di Valpredina, Cenate Sopra (Bergamo)

– CRAS Lazise – Progetto Natura Verona Lago, Lazise (Verona)

– CRAS ENPA di Trieste

– CRAS ENPA di Genova

– CRAS Associazione WildUmbria, Pietralunga (Perugia)

– CRAS ENPA di Perugia

– CRAS WWF del Parco Regionale Gola della Rossa e Frasassi, Fabriano (Ancona)

– CRAS della Riserva Naturale Lago di Vico, Caprarola (Viterbo)

– Ospedale degli Animali Selvatici c/o Museo di Scienze Naturali del Salento, Calimera (Lecce)

– CRAS Oasi e Riserva Naturale Lago di Pignola, Pantano Pignola (Potenza)

– Rifugio e Centro Recupero Animali Selvatici “La Nostra Arca”, Città di Castello (Perugia)

– CRAS San Bernardino Verbano, Verbania (VCO)

– CRAS “Federico II” del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali

dell’Università di Napoli

– CRAS CC-CFS “Formichella”, Reparto Carabinieri Biodiversità di Assisi (Perugia)

– CRAS Rimini Corpolò (Rimini)

– CARFS di Monastir, Servizio Territoriale di Cagliari

– CRAS del Parco dell’Adamello, Associazione “Lontano Verde”, Paspardo (Brescia)

– Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU, Tigliole d’Asti (Asti)

– Centro Recupero Avifauna Selvatica LIPU Trento

– Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU La Fagiana, Pontevecchio di Magenta (MI)

– Centro Recupero OTUS – LIPU (Bologna)

– CRAS LIPU Giardino delle Capinere (Ferrara)

– CRUMA, Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici LIPU (Livorno)

– Centro Recupero Rapaci LIPU Mugello, Ponte a Vicchio (Firenze)

– CRAS Lipu Umbria, Castiglione del Lago (Perugia)

– Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU Roma

– Centro Recupero Regionale Fauna Selvatica LIPU di Ficuzza (Palermo)

 

Per saperne di più:  https://www.lifelanner.eu

 

Indagine internazionale sull’antibioticoresistenza in apicoltura

An international survey comparing antimicrobial resistance risk and  awareness between beekeepers in  Europe, the United Kingdom and North America”

Lo studio mostra i risultati di un’indagine internazionale on-line elaborata come strumento di valutazione del rischio sull’uso degli antimicrobici e la sensibilizzazione sulla resistenza antimicrobica tra gli apicoltori.

 

 

L’indagine è stata condotta in collaborazione tra la Divisione Produzione e Salute Animale della FAO, l’Appalachian State University (CARE) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT).
Il sondaggio è durato 12 mesi in dieci lingue, a livello globale,  attraverso la piattaforma TECA (Tecnologie e Pratiche per i piccoli produttori agricoli) della FAO, in collaborazione con la Federazione Internazionale dell’Associazione degli Apicoltori (Apimondia).

Per quanto riguarda gli antibiotici, i risultati hanno mostrato, sia nel Nord America, nel Regno Unito e nell’Europa continentale, una percentuale piuttosto bassa di apicoltori (2-5%) che li utilizza per controllare le malattie infettive delle api mellifere.

In Europa non sono attualmente registrati antibiotici per le api perché si privilegia il controllo delle malattie infettive con l’applicazione di buone pratiche di apicoltura.

Per quanto riguarda la consapevolezza della resistenza antimicrobica da parte degli apicoltori, le esigenze specifiche di formazione sono legate alle carenti indicazioni in etichetta (soprattutto in Nord America) e  alle scarse conoscenze sulla funzione antimicrobica e sulla possibilità di trovarne i residui nei prodotti dell’alveare.

E’ importante garantire che gli apicoltori abbiano accesso a informazioni accurate, fornite da fonti affidabili e da esperti formati.