Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Metrite contagiosa equina (Taylorella equigenitalis)

Introduzione

La metrite contagiosa equina (CEM) è una malattia infettiva a carattere infiammatorio dell’apparato genitale degli equidi causata da T. equigenitalis, che di solito si traduce in infertilità temporanea. È un’infezione non sistemica, i cui effetti sono limitati al tratto riproduttivo delle cavalle o altri equidi (es. asini). Gli stalloni sono portatori e generalmente non presentano segni clinici. Quando presenti, i segni clinici comprendono endometrite, cervicite e vaginite di gravità variabile e a perdite vaginali mucopurulente da lievi a abbondanti. La malattia è autolimitante, ma una proporzione di cavalle infette divengono portatrici. Il contatto diretto tra uno stallone colonizzato o una cavalla colonizzata/infetta con altri equidi durante la monta naturale presenta il più alto rischio di trasmissione di T. equigenitalis, tuttavia la trasmissione venerea diretta può avvenire anche attraverso l’IA utilizzando seme infetto fresco, refrigerato ed eventualmente congelato e attraverso fomiti. I principali siti di colonizzazione da parte del batterio sono le membrane urogenitali (fossa uretrale, seno uretrale, uretra terminale e guaina peniena). Le sedi di persistenza di T. equigenitalis nella maggior parte delle fattrici portatrici sono i seni e la fossa clitoridea, raramente l’utero. Puledri nati da madri portatrici possono a loro volta diventare portatori.

Un’altra specie di Taylorella (T. asinigenitalis) è stata identificata sia negli asini (ospiti naturali) che nei cavalli, tuttavia, il ruolo patologico di questa specie batterica nell’ambito della sfera genitale degli equidi non è mai stato confermato e l’agente non risulta tra quelli considerati nell’Animal Health Code WOAH.

Secondo i dati del Centro di Referenza Nazionale per le Malattie degli Equini (CERME) l’infezione in Europa ed in Italia (un solo caso di isolamento di T. equigenitalis nel 2023, nessuno nei tre anni precedenti) è rara, mentre T. asinigenitalis è stata sporadicamente isolata da asini anche negli ultimi anni ed è verosimilmente endemica in alcune popolazioni asinine italiane. La presenza dell’infezione da T. equigenitalis può comportare restrizioni per quanto riguarda gli scambi internazionali.

 Prelievo campioni

Taylorella equigenitalis al di fuori dell’apparato genitale degli equidi è particolarmente sensibile alle condizioni ambientali e risulta inoltre di difficile coltivazione. È necessaria, quindi, l’adozione di particolari precauzioni nelle fasi di prelievo e di trasporto dei campioni da sottoporre ad accertamenti.

Il Regolamento 2020/686 e il capitolo “Contagious Equine Metritis” del WOAH Manual of Standards  indicano le condizioni per i campionamenti, il trasporto dei campioni, ed i test di laboratorio necessari ad accertare lo status degli equidi nei confronti della Metrite contagiosa Equina.

Per i prelievi è necessario utilizzare tamponi con terreno di trasporto tipo Amies con carbone attivo (necessario per l’adsorbimento di prodotti del metabolismo batterico) non scaduti. Successivamente al prelievo i tamponi devono essere conservati a temperatura di refrigerazione ed essere consegnati al laboratorio che esegue le analisi non oltre le 48 h dal prelievo.

Al momento del prelievo il veterinario deve accertarsi che non siano stati effettuati trattamenti dell’apparato genitale con chemioantibiotici o disinfettanti per via locale, o con chemioantibiotici di qualsiasi tipo per via generale. In caso di trattamenti locali è necessario che siano trascorsi almeno 21 giorni dall’’ultimo trattamento prima di effettuare i campionamenti; in caso di trattamenti per via generale è invece necessario attendere almeno 7 giorni dall’’ultimo trattamento.

Nei maschi il campione dovrebbe essere costituito da un set di tamponi prelevati dai seguenti siti di prelievo:

  • guaina del pene (prepuzio)
  • uretra
  • fossa del glande

Nelle femmine il campione dovrebbe essere costituito da un set di tamponi clitoridei prelevati dai seguenti siti di prelievo:

  • fossa clitoridea
  • seni clitoridei

Inoltre, nelle fattrici considerate ad “alto rischio”, è raccomandato anche il prelievo di un tampone endometriale durante l’estro.

I campioni dovrebbero essere sottoposti ad almeno una delle seguenti prove:

  • esame colturale in condizioni di microaerofilia per un periodo almeno pari a 7 giorni per l’isolamento della equigenitalis; tale prova è quella considerata di elezione ed eseguita preso i laboratori dell’IZSLT.
  • Real Time PCR per la ricerca di target genetici di equigenitalis. In caso di positività sarà comunque necessario effettuare un esame colturale per l’isolamento di T. equigenitalis dagli stessi campioni utilizzati per la PCR Real Time se ancora idonei e/o da nuovi set di tamponi prelevati dall’equide risultato positivo.

Indicazioni operative relativamente alle procedure di prelievo, isolamento ed identificazione sono incluse nel Comunicato relativo alle “metodologie diagnostiche per le malattie degli equidi riproduttori maschi” ai fini della disciplina della riproduzione animale, pubblicate sulla G. U. R. I. serie generale n. 66 del 21/03/2005, redatte dal Centro di Referenza Nazionale per le Malattie degli Equini, con valore di linee guida. Per le modalità ed i siti di campionamento negli stalloni e nelle fattrici, si consiglia, inoltre, di fare riferimento alla versione corrente del capitolo relativo alla CEM del Manual of Diagnostic Tests and Vaccines for Terrestrial Animals WOAH ed alla versione corrente del Code of Practice HBLB.

https://www.woah.org/fileadmin/Home/eng/Health_standards/tahm/3.06.02_CEM.pdf

https://codes.hblb.org.uk/index.php/page/31

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