Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Influenza aviaria: Il comunicato dell’OIE

A causa dell’intensificarsi dei focolai nel pollame e negli uccelli selvatici, l’Organizzazione mondiale della salute degli animali chiede che venga applicata una maggiore sorveglianza.

Negli ultimi 6 mesi da piu’ di 40 paesi sono stati segnalati vari sottotipi di influenza aviaria ad alta patogenicità.

L’andamento stagionale dell’influenza aviaria è ormai un dato consolidato, con un numero  di focolai che solitamente aumenta nel periodo compreso tra ottobre fino ad aprile dell’ emisfero settentrionale; sono quasi 16.000 i casi di HPAI ( influenza aviaria ad alta patogenicità) segnalati questo ottobre negli uccelli domestici e selvatici.

La malattia, presente allo stato attuale in Africa, Asia ed Europa, rappresenta una grave minaccia per l’assetto economico dei paesi, andando a costituire una delle priorità dell’Alleanza Tripartita ( FAO, OIE e OMS). In alcune rare condizioni ( personale a stretto contatto con volatili infetti) l’Influenza aviaria puo’ infatti assumere un potenziale rischio per l’uomo,  l’approccio con cui deve essere affrontata è così di tipo globale, identificandosi in quello del “One Health”; la salute umana, la salute animale e la salute ambientale, sono intrinsecamente interdipendenti.

In quest’ottica, risulta fondamentale che i paesi coinvolti comunichino all’OIE in modo tempestivo i focolai, per consentire un controllo puntuale sull’evoluzione e sulla diffusione del virus. Ai paesi inoltre, sarà richiesto di notificare anche le infezioni sostenute da virus a bassa patogenicità, che abbiano dimostrato di poter essere trasmesse all’uomo; i laboratori di riferimento dell’OIE, in base alle esigenze dei paesi, supporteranno in ogni caso i laboratori nazionali nelle attività di diagnostica dei propri campioni.

Gli obblighi di rendicontazione aggiornati entreranno in vigore dal 1° gennaio 2022 in poi.

In questo contesto di grave impatto della malattia sulla salute animale, sull’economia degli allevatori di pollame e sulle possibili  implicazioni per la Sanità pubblica,  l’OIE ribadisce l’importanza dell’attuazione di rigorose misure di biosicurezza negli allevamenti, nei mercati e nel commercio di uccelli vivi, al fine di impedire la diffusione e la trasmissione del virus.

Fondamentale inoltre  la corretta pianificazione e l’applicazione dei programmi di sorveglianza nella fauna selvatica come l’attuazione di tutte le misure necessarie per impedire il contatto tra uccelli domestici e selvatici.

Vai al comunicato dell’OIE del 19 novembre 2021

Link utili

Cosa è l’Influenza aviaria, pagina del sito IZSLT

 



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