Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
Toscana

“L’uovo, la gallina e altre creature” – La presentazione e il manuale

Sabato 18 aprile lo Sportello di agroecologia del Comune di Calci  ha organizzato il seminario on line
“L’uovo, la gallina e altre creature”, focalizzato su vari aspetti dell’allevamento avicolo rurale.
Sono intervenute Giuliana Terracciano, veterinaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (sez Pisa) e allevatrice da sempre di polli e galline, in collaborazione con Francesca Pisseri, veterinaria  esperta in alimentazione animale.
Presentazione di Giuliana Terracciano.

L’iniziativa ha registrato cica 70 contatti e in numerosi si sono confrontati con le relatrici.

E’ disponibile il manuale Animali da cortile, Si grazie. L’allevamento rurale del pollo del coniglio (Copertina), a cura di Giuliana Terracciano e  ai veterinari della USL Nord Ovest Toscana , nell’ambito  di un progetto finanziato dalla Regione Toscana finalizzato al miglioramento e alla diffusione delle piccole realtà dell’allevamento rurale di animali da cortile.

L’opuscolo, che ha visto la collaborazione dei settori di Sanità Pubblica delle ASL della Toscana, sebbene un po’ datato per alcuni aspetti, tratta i seguenti argomenti:

  • L’allevamento rurale: ambiente e i ricoveri
  • Igiene dell’allevamento
  • Le malattie più frequenti del pollame e Profilassi
  • Alimentazione
  • I Conigli
  • La normativa

 

 

Spiaggiamenti di mammiferi marini nel Lazio e nella Toscana (2017-2019)

Relazione  delle attività svolte dall’IZS Lazio e Toscana nell’ambito degli spiaggiamenti di mammiferi marini lungo le coste del Lazio e della Toscana dal gennaio 2017 all’agosto 2019.

Nel documento i veterinari dell’Istituto impegnati nel monitoraggio e nella sorveglianza dello stato sanitario degli animali marini lungo le coste del Lazio e della Toscana (equipe della Dott.ssa Terracciano in Toscana e del Dott. Cristiano Cocumelli nel Lazio), riportano le attività e i risultati conseguiti in collaborazione con altri Enti e organizzazioni.

In questo arco di tempo si sono registrati 140 soggetti spiaggiati, con la prevalenza di Stenella coeruleoalba (n. 72) e Tursiops truncatus (n. 40).

 

Sugli animali spiaggiati, quando possibile e a seconda dei casi, sono stati eseguiti esami necroscopici, virologici, batteriologici, parassitologici, istologici e tossicologici.

 

Virus
La ricerca di agenti virali si concentra particolarmente sul Dolphin Morbillivirus (DMV) e sull’Herpesvirus. Il Morbillivirus è ampiamente riconosciuto come agente eziologico causa della morte di singoli animali o come responsabile negli eventi di mortalità nei Cetacei.
Meno si conosce dell’Herpesvirus il cui ruolo deve essere ancora approfondito.

Morbillivirus nel tessuto nervoso. In marrone virus all’interno del corpo delle cellule nervose (neuroni) e dei loro prolungamenti (dendriti)

La positività al Morbillivirus con la tecnica PCR  si attesta ad un valore di prevalenza del 36%

 

Batteri
Nell’ambito delle indagini  batteriologiche meritano una particolare menzione gli isolamenti di Photobacterium damselae subsp. Damselae, di Brucella ceti e  Listeria monocytogenes, questi ultimi due patogeni anche per l’uomo.

 

Parassiti
Tra le specie parassitarie riscontrate con maggiore frequenza spicca il  Pholeter gastrophylus.

 

La definizione delle cause di morte nei soggetti spiaggiati  è un processo complesso, che richiede la valutazione globale delle prove di laboratorio a supporto delle indagini necroscopiche.

Le fonti bibliografiche internazionali riportano che solo in una limitata percentuale, circa il 50%,  di casi è possibile definire la causa di morte.

 

Relazione completa

 

 

Influenza aviaria: attività formative e di comunicazione

Sono state avviate le attività di formazione, informazione e comunicazione nell’ambito delle diverse iniziative previste in Toscana e nel Lazio nell’ambito del Fondo per l’emergenza avicola.

Il 6 dicembre sono terminate  le tre  “Giornate di studio sulla prevenzione dell’Influenza aviaria” realizzate a Siena, Pisa e Ponte Buggianese e indirizzate al personale degli  ATC (Ambito Territoriale di Caccia ), alle associazioni venatorie e ai cacciatori che praticano la caccia agli acquatici.

Principale obiettivo della giornate è stato quello di fornire strumenti valutativi essenziali per attivare un sistema di rilevazione precoce di potenziali rischi per la fauna selvatica, nell’ambito della prevenzione dell’Influenza Aviaria.
I Relatori sono stati veterinari dirigenti dell’IZS Lazio e Toscana (Virologia e Osservatorio Epidemiologico) e del Settore Prevenzione Collettiva della Regione Toscana.

 

Il 10 dicembre seguirà a Firenze la “Giornata di studio sulla prevenzione dell’Influenza aviaria e della  Peste Suina Africana” rivolta alle Forze dell’Ordine che svolgono vigilanza faunistico-ambientale, quali Carabinieri Forestali e Polizie provinciali.
L’obiettivo   dell’evento è quello  di fornire gli strumenti valutativi essenziali per attivare un sistema di rilevazione precoce di potenziali rischi per la fauna selvatica, nellambito della prevenzione dellInfluenza Aviaria e della Peste Suina Africana.

 

Come materiale di comunicazione sono stati ad oggi prodotti una Brochure e una locandina  dal titolo “Influenza aviaria, contribuiamo a combatterla riconoscendo i  sintomi e segnalando i sospetti“; in lavorazione un video.

 

Delfini spiaggiati sul litorale toscano: proseguono gli esami da parte dell’IZS Lazio e Toscana

Sono stati ritrovati sulle coste della Toscana dal 26 giugno al 26 luglio 2019 otto tursiopi (delfini della specie  Tursiops truncatus) morti e un soggetto di specie non definita.

Le segnalazioni provengono da Livorno, San Vincenzo, Viareggio, Vada e Baratti, mentre un delfino del genere Stenella è stata rinvenuto nelle saline di Orbetello.
Nel 2018 tra giugno e luglio  in Toscana si sono state trovate quattro carcasse di tursiope, la metà rispetto al 2019.

Il Tursiope è la specie di delfino più diffusa in quest’area.

Presso l’IZS Lazio e Toscana, sezione di Pisa, i medici veterinari del gruppo della Dott.ssa Giuliana Terracciano, da anni impegnato in questo genere di episodi, hanno svolto le autopsie.
Le temperature estreme  del periodo hanno contribuito ad una veloce decomposizione delle carcasse, rendendo possibile la necroscopia completa di soli tre soggetti  (2 femmine e 1 maschio).
Di seguito alcune fotografie scattate durante le necroscopie eseguite presso la sezione di Pisa dell’IZS Lazio e Toscana:

Quanto riscontrato in sede autoptica (tra cui ematomi e lesioni sul dorso, emorragie interne) non è sufficiente a identificare la causa o le cause di morte e dovrà essere interpretato alla luce dei risultati degli esami di laboratorio su organi e tessuti prelevati dagli animali morti, che proseguono presso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico per gli aspetti microbiologici, virologici, istologici e parassitologici e presso l’Università di Siena per quelli tossicologici.

Al momento sono state avanzate solo delle ipotesi: dall’infezione da Morbillivirus, al decadimento delle difese immunitarie dovuto a contaminanti ambientali, sin’anche ad una certa responsabilità dell’innalzamento delle temperature del mare, o a una combinazione di diversi fattori.

In questo momento continua il monitoraggio costante delle coste da parte della Capitaneria di Porto su  ciò che sta avvenendo sul fronte mammiferi marini in collaborazione con ARPAT, OTB (Osservatorio toscano per la Biodiversità) e  Università di Siena

Spiaggiamenti di delfini in Toscana nel 2019

Dall’inizio dell’anno (gennaio /luglio) sono stati 26 i casi di spiaggiamento, un numero che, con gli avvenimenti di questo mese, è leggermente più alto rispetto allo stesso periodo del 2018,   in cui nei primi sei mesi si erano registrati 21 spiaggiamenti di mammiferi marini.

Da gennaio 2019 a luglio si sono spiaggiati 13 tursiopi, 10 stenelle, 1  capodoglio e 2 non classificabili per l’avanzato stato di decomposizione .

In Toscana si spiaggiano mediamente 20-30 individui anno, di cui circa il 20% in discrete condizioni di conservazione, sui quali è possibile effettuare esame autoptico e relative indagini diagnostiche.