Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
OIE

Peste suina africana. Bollettino OIE n. 52 (21 agosto – 3 settembre)

Nel Bollettino OIE n. 52 viene riportata la situazione della Peste suina africana nel mondo nel periodo 21 agosto – 3 settembre 2020.

I focolai
In questo periodo sono stati notificati all’ OIE 160 nuovi focolai di Peste suina africana (PSA) nei maiali e nei cinghiali.
Il totale dei focolai “in corso” in tutto il mondo è ora di 7.191 (di cui 3733 in Romania). Nel rapporto precedente, 274  erano stati notificati come nuovi, mentre i focolai in corso erano 7.130.

 

Impatto della malattia
Nel grafico sono riportate le “perdite” (soggetti morti + soggetti abbattuti), con una prevalenza del continente europeo, con questa distribuzione: 1487 animali in Romania, 62 Ucraina, 2 Russia.

 

Peste suina africana: aggiornamenti dall’OIE (10-29 aprile)

La Peste suina africana (ASF) è una grave malattia virale che colpisce i suini domestici e selvatici.

E’ responsabile di gravi perdite produttive ed economiche.
Non è una malattia trasmissibile all’uomo.

Questi gli aggiornamenti riportati nel Bollettino n. 42 dell’OIE (10 aprile – 29 aprile 2020):

  • sono stati notificati 742 nuovi focolai, mentre nel precedente report ne erano stati rilevati n. 548;
  • un totale di 34.064 (5024 nel precedente periodo)  di animali sono stati notificati come “lossess” (somma degli animali morti e abbattuti nell’allevamento infetto): Asia 492, tutti in Cina; Europa 34064, di cui 33840 dalla Polonia.

 

COVID-19 e attività veterinarie come essenziali: Dichiarazione congiunta OIE/WVA

Nel quadro della pandemia COVID-19, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) e l’Associazione veterinaria mondiale (WVA) hanno fatto una dichiarazione congiunta nella quale pongono l’attenzione su quali siano le attività veterinarie fondamentali per garantire una continuità nella sicurezza alimentare, nella prevenzione delle malattie e nella gestione delle emergenze.

Parigi, 18 marzo 2020

Per affrontare efficacemente le sfide poste dalla pandemia di COVID-19, molti governi di tutto il mondo hanno adottato misure restrittive per sospendere le attività di imprese “non essenziali”. Queste decisioni sollevano interrogativi sugli adattamenti che devono essere attuati dalla professione veterinaria.
In questo contesto, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) e l’Associazione veterinaria mondiale (WVA) sostengono che le attività specifiche dei servizi veterinari siano considerate imprese essenziali

Mantenere le attività cruciali per la salute pubblica
La figura del Veterinario è parte integrante della comunità sanitaria globale.
Oltre alle attività legate alla salute e al benessere degli animali, essi hanno un ruolo chiave nella prevenzione e nella gestione delle malattie, comprese quelle trasmissibili all’uomo, e nel garantire la sicurezza alimentare
Nella situazione attuale, è fondamentale che:
• i servizi veterinari regionali e nazionali sovrintendano all’integrità della sanità pubblica
• situazioni di emergenza possano essere affrontate
• al fine di garantire la sicurezza alimentare delle popolazioni entrino nella filiera produttiva unicamente animali sani
• siano mantenute misure preventive, come la vaccinazione contro le malattie con un significativo impatto sanitario o economico,
• vengano portate avanti le attività di ricerca prioritarie.

Sostegno alle attività veterinarie nel contesto attuale

Svolgendo il loro lavoro, i veterinari hanno la responsabilità di salvaguardare la loro salute, la salute di coloro con cui lavorano e dei loro clienti.
Devono garantire l’attuazione di adeguati livelli di biosicurezza, che il personale sia protetto con le attrezzature necessarie e che i proprietari di animali siano informati delle misure precauzionali in atto.
È responsabilità di ogni individuo garantire che i comportamenti appropriati siano rispettati nel quadro di queste attività, per evitare un’ulteriore diffusione di COVID-19

fonti
WVA-World Veterinary Association 
OIE World Organisation for animal health

Peste suina africana: aggiornamenti dall’OIE

La Peste suina africana (ASF) è una grave malattia virale che colpisce i suini domestici e selvatici.

E’ responsabile di gravi perdite produttive ed economiche.
Non è una malattia trasmissibile all’uomo.

Questi gli aggiornamenti riportati nel Bollettino n. 41 dell’OIE (27 marzo  – 09 aprile 2020):

  • sono stati notificati 548 nuovi focolai, mentre nel precedente report erano stati rilevati n. 368 nuovi focolai;
  • un totale di 5,024 di animali sono stati notificati come “lossess” (somma degli animali morti e abbattuti nell’allevamento infetto): Asia 3963;  Europa 1061, inclusa l’Ucraina (574), come da figura

 

 

 

 

FOCUS – Peste suina africana

EFSA
Report “Epidemiological analyses of African swine fever in the European Union (November 2018 to October 2019)”.
L’EFSA ha pubblicato il suo ultimo aggiornamento annuale sulla presenza di peste suina africana (PSA) nell’Unione europea. Nel corso del periodo trattato dal rapporto – novembre 2018 sino a ottobre 2019 – la Cechia è stata dichiarata ufficialmente indenne da ASF. La presenza della malattia è stata tuttavia confermata in Slovacchia, per cui sono sempre nove i Paesi dell’UE interessati.

Video “Peste suina africana: come rimanere sempre un passo avanti”

OIE
Video “Viaggiare responsabilmente per evitare di trasportare il virus della Peste suina africana”

 

 

 

Visuals e messaggi indirizzati oi viaggiatori da condividere sui social media”