Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
IZS Lazio e Toscana

IZSLT: Test sierologici COVID-19 per i privati e per i medici veterinari, con prenotazione online.

Prosegue  il servizio di analisi per l’esecuzione delle prove sierologiche per la valutazione della presenza di anticorpi IgG specifici per SARS-Cov-2. Dopo la conclusione dei test per l’indagine sierologica sul personale sanitario, l’Istituto come laboratorio della rete COROnet Lazio,   ha esteso il servizio ai privati cittadini e ai medici veterinari* (in convenzione FNOVI). Il prelievo, al costo fissato dalla Regione Lazio di 15,23 euro, si può prenotare on line dal link in questa pagina (“entra nel form di prenotazione on line”).  I prelievi si effettuano, solo su prenotazione,   presso la Sede Centrale dell’Istituto, in via Appia Nuova, 1411, il mercoledì e il venerdì dalle 14.00 alle 17.30 e il sabato dalle 8.00 alle 12.00.  Gli ingressi in Istituto sono regolamentati nel modo più idoneo ad evitare affollamenti critici, esclusivamente con mascherine e guanti, nel rispetto dei protocolli di distanziamento previsti dalla normativa nazionale e regionale.

 

* L’IZSLT ha partecipato al bando della FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani)  e si è accreditato come laboratorio di analisi di riferimento per il Lazio.

 

“Entra nel form di prenotazione on line”

“Prevenzione dell’Influenza aviare e della Peste suina africana” (8 giugno 2020). Le presentazioni

Destinatari: personale dei parchi e delle riserve della Regione Lazio, provincie di Roma e di Latina -Direzione Capitale Naturale, Parchi ed Aree Protette; personale dei Cras (Centro Recupero Animali Selvatici)

Finalità: informare sulle misure di biosicurezza, la sorveglianza e le procedure di campionamento per la fauna selvatica in un’ottica di prevenzione dell’Influenza Aviaria e della Peste Suina Africana

L’evento si è svolto in videoconferenza.

Programma .

Presentazioni: Inf Aviaria Carvelli; ‌Inf aviaria Barone; Peste suina africana Ricci; Peste suina africana Ferrarini

Dopo la forzata pausa dovuta all’emergenza sanitaria Covid – 19,  è ripreso  il programma formativo dell’IZS Lazio e Toscana nell’ambito delle attività previste dal Decreto 14 marzo 2018 del Ministero della Salute Fondo per l’emergenza avicola – Regione Lazio.

 

Registro Tumori Animali del Lazio – Report 2019

Proseguono le attività intraprese con il Progetto di Ricerca Corrente LT 04/17 “Il registro tumori animali nella Regione Lazio: sviluppo di un modello di gestione dati per la collaborazione multidisciplinare in sanità pubblica” finanziato dal Ministero della Salute.

Il Progetto dal 2018 ha esteso la copertura territoriale del RTA (Registro tumori animali) alle province di Latina, Roma e Viterbo, e ha permesso di implementare il database con la casistica messa a disposizione da strutture esterne.

Nell’ambito dello stesso progetto è stato elaborato il  Report 2019, che presenta l’analisi dei dati relativa ai tumori spontanei del cane e del gatto residenti nel Lazio, diagnosticati dal 2009 al 2019.

 

La pubblicazione del Report 2019 è anche l’occasione per ringraziare i veterinari e i laboratori che stanno partecipando al progetto, mostrando loro uno degli sviluppi del prezioso contributo fornito, e per presentare le nuove attività di ricerca legate al RTA.

 

Gli sviluppi

Nel 2020, infatti, hanno preso avvio due nuovi progetti di ricerca finanziati dal Ministero della Salute, legati all’attività del RTA del Lazio, che condividono l’obiettivo di portare avanti le indagini epidemiologiche sui fattori di rischio ambientali, che possano determinare lo sviluppo di tumori spontanei negli animali da compagnia e negli animali da reddito e di avviare collaborazioni tra i Servizi di Prevenzione Veterinaria e Sanità Umana:

  • Progetto RC IZSLT 05/19 “Patologie neoplastiche e cronico degenerative in popolazioni animali allevate in aree ad elevata contaminazione ambientale da Arsenico ed altri elementi chimici di origine naturale e antropica
    Intende approfondire l’associazione tra l’esposizione ai metalli pesanti, Arsenico in particolare, e    l’incidenza della patologia tumorale e cronico-degenerativa negli animali da compagnia e di allevamento, nella provincia di Viterbo.
  • Progetto Strategico 2019 “Estensione della banca dati del network italiano dei      laboratori per l’oncologia veterinaria
    Progetto a respiro nazionale. Coinvolge la rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, l’Accademia e i laboratori privati attivi sul territorio. Vuole rafforzare il sistema di raccolta dati e incrementare il volume della casistica in Italia.

Gatto morsicatore ad Arezzo – Costituito presso il Ministero della salute un Gruppo tecnico scientifico per gli approfondimenti

Il 23 giugno presso la sezione di Firenze dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) è stato recapitato dalla ASL Toscana Sud Est un gatto deceduto dopo aver presentato dei sintomi riferibili a rabbia e aver morso la proprietaria residente nel comune di Arezzo.
In seguito all’esame autoptico, un campione di cervello è stato trasportato presso la sede di Roma dell’IZSLT, dove è stato sottoposto agli esami di PCR e di immunofluorescenza diretta, a seguito dei quali è stata emessa la diagnosi di sospetto di rabbia.
Il campione è stato quindi trasferito tempestivamente presso il Centro di referenza Nazionale per la Rabbia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che in data 27 Giugno ha confermato la presenza di un Lyssavirus e ha effettuato la tipizzazione.

Il virus isolato appartiene a Lyssavirus tipici dei pipistrelli ed è diverso dal virus della rabbia classica.
Prima di questo caso, questo specifico Lyssavirus era stato rinvenuto una sola volta nel 2002 a livello mondiale in un pipistrello in Caucaso nel 2002, senza che ne fosse mai stata confermata la capacità di infettare animali domestici o l’uomo.
La Rabbia classica è generalmente trasmessa dai carnivori domestici e selvatici e gli ultimi casi erano stati segnalati in Italia nella volpe rossa dal 2008 al 2011. L’Italia è ufficialmente indenne dal 2013.

Sulla base dell’esperienza maturata da casi simili in altri paesi, per virus analoghi, la capacità di trasmissione dal serbatoio naturale ad un’altra specie rappresenta un evento estremamente limitato a cui non fa seguito una diffusione epidemica. Attualmente, non abbiamo nessuna evidenza di trasmissione da animale a uomo.

A scopo precauzionale le persone che sono state a contatto con il gatto risultato positivo al virus sono state sottoposte a profilassi post-esposizione.
Gli approfondimenti epidemiologici, che richiedono la tipicità e la novità del caso, hanno determinato la costituzione presso il Ministero della salute, di concerto con la Regione Toscana, di un Gruppo tecnico scientifico che si è già riunito in data 28 giugno con la partecipazione di esperti e Istituzioni locali e nazionali.