Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
gatto

Il Papilloma virus felino e le neoplasie cutanee dei felidi: nuovi approcci diagnostici – Roma, 29 novembre

Data: 29 novembre
Sede: IZS Lazio e Toscana – Via Appia Nuova 1411, Roma
Destinatari: veterinari, biologi e tecnici di laboratorio
ECM: in corso di accreditamento
Partecipazione: gratuita
Iscrizioni tramite il Portale della Formazione IZS Lazio e Toscana
Programma.

L’argomento dell’evento, anche oggetto di un progetto di ricerca dell’IZS Lazio e Toscana, sarà trattato sotto diverse angolazioni: clinico, di diagnostica istologica e biomolecolare, evidenziando  anche gli sviluppi in corso a livello sperimentale.
Diversi i relatori in programma, con partecipazioone della libera professione veterinaria, dell’Università e degli Istituti Zooprofilattici.

Obiettivo generale: acquisizione di competenze tecnico-professionali per la prevenzione dell’infezione da Papillomavirus del gatto e dei felidi selvatici ed esotici mediante diagnosi precoce basata su protocolli diagnostici vecchi e nuovi e aggiornamenti sul potere oncogenico del Papillomavirus felino di tipo 2

 

Data: 29.11.19

Cowpoxvirus, un pox che colpisce l’uomo, i pets e gli animali esotici – Latina, 26 giugno

“Lesioni cutanee del gatto: infezione da Cowpoxvirus, un pox che colpisce l’uomo, i pets e gli animali esotici” – Indagine sulla diffusione del CPXV nella Toscana e nel Lazio

Latina, 26 giugno 2018
sede dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia Latina.
Via dei Peligni, 38.
Programma.
Iscrizioni tramite il Portale della Formazione dell’IZS Lazio e Toscana.

Dopo i seminari tenuti a Pisa, Rieti, Siena, Arezzo e Viterbo  la divulgazione dell’argomento proseguirà a Latina, con l’organizzazione dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia Latina e dell’l’IZS Lazio e Toscana (IZSLT).

La Dott.ssa Giusy Cardeti, dirigente veterinario dell’IZSLT esperta in virologia, illustrerà le caratteristiche dell’ infezione da Cowpoxvirus, trasmissibile all’uomo (zoonosi) e come effettuare i prelievi e l’invio dei campioni sospetti al laboratorio.

E’ infatti in corso un progetto di ricerca  finanziato dal Ministero della Salute finalizzato alla effettuazione di un’indagine sulla diffusione del CPXV (Cowpoxvirus) nella Toscana e nel Lazio.

I veterinari liberi professionisti potranno partecipare alla ricerca  inviando all’Istituto campioni biologici con lesioni riconducibili al cowpoxvirus.

 

L’infezione da Cowpox virus

L’infezione da Cowpox virus (CPXV) viene contratta dal gatto tramite il morso ed il graffio da parte di roditori infetti.

Le lesioni cutanee più rappresentate sono papule ulcerate, piccoli noduli ulcerati con materiale crostoso, ulcere orali che guariscono lentamente nel giro di 3-4 settimane.
Alcuni soggetti possono manifestare forme generalizzate, soprattutto se immunodepressi.

La diagnosi differenziale include: infezioni da altri virus, infezioni batteriche e fungine, il granuloma eosinofilico e neoplasie.
La diagnosi definitiva viene effettuata su biopsia cutanea od altro tipo di prelievo delle lesioni, mediante evidenziazione del virus e ricerca di anticorpi.

In Europa, il numero diagnosticato di infezioni da CPXV è in aumento negli animali e nell’uomo.
Un tempo endemico nel bovino, il CPXV non è stato più diagnosticato in tale specie per alcuni decenni, mentre parecchi casi di infezione vengono continuamente diagnosticati in gatti e in animali da zoo con anche successiva trasmissione all’uomo.

Nell’uomo la malattia si manifesta con comparsa di lesioni su braccia, gambe o viso; in soggetti immunodepressi, possono manifestarsi forme cliniche gravi

 

 

Cowpoxvirus, un pox che colpisce l’uomo, i pets e gli animali esotici – Viterbo, 17 maggio

 “Lesioni cutanee del gatto: infezione da Cowpoxvirus, un pox che colpisce l’uomo, i pets e gli animali esotici” Indagine sulla diffusione del CPXV nella Toscana e nel Lazio

Viterbo, 17 maggio 2018 – Programma.
Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Viterbo, 28 – Viterbo.

Iscrizioni tramite il Portale della Formazione dell’IZS Lazio e Toscana

 

Dopo i quattro  seminari tenuti con successo a Pisa, Siena, Rieti e Arezzo in collaborazione con i rispettivi Ordini provinciali dei medici veterinari, la divulgazione e il confronto sull’ argomento proseguirà a Viterbo.
L’iniziativa, organizzata dall’IZS Lazio e Toscana (IZSLT) con l’ Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Viterbo, è destinata ai medici veterinari.

La Dott.ssa Giusy Cardeti, dirigente veterinario dell’IZSLT esperta in virologia, illustrerà le caratteristiche dell’ infezione da Cowpoxvirus, trasmissibile all’uomo (zoonosi),  e come effettuare i prelievi e l’invio dei campioni sospetti al laboratorio.

E’ infatti in corso un progetto di ricerca  finanziato dal Ministero della Salute finalizzato alla effettuazione di un’indagine sulla diffusione del CPXV (Cowpoxvirus) nella Toscana e nel Lazio.

I veterinari liberi professionisti potranno partecipare alla ricerca  inviando all’Istituto campioni biologici con lesioni riconducibili al cowpoxvirus.

Documentazione.

 

L’infezione da Cowpox virus

L’infezione da Cowpox virus (CPXV) viene contratta dal gatto tramite il morso ed il graffio da parte di roditori infetti.

Le lesioni cutanee più rappresentate sono papule ulcerate, piccoli noduli ulcerati con materiale crostoso, ulcere orali che guariscono lentamente nel giro di 3-4 settimane.
Alcuni soggetti possono manifestare forme generalizzate, soprattutto se immunodepressi.

La diagnosi differenziale include: infezioni da altri virus, infezioni batteriche e fungine, il granuloma eosinofilico e neoplasie.
La diagnosi definitiva viene effettuata su biopsia cutanea od altro tipo di prelievo delle lesioni, mediante evidenziazione del virus e ricerca di anticorpi.

In Europa, il numero diagnosticato di infezioni da CPXV è in aumento negli animali e nell’uomo.
Un tempo endemico nel bovino, il CPXV non è stato più diagnosticato in tale specie per alcuni decenni, mentre parecchi casi di infezione vengono continuamente diagnosticati in gatti e in animali da zoo con anche successiva trasmissione all’uomo.

Nell’uomo la malattia si manifesta con comparsa di lesioni su braccia, gambe o viso; in soggetti immunodepressi, possono manifestarsi forme cliniche gravi

 

 

 

Registro tumori animali: strumento di monitoraggio e analisi nel campo dell’oncologia comparata uomo-animale – Al via il nuovo progetto

Il nuovo progetto dell’IZS Lazio e Toscana, partito il 1 febbraio 2018, si propone di raccogliere le neoplasie dei cani e dei gatti che vivono nel Lazio, a partire da quelli delle province di Roma, Latina e Viterbo.
Verrà così costituito un database strutturato, da utilizzare come base per analisi epidemiologiche e per studi di oncologia comparata.

La determinazione della popolazione canina e felina consentirà di stimare l’incidenza dei tumori nelle popolazioni di riferimento.

Importante la collaborazione dei colleghi veterinari per la realizzazione del progetto.

 

Cosa chiediamo e cosa offriamo ai colleghi veterinari

Invitiamo i colleghi, clinici o operanti in laboratori di diagnostica veterinaria, ad inviare campioni di sospette neoplasie di cani e di gatti, che vivono nelle province di Roma, Latina e Viterbo, ai nostri laboratori o in alternativa a rendere disponibili ed inviare al nostro Istituto gli esiti degli esami effettuati presso laboratori di loro fiducia corredati dalla scheda raccolta dati (Scheda tumori).

Siamo anche disponibili a recarci direttamente presso le strutture veterinarie qualora ci fossero resi disponibili i dati necessari alla compilazione.

I campioni di sospette neoplasie di cani e gatti saranno esaminati gratuitamente a condizione che pervengano corredati dalla scheda “Registro Tumori Animali” debitamente compilata in tutte le sue parti.

Oltre che in formato cartaceo la scheda è disponibile anche in formato elettronico sulla piattaforma SIEV (Sistema Informativo per l’Epidemiologia Veterinaria).
Pur non essendo obbligatoria questa modalità di compilazione ed invio è di gran lunga preferibile per la facilità di acquisizione, gestione e archiviazione dei dati e saremo grati a quanti volessero utilizzarla.
Saranno esaminate a titolo gratuito anche eventuali sospette lesioni tumorali rinvenute in corso di esami necroscopici.

I campioni, immersi in formalina al 4% all’interno di contenitori di sicurezza che potranno su richiesta essere forniti dall’IZSLT al prezzo di costo, dovranno pervenire presso una delle sedi dell’Istituto o presso altro punto di raccolta che potrà essere definito.

La tempistica di ritorno dei risultati di prova sarà quella degli analoghi campioni a pagamento e disponibile su piattaforma SIEV in tempo reale.

I dati utilizzati saranno trattati in forma anonima nel rispetto della normativa sulla privacy e resi disponibili in eventi o altra modalità di diffusione con cadenza periodica.

 

Cos’è il registro tumori animali

 Il registro tumori animali (RTA) è lo strumento di raccolta, archiviazione, analisi e interpretazione dei dati relativi ai soggetti affetti da neoplasia, in una determinata popolazione e territorio, anche essi conosciuti e definiti.

Fornisce dati sull’incidenza delle neoplasie analogamente a quanto avviene in oncologia umana, in cui il registro tumori (RTU) è fondamentale per l’implementazione dei piani di screening e di prevenzione.

 Porre la stessa attenzione alla salute dell’uomo e degli animali ed utilizzare gli stessi criteri per la raccolta ed elaborazione di dati, è il punto chiave dell’approccio One Health, per la salvaguardia di un’unica salute, applicabile anche in oncologia.

Gli animali che vivono a stretto contatto con l’uomo, soprattutto cani e gatti, condividono gli stessi fattori di rischio ambientali a cui è sottoposta la specie umana ed essendo caratterizzati da un ciclo vitale più breve rispetto all’uomo, possono costituire un sistema biologico di allarme precoce (“animali sentinelle”) nei confronti dell’insorgenza delle neoplasie spontanee, con particolare rilievo verso quelle ambiente-correlate.

La maggior parte dei casi di tumore spontaneo nel cane e nel gatto hanno manifestazioni cliniche e prognosi simili ed equivalente patogenesi dei casi riscontrati in umana.

Ad esempio, il carcinoma mammario nel cane e nel gatto è stato studiato come modello per la stadiazione (metodo per descrivere in maniera schematica quanto è grande un tumore e quanto si è esteso rispetto alla sede originale di sviluppo), prognosi (previsione sul decorso e sull’esito di un determinato quadro clinico) e terapia dell’analoga patologia nella donna.

Inoltre, riconosciuti determinanti di oncogenesi, quali l’esposizione a vernici e solventi, sono stati associati a carcinoma della vescica sia nel cane sia nei lavoratori del settore.

La disponibilità sullo stesso territorio di un RTU e di un RTA e la possibilità di interscambio di dati tra essi, apre nuove prospettive alla ricerca nel campo dell’oncologia comparata, con l’obiettivo di valutare una vasta gamma di rischi che legano uomo, animali ed ecosistema, capaci di incidere sulla comparsa delle neoplasie.

In Italia i RTA non sono una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale: se ne individuano ufficialmente sette attivi, distribuiti tra il nord e il sud Italia, operanti in ambiti territoriali limitati e coordinati dal Centro di Referenza di Oncologia Veterinaria e Comparata (CE.R.O.VE.C.)  della sezione di Genova dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta Genova.

 

Il RTA di Roma è attivo dal 2009, attraverso progetti di ricerca corrente dell’IZS Lazio e Toscana (IZSLT) nel campo oncologico e della epidemiologia ambientale, effettuati su aree pilota della provincia di Roma, grazie alla collaborazione tra il laboratorio di Anatomo-istopatologia dell’IZSLT, che da anni opera nel settore dell’oncologia animale e l’Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale, operativo sempre presso lo stesso Istituto.

Per approfondimenti