Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Peste suina africana

L’Agente
La Peste suina africana (PSA) è causata da un virus della famiglia Asfaviridae.

Le Specie colpite
Colpisce suini e cinghiali, risultando altamente contagiosa e spesso letale.
La malattia in ogni caso non si trasmette agli esseri umani.

La PSA è causa di ingenti perdite economiche nel comparto suinicolo, con gravi ripercussioni anche sul commercio internazionale di animali vivi e dei loro prodotti.

La trasmissione
L’infezione può avvenire per contatto diretto con animali infetti, attraverso la puntura di vettori (zecche), per ingestione di carni o prodotti a base di carne di animali infetti (per es. scarti di cucina).
Come nella peste suina classica, il virus è estremamente resistente rimanendo attivo nelle carcasse per lunghi periodi.
La circolazione di animali infetti, i prodotti a base di carne di maiale contaminata e lo smaltimento illegale di carcasse sono le modalità più importanti per la diffusione della malattia.

I sintomi
I sintomi della peste suina africana sono sovrapponibili a quelli della peste suina classica e comprendono febbre, perdita di appetito, debolezza, aborti spontanei, emorragie interne.
Gli animali che superano la malattia possono restare portatori del virus per circa un anno, rappresentando un ruolo fondamentale per la persistenza del virus nelle aree endemiche e per la sua diffusione.

La diagnosi
La diagnosi di malattia avviene tramite i seguenti  esami di laboratorio: immunofluorescenza, AGID test, Fissazione del Complemento, PCR ed ELISA.

Diffusione
La malattia è endemica nelle regioni sub-sahariane del continente africano è endemica in Sardegna, dove è in corso un piano di eradicazione.
– 2007: ha fatto la sua prima comparsa nelle regioni caucasiche della Georgia, Armenia, Azerbaigian esuccessivamente altri focolai infettivi si sono verificati in Russia, Ucraina e Bielorussia.
– 2014: la diffusione della malattia ha poi interessato, a partire da gennaio, la Lituania, che ha notificato i primi casi nei cinghiali selvatici; in seguito altre segnalazioni da Polonia, Lettonia ed Estonia;
– 201-2017: la PSA arriva in Moldavia, in Repubblica Ceca e in Romania;
– 2018: vengono coinvolte l’ Ungheria e la Bulgaria e vengono rinvenuti cinghiali rinvenuti morti in Belgio.
– 2019: la malattia ha continuato ad espandersi verso est, coinvolgendo diversi paesi del Sud-Est asiatico e verso ovest, raggiungendo la Serbia e arrivando alle porte della Germania.
(fonte Centro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da pestivirus e asfivirus )

Prevenzione
Al momento non esiste un vaccino per la Peste suina africana
Nei Paesi indenni la prevenzione dall’infezione si effettua attraverso il controllo dei prodotti importati e la sorveglianza sulle attività di smaltimento dei rifiuti di origine alimentare, inoltre, qualunque episodio di mortalità nel cinghiale rappresenta un caso sospetto e va segnalato.
L’OMS ha inserito la PSA nella lista delle malattie denunciabili: qualunque caso sospetto deve essere denunciato all’autorità competente. In caso di allevamenti infetti si attueranno cosi’ tutte le misure previste dal Regolamento di polizia veterinaria.
In Sardegna è presente un Piano di eradicazione che ha già dato esiti soddisfacenti.

Link utili
Centro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da pestivirus e asfivirus
Ministero della Salute

Documenti
Manuale operativo pesti suine
Documento OIE

Supporto visivo:
EFSA-Video

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