Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Enterotossiemie da Clostridium perfringens

 

Per enterotossiemie si intendono patologie enteriche ad esito fatale che colpiscono tutte le specie di animali domestici e che sono principalmente causate da ceppi di Clostridium perfringens produttori di tossine. I ceppi di Clostridium perfringens sono classificati all’interno di 5 tossinotipi (A, B, C, D ed E) sulla base della produzione delle quattro maggiori tossine (alpha, beta, epsilon e iota). Clostridium perfringens è un germe Gram positivo, anaerobio, sporigeno, ubiquitario, che si trova prevalentemente nel suolo e nell’ intestino degli esseri umani e degli animali come commensale. Tali patologie hanno ancora oggi un notevole impatto sanitario ed economico negli allevamenti, in particolare di ruminanti.

 

Tutti gli animali sani sono portatori di questi batteri, ma in presenza di fattori alimentari (improvvise variazioni della dieta, iperalimentazione), turbe dell’apparato gastro-intestinale (acidosi acuta, alcalosi, etc), o in presenza di altri fattori predisponenti (stress, altre patologie concomitanti, etc), possono moltiplicarsi in maniera imponente e produrre tossine, che scatenano la malattia. Le tossine passano dall’intestino nel circolo ematico ed esplicano un’azione locale determinando necrosi, emorragie, edemi ed un’azione sistemica su endoteli vasali e cellule parenchimali.

 

L’enterotossiemia da clostridi progredisce con estrema rapidità e può essere caratterizzata da morte improvvisa in animali apparentemente sani, letargia o depressione (la morte avviene entro 6–24 ore), diarrea emorragica, dolori addominali, coliche, atonia dei visceri, aumento della frequenza cardiaca, decubito, opistotono e convulsioni.

 

Per raggiungere una diagnosi definitiva è necessaria una conferma mediante esame autoptico ed esami di laboratorio. Vista la natura commensale di Clostridium prefringens nell’intestino degli animali, la sola presenza del batterio non è sufficiente per confermare la presenza della malattia. Di particolare importanza è il conferimento dei campioni o delle carcasse nel minor tempo possibile (possibilmente non oltre le 24 h dal decesso), questo per evitare la moltiplicazione post-mortale dei clostridi e/o la degradazione delle tossine eventualmente presenti.

 

All’esame necroscopico si apprezzano enterite emorragica, meteorismo, versamenti cavitari, degenerazione epatica, emorragie delle sierose, petecchie sub epicardiche, edema polmonare. Per la conferma di laboratorio è essenziale una quantificazione del batterio e/o la valutazione della presenza/produzione delle tossine. Per quest’ultima presso l’IZSLT si ricorre alla ricerca dell’antigene della parete del Clostridium perfringens e delle principali tossine tramite un test ELISA. Matrici di elezione per le analisi sono i liquidi cavitari (liquido pericardico, pleurico e peritoneale), il contenuto intestinale e le feci di animali sintomatici.

 

Contatti

Ufficio di Staff Accettazione, Refertazione e Sportello dell’Utente per l’esame autoptico

Direzione Operativa Diagnostica Generale per gli esami di laboratorio

Pagina aggiornata al 22 marzo 2018