Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Pantera nel Foggiano: eseguite le analisi forensi presso l’IZS Lazio e Toscana

Da qualche settimana nelle campagne del foggiano è aperta la caccia alla pantera nera, nelle stesse zone intorno a San Severo era stata recuperata  la carcassa di una capra sgozzata:  le indagini genetiche svolte dal Centro di Referenza Nazionale di Medicina forense veterinaria, Laboratorio di Diagnostica Molecolare,  dell’IZS Lazio e Toscana, non hanno evidenziato traccia di DNA riferibili al felino.

I risultati, dichiara il direttore generale dell’istituto del centro Italia, dr Ugo Della Marta sono stati inviati all’Istituto Zooprofilattico di Foggia che aveva prelevato il materiale. Gli esami, conclude Della Marta, hanno evidenziato la presenza di DNA proveniente da almeno tre diversi cani.

La ricerca di DNA di felide ha dato esito negativo.

Il centro di referenza nazionale di veterinaria forense costituisce una fonte insostituibile di informazioni in tutti i casi di uccisione illegale e morte non naturale degli animali.

L’autopsia a scopo forense è finalizzata ad evidenziare e documentare tutti gli elementi rinvenibili al fine di individuare:

  1. la causa della morte: ovvero qualsiasi lesione o noxa che ha portato a morte l’animale (ad esempio colpo d’arma da fuoco, avvelenamento, soffocamento, ecc.);
  2. il meccanismo della morte, ovvero il processo patogenetico che ha provocato il decesso dell’animale (ad esmpio emorragia conseguente al colpo d’arma da fuoco oppure lesione traumatica cerebrale, ecc.);
  3. la categoria dell’evento morte (causa patologica naturale, animalicidio, morte per cause colpose o dolose, ecc.). In questo caso è possibile giungere alla determinazione della categoria in cui cade l’evento oppure no. In questo secondo caso la classificazione dell’evento risulta “NON determinabile”;
  4. l’epoca della morte: ovvero l’intervallo di tempo intercorso tra la morte dell’animale e il suo ritrovamento.

L’indagine autoptica forense è inoltre diretta a:

  • identificare univocamente la vittima;
  • provvedere all’interpretazione e alla correlazione di fatti e circostanze relative alla morte;
  • evidenziare fattori concausali che hanno determinato l’effetto delle lesioni;
  • rilevare oggetti, strumenti o tracce dei mezzi con cui è stato eventualmente commesso il crimine o altri elementi utili a identificare il responsabile del crimine;
  • recuperare, identificare e conservare gli eventuali reperti ed ulteriori fonti di prove.

Le linee guida della medicina forense veterinaria: leggi il documento

Visita il portale nazionale degli avvelenamenti dolosi degli animali.



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