Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
ovini

Ricerca scientifica – Studio sulla sieroprevalenza di Coxiella burnetii (febbre Q) nei bovini e negli ovini in Italia centrale

E’ stato recentemente pubblicato sulla rivista “Epidemiology & Infection” l’articolo “Cross-sectional serosurvey of Coxiella burnetii in healthy cattle and sheep from extensive grazing system in central Italy”.

La pubblicazione è stata realizzata da ricercatori dell’IZS Lazio e Toscana in collaborazione con il Servizio Regionale per l’Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle Malattie Infettive (SERESMI) e l’Istituto Nazionale Malattie Invettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani”.

Coxiella burnetii è il batterio responsabile della febbre Q, malattia zoonotica che colpisce l’uomo e numerosi animali.
I ruminanti domestici (ovini, caprini e bovini) rappresentano la principale fonte d’infezione per l’uomo, che avviene principalmente mediante l’inalazione di aerosol di materiali contaminati (placente, lettiere sporche, lana, ecc.).

L’esecuzione di studi di sieroprevalenza che valutano la presenza di anticorpi specifici, segno di avvenuto contatto con l’agente patogeno, rappresentano un importante strumento per quantificare l’esposizione della popolazione animale a C. burnetii. L’integrazione tra la sorveglianza in campo veterinario e in campo umano risulta cruciale per conoscere la diffusione di questa zoonosi e adottare appropriate misure di controllo.

Il lavoro ha dimostrato l’elevata esposizione a C. burnetii degli allevamenti bovini e ovini della Provincia di Roma, infatti il 68.5% degli allevamenti bovini e l’87.2% degli allevamenti ovini è risultato positivo agli anticorpi nei confronti del batterio.

In particolare, gli allevamenti con un numero di animali superiore a 92 capi hanno mostrato maggiore rischio di essere esposti a C. burnetii.
Per quanto riguarda l’analisi condotta a livello individuale, il 12.0% dei bovini e il 37.8% degli ovini sono risultati sieropositivi.
I bovini di età maggiore a 66 mesi ed i bovini meticci hanno mostrato un maggior rischio di esposizione. Negli ovini, quelli provenienti da greggi con più di 600 animali hanno mostrato un rischio maggiore di risultare sieropositivi.

Nel lavoro sono stati inoltre descritti ed analizzati i casi di febbre Q notificati nell’uomo nell’area di studio. In 5 dei 7 casi confermati era presente almeno un allevamento esposto nel raggio di 5 km. Sebbene non sia stato possibile identificare la fonte di infezione in nessuno dei casi umani, nell’area di studio non deve essere sottovalutata la possibilità di circolazione di C. burnetii tra gli animali e l’uomo.

La pubblicazione è stata finanziata dal Ministero della Salute nell’ambito del progetto di ricerca corrente IZS LT 13/10 RC.

 

Visualizza l’articolo: Barlozzari, G., Sala, M., Iacoponi, F., Volpi, C., Polinori, N., Rombolà, P., Vairo, F., Macrì, G., Scarpulla, M. (2020). Cross-sectional serosurvey of Coxiella burnetii in healthy cattle and sheep from extensive grazing system in central Italy. Epidemiology and Infection, 148, E9. doi:10.1017/S0950268819002115

Quaderni di Zooprofilassi n. 16 – Linee guida “Buone pratiche di allevamento ovini e caprini da latte e trasformazione aziendale” Parte prima

Disponibile il n. 16 del periodico dell’IZS Lazio e Toscana Quaderni di Zooprofilassi – Linee guida “Buone pratiche di allevamento ovini e caprini da latte e trasformazione aziendale”  Parte prima.

Frutto dell’esperienza maturata da professionisti veterinari dell’Istituto, nasce come manuale  di  informazione e aggiornamento destinato agli operatori del settore allevatoriale ovino e caprino, utile come linee guida da applicare per la conduzione di un allevamento secondo buone pratiche, come richiesto per altro da specifiche normative di riferimento.

Consulta il manuale.

E’ possibile richiedere il formato cartaceo a:

formazione@izslt.it

“Qualità del latte e dei derivati degli ovini e dei caprini: Aggiornamenti sull’attività di ricerca del CReLDOC” Roma, 11 ottobre 2018

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. Roma, Via Appia Nuova, 1411.
Programma.
Destinatari: veterinari, biologi, tecnici di laboratorio e tecnici della prevenzione degli II.ZZ.SS., delle ASL e dei laboratori privati e altre professionalità del settore.
Partecipazione gratuita. N. 6 crediti ECM.
Iscrizioni dal Portale della Formazione dell’IZS Lazio e Toscana.

Come da alcuni anni,  il Centro di referenza nazionale per la qualità del latte e dei prodotti derivati degli ovini e dei caprini (CReLDOC), organizza un evento formativo finalizzato all’aggiornamento degli operatori del settore lattiero-caseario dei comparti ovini e caprini sulle tematiche e le problematiche di attualità delle aree di competenza.

Quest’anno l’iniziativa è focalizzata sulle attività di ricerca portate avanti dal Centro riguardo i seguenti aspetti della qualità del latte ovino e caprino: cellule somatiche, sanità della mammella, fosfatasi alcalina, aflatossina B1, punto di congelamento, microbiologia delle produzioni casearie.