Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
Obama nungara

L’IZS Lazio e Toscana al 5° Convegno Internazionale di Elicicoltura a Piana di Monte Verna (CE)

Si è svolto nei giorni 22-23-24 settembre 2018 a Piana di Monte Verna il 5° Convegno Internazionale di Elicicoltura, che ha radunato esperti, studiosi, allevatori e professionisti operanti nel settore.

E’ stata una full immersion nel mondo di questo mollusco. Dalla biologia, alle tecniche di allevamento, all’utilizzazione in gastronomia, farmacologia e cosmetica della carne e della bava.

Studi e rilevamenti sull’Elicicoltura sono stati intrapresi dall’IZSLT.E’ stato presentato al Convegno il progetto di Ricerca Corrente proposto al Ministero della Salute: Elicicoltura : studio di un modello zootecnico di nicchia e fattori di rischio sanitario in sicurezza alimentare che vedrà impegnate diverse unità operative dell’Istituto con gli obiettivi di rilevare lo stato dell’arte dell’allevamento elicicolo nella regione Lazio, dalle specie allevate ai sistemi di allevamento, si studieranno lo stato sanitario degli animali ed i processi di trasformazione delle carni e de prodotti dell’intera filiera produttiva.

Nel maggio 2018, il nostro Istituto ha segnalato la presenza nel territorio del platelminta alieno invasivo Obama nungara. E’ la prima segnalazione di questa specie nel Lazio e la prima in Italia presso un allevamento di chiocciole.


L’elicicoltura
Esistono in natura circa 35.000 specie di gasteropodi terrestri di cui circa 4.000 appartengono al genere Helix, ma le specie che hanno un effettivo interesse economico e commerciale sono: Helix aspersa Müller, 1774 (Cantareus aspersus, Muller, 1774 – Cornu aspersum Muller, 1774) conosciuta con i nomi zigrinata, maruzza, corrugata; Helix pomatia (Linneo, 1758) vignaiola ed Helix vermiculata Müller, 1774 (Eobania vermiculata Muller, 1774) rigatella.

In Italia, fino agli anni ‘70, gli animali venivano raccolti in natura ed il consumo locale e nazionale era ampiamente soddisfatto. Negli anni a seguire è cresciuta la richiesta per gli usi culinari, farmaceutici e cosmetici per cui l’allevamento della chiocciola è passato da attività marginale a vera e propria attività agricola, sempre più diffusa e praticata.

A Cherasco, in provincia di Cuneo, nascono i primi allevamenti intensivi.

L’attività di allevamento è stata ufficialmente riconosciuta, in Italia, nel 1984 con l’inquadramento fiscale dell’elicicoltura, considerata “produzione primaria agricola”.

L’allevamento, a ciclo completo, comprende fasi di riproduzione e di ingrasso e si sviluppa con sistemi di allevamento all’aperto su libero terreno e/o indoor con alimentazione a base di vegetali freschi e di mangimi.

L’elicicoltura fornisce animali vivi commercializzati per la riproduzione e per uso alimentare, spurgati e puliti pronti per la cucina; e animali macellati, freschi e conservati, in guscio e senza, venduti come tali o trasformati (sughi, patè, salami e preparati vari).

Per uso alimentare si utilizzano anche le uova (caviale di lumaca) e la bava (liquore di lumaca, gelato di lumaca).

Ma l’attrattiva maggiore di investimento da parte degli elicicoltori è la produzione della bava che per le proprietà filmante, cicatrizzante, antibatterica, idratante, rigenerante, purificante, esfoliante, antiossidante e protettiva ha trovato nei settori cosmetico, medico e farmaceutico, utilizzazione come ingrediente di creme di bellezza e di saponi, sciroppi e tavolette masticabili contro l’acidità di stomaco e la tosse.

 

Obama nungara in un allevamento di chiocciole a Latina

Identificato presso il nostro Istituto il platelminta Obama nungara, specie aliena invasiva.

E’ la prima segnalazione di questa specie nel Lazio e la prima in Italia presso un allevamento di chiocciole. Il rinvenimento è stato effettuato a Latina in un impianto di elicicoltura attivo dal 2017.

L’elicicoltore lamentava la moria dei soggetti adulti riproduttori di chiocciole della specie Cornu aspersum, già classificata Helix aspersa e soprattutto la drastica riduzione dei nuovi nati.

A seguito di sopralluogo, condotto dal personale medico veterinario della Sezione di Latina, si è evidenziata nel terreno la presenza massiva di vermi piatti di lunghezza tra i 2 ed i 7 cm, dal corpo largo nella parte centrale che si assottigliava nella parte anteriore e posteriore. Il colore del dorso era cangiante dal marrone chiaro al nero mentre il ventre di colore grigio chiaro. I vermi esploravano l’ambiente con movimenti mobili della parte anteriore del corpo e cercavano rifugio nel terreno. L’elicicoltore riferisce che, per l’allestimento dell’impianto, nel 2016 aveva acquistato del terreno presso vivaisti.

 

Sono stati prelevati alcuni esemplari per effettuare studi più approfonditi di identificazione. Il dato morfologico identifica Obama nungara, specie originaria del Brasile introdotta in Europa e rilevata in vasi presenti in giardini e vivai.  Il platelminta appartiene alla Classe Turbellaria, Ordine Tricladida, Famiglia Geoplanidae, Genere Obama.

La nomenclatura scientifica gli è stata attribuita solo nel 2013 derivante dalla lingua indigena brasiliana Tupi. Obama deriva da “oba”, (foglia), e “mia” (animale) a significare animale piatto come una foglia; “nungara” significa simile perché Obama nungara è molto simile ad Obama marmorata specie ampiamente conosciuta e diffusa in Brasile.

Obama è carnivoro e per confermare la presenza nella dieta delle chiocciole allevate, sono state effettuate prove di predazione mettendo a disposizione dei predatori, in un terraio, esemplari di Cornu aspersum e di Helix pomatia. I platelminti si avvolgono al corpo del mollusco aderendovi con la bocca posta sul lato ventrale del corpo, anteriormente nel terzo mediano, e digeriscono completamente il mollusco residuandone soltanto la conchiglia.

Esami biomolecolari condotti presso la sede di Roma hanno confermato l’appartenenza del platelminta al genere Obama.  A tale riguardo, è stato seguito l’approccio del “DNA barcoding” che, per le specie animali, prevede l’amplificazione, il sequenziamento ed il confronto di una regione del genoma mitocondriale codificante per la Citocromo Ossidasi subunità 1 (COI). La sequenza nucleotidica ottenuta, di circa 430nt, è stata in particolare confrontata con le sequenze nucleotidiche depositate nel database pubblico http://www.boldsystems.org/, confermando per essa l’appartenenza al “genere” Obama spp.

Per l’identificazione a livello di specie sarà quindi necessario procedere con ulteriori prove di laboratorio, con l’obiettivo di completare un dato tassonomico che, tuttavia, già oggi consente di confermare la presenza di una nuova specie aliena anche nel territorio della regione Lazio ed identificare un nuovo fattore di mortalità negli allevamenti elicicoli.