Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
cetacei

Izs Lazio e Toscana recupera il delfino spiaggiato a Sabaudia


Sabaudia – recuperato il delfino spiaggiato sul litorale dell’Oasi di Kufra.

E’ un tursiope,  (Tursiops truncatus) femmina, adulta della lunghezza di 305 cm e del peso stimato di 2 quintali,  in ottimo stato di conservazione, verosimilmente morto poche ore prima.

La rete degli Enti responsabili della gestione degli spiaggiamenti si è subito messa in moto.  Carabinieri e personale del Parco Nazionale del Circeo e dell’Ufficio Biodiversità di Fogliano hanno attivamente collaborato con il personale dell’IZSLT alle operazioni di recupero della carcassa.
Il recupero é stato particolarmente impegnativo per la distanza fra il luogo di spiaggiamento e l’accesso al mezzo utilizzato per il trasporto e per la mole dell’animale.

Sull’animale verranno eseguite indagini necroscopiche dai veterinari specializzati dello Zooprofilattico Lazio e Toscana per  stabilire le cause di morte.

La segnalazione, come di consueto, si é diramata nella rete di contatti degli Enti responsabili della gestione di eventi di spiaggiamento, coinvolgendo nello specifico la Dott.ssa Buglione del servizio Veterinario della ASL di Latina, l’Ufficio Tutela e Valorizzazione del Mare e delle Coste della Regione Lazio e il Dott. Cristiano Cocumelli dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale  Lazio e   Toscana (IZSLT).

L’Istituto è impegnato nella sorveglianza degli spiaggiamenti di cetacei, con lo scopo di monitorare il fenomeno,  diagnosticare e approfondire lo studio delle patologie che possono colpire queste specie.
Un obiettivo che si realizza nella collaborazione delle diverse figure istituzionali che operano sul territorio, come nell’esempio di ieri.

Nella sezione Sanità e Benessere animale – Fauna selvatica, pubblichiamo gli aggiornamenti su episodi di mortalità di Cetacei a beneficio della corretta informazione per la stampa e i cittadini.

 

Spiaggiamenti di mammiferi marini nel Lazio e nella Toscana (2017-2019)

Relazione  delle attività svolte dall’IZS Lazio e Toscana nell’ambito degli spiaggiamenti di mammiferi marini lungo le coste del Lazio e della Toscana dal gennaio 2017 all’agosto 2019.

Nel documento i veterinari dell’Istituto impegnati nel monitoraggio e nella sorveglianza dello stato sanitario degli animali marini lungo le coste del Lazio e della Toscana (equipe della Dott.ssa Terracciano in Toscana e del Dott. Cristiano Cocumelli nel Lazio), riportano le attività e i risultati conseguiti in collaborazione con altri Enti e organizzazioni.

In questo arco di tempo si sono registrati 140 soggetti spiaggiati, con la prevalenza di Stenella coeruleoalba (n. 72) e Tursiops truncatus (n. 40).

 

Sugli animali spiaggiati, quando possibile e a seconda dei casi, sono stati eseguiti esami necroscopici, virologici, batteriologici, parassitologici, istologici e tossicologici.

 

Virus
La ricerca di agenti virali si concentra particolarmente sul Dolphin Morbillivirus (DMV) e sull’Herpesvirus. Il Morbillivirus è ampiamente riconosciuto come agente eziologico causa della morte di singoli animali o come responsabile negli eventi di mortalità nei Cetacei.
Meno si conosce dell’Herpesvirus il cui ruolo deve essere ancora approfondito.

Morbillivirus nel tessuto nervoso. In marrone virus all’interno del corpo delle cellule nervose (neuroni) e dei loro prolungamenti (dendriti)

La positività al Morbillivirus con la tecnica PCR  si attesta ad un valore di prevalenza del 36%

 

Batteri
Nell’ambito delle indagini  batteriologiche meritano una particolare menzione gli isolamenti di Photobacterium damselae subsp. Damselae, di Brucella ceti e  Listeria monocytogenes, questi ultimi due patogeni anche per l’uomo.

 

Parassiti
Tra le specie parassitarie riscontrate con maggiore frequenza spicca il  Pholeter gastrophylus.

 

La definizione delle cause di morte nei soggetti spiaggiati  è un processo complesso, che richiede la valutazione globale delle prove di laboratorio a supporto delle indagini necroscopiche.

Le fonti bibliografiche internazionali riportano che solo in una limitata percentuale, circa il 50%,  di casi è possibile definire la causa di morte.

 

Relazione completa