Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri
cane

Metti al sicuro il tuo cane d’estate – La leishmaniosi

La leishmaniosi canina è una malattia parassitaria sostenuta da Leishmania infantum e trasmessa al cane dai flebotomi o “pappataci”. Si presenta inizialmente in forma asintomatica o con sintomatologia aspecifica e, se non diagnosticata precocemente, può portare a scadimento delle condizioni generali del cane fino ad arrivare a insufficienza renale e morte.

flebotomo

I flebotomi sono piccoli insetti (1,5 – 3,5 mm) attivi esclusivamente nelle ore serali e notturne. In Italia sono presenti durante la stagione calda che generalmente corrisponde al periodo Giugno-Settembre al nord, Maggio-Ottobre al centro e Aprile-Novembre al sud.
Le terapie attualmente disponibili per curare i cani affetti da leishmaniosi non sempre sono in grado di eliminare completamente il parassita ma possono tenere sotto controllo l’infezione e indurre un miglioramento dello stato generale dell’animale. E’ quindi molto importante prevenire l’infezione con una serie di semplici accorgimenti finalizzati a ridurre il rischio che il cane venga punto dai flebotomi:

  • durante la notte fate dormire il vostro cane in casa utilizzando zanzariere a maglia fitta (1-2 mm) su porte e finestre;
  • limitate le sue passeggiate serali e notturne;
  • applicate sul vostro animale prodotti espressamente indicati per proteggerlo dai flebotomi. In commercio sono disponibili formulazioni spot-on, collari o spray e il loro meccanismo di azione può essere di diverso tipo, anche combinato:
    • anti-feeding, i flebotomi che si sono appoggiati sul cane si “irritano” e volano via prima di pungere;
    • insetticida, i flebotomi che si sono appoggiati sul cane muoiono entro 24-48 ore;
    • effetto repellente a distanza, il flebotomo non si avvicina.

Il trattamento antiparassitario andrà effettuato solo nel periodo di attività dei flebotomi e non per l’intero anno solare. La frequenza dei trattamenti dipenderà dalla durata dell’efficacia dichiarata nelle specifiche del prodotto, tenendo conto che bagni frequenti potranno diminuirne la durata.
Alcuni presidi antiparassitari utilizzati nel cane possono essere molto tossici per il gatto, attenzione quindi agli animali conviventi. Il vostro veterinario di fiducia saprà comunque consigliarvi il prodotto più adatto alle esigenze del vostro cane.

E’ importante sottolineare che la protezione antiparassitaria va effettuata su tutti i cani, sia sani che malati, si impedirà in tal modo che animali sani vengano punti e si infettino e che animali malati trasmettano il parassita attraverso la puntura del flebotomo.

Da qualche anno, sono inoltre disponibili sul mercato presidi immunizzanti atti a ridurre il rischio di sviluppare la malattia clinica in seguito all’infezione naturale da L. infantum e farmaci immunostimolanti. E’ importante sottolineare che i presidi immunizzanti non impediscono l’infezione e vanno quindi sempre associati ai trattamenti antiparassitari e agli accorgimenti sopra suggeriti. Consultare sempre il proprio veterinario di fiducia per valutare l’opportunità di ricorrere a un trattamento immunizzante.

Infine è doveroso specificare che nessuno di questi accorgimenti ha, da solo, una efficacia preventiva totale ma la loro contemporanea adozione è la migliore soluzione disponibile per proteggere al meglio il vostro amico a quattro zampe.

 

Che cos’è la leishmaniosi canina?

 

 

Messa a punto di saggi per la diagnosi in vita di Cimurro e caratterizzazione dei ceppi circolanti in Italia centrale – Ricerca corrente

Il virus del Cimurro (CDV) è una delle principali cause di patologie ad esito letale nei cani domestici e in altri animali selvatici sensibili, come i mustelidi, volpe, lupo e orso.

Attualmente la diagnosi nell’animale in vita si effettua usando test sierologici, i quali possono dare dei risultati di difficile interpretazione, soprattutto nei soggetti vaccinati ed in territori con infezione endemica.
Inoltre, questi metodi non danno informazioni sullo stato d’infezione del soggetto che attualmente si può stabilire solo su quelli deceduti.

La diagnosi diretta assume importanza ai fini del contenimento della diffusione: costituisce uno strumento valido per la gestione sanitaria dell’infezione, specialmente nel caso di più soggetti conviventi, e consente di conoscere quali sono i ceppi virali circolanti per poi confrontarli con quelli vaccinali attualmente in uso.

L’obiettivo del progetto di ricerca corrente dell’IZS Lazio e Toscana, finanziato dal Ministero della Salute,  è di definire le matrici idonee da prelevare nell’animale in vita e di individuare i metodi biomolecolari, rapidi e sensibili, per la diagnosi del Cimurro.

Inoltre, questi metodi consentono anche lo studio degli stipiti di CDV circolanti in Italia centrale per delineare un quadro epidemiologico, anche in relazione ad un corrispondente quadro istolesivo, che può costituire un indice di patogenicità diverso tra i ceppi virali, aspetto ancora in fase di studio.

Contatti:

Accettazione, refertazione e sportello dell’utente – IZS Lazio e Toscana
Claudia Eleni         tel. 06/79099468     e-mail claudia.eleni@izslt.it
Goffredo Grifoni   tel. 06/79099437   e-mail goffredo.grifoni@izslt.it

Diagnostica delle Malattie Virali e delle Leptospirosi – IZS Lazio e Toscana
Ida Ricci                 tel. 06/79099353     e-mail ida.ricci@izslt.it
Teresa Scicluna     tel. 06/79099315     e-mail teresa.scicluna@izslt.it

 

Registro tumori animali: strumento di monitoraggio e analisi nel campo dell’oncologia comparata uomo-animale – Al via il nuovo progetto

Il nuovo progetto dell’IZS Lazio e Toscana, partito il 1 febbraio 2018, si propone di raccogliere le neoplasie dei cani e dei gatti che vivono nel Lazio, a partire da quelli delle province di Roma, Latina e Viterbo.
Verrà così costituito un database strutturato, da utilizzare come base per analisi epidemiologiche e per studi di oncologia comparata.

La determinazione della popolazione canina e felina consentirà di stimare l’incidenza dei tumori nelle popolazioni di riferimento.

Importante la collaborazione dei colleghi veterinari per la realizzazione del progetto.

 

Cosa chiediamo e cosa offriamo ai colleghi veterinari

Invitiamo i colleghi, clinici o operanti in laboratori di diagnostica veterinaria, ad inviare campioni di sospette neoplasie di cani e di gatti, che vivono nelle province di Roma, Latina e Viterbo, ai nostri laboratori o in alternativa a rendere disponibili ed inviare al nostro Istituto gli esiti degli esami effettuati presso laboratori di loro fiducia corredati dalla scheda raccolta dati (Scheda tumori).

Siamo anche disponibili a recarci direttamente presso le strutture veterinarie qualora ci fossero resi disponibili i dati necessari alla compilazione.

I campioni di sospette neoplasie di cani e gatti saranno esaminati gratuitamente a condizione che pervengano corredati dalla scheda “Registro Tumori Animali” debitamente compilata in tutte le sue parti.

Oltre che in formato cartaceo la scheda è disponibile anche in formato elettronico sulla piattaforma SIEV (Sistema Informativo per l’Epidemiologia Veterinaria).
Pur non essendo obbligatoria questa modalità di compilazione ed invio è di gran lunga preferibile per la facilità di acquisizione, gestione e archiviazione dei dati e saremo grati a quanti volessero utilizzarla.
Saranno esaminate a titolo gratuito anche eventuali sospette lesioni tumorali rinvenute in corso di esami necroscopici.

I campioni, immersi in formalina al 4% all’interno di contenitori di sicurezza che potranno su richiesta essere forniti dall’IZSLT al prezzo di costo, dovranno pervenire presso una delle sedi dell’Istituto o presso altro punto di raccolta che potrà essere definito.

La tempistica di ritorno dei risultati di prova sarà quella degli analoghi campioni a pagamento e disponibile su piattaforma SIEV in tempo reale.

I dati utilizzati saranno trattati in forma anonima nel rispetto della normativa sulla privacy e resi disponibili in eventi o altra modalità di diffusione con cadenza periodica.

 

Cos’è il registro tumori animali

 Il registro tumori animali (RTA) è lo strumento di raccolta, archiviazione, analisi e interpretazione dei dati relativi ai soggetti affetti da neoplasia, in una determinata popolazione e territorio, anche essi conosciuti e definiti.

Fornisce dati sull’incidenza delle neoplasie analogamente a quanto avviene in oncologia umana, in cui il registro tumori (RTU) è fondamentale per l’implementazione dei piani di screening e di prevenzione.

 Porre la stessa attenzione alla salute dell’uomo e degli animali ed utilizzare gli stessi criteri per la raccolta ed elaborazione di dati, è il punto chiave dell’approccio One Health, per la salvaguardia di un’unica salute, applicabile anche in oncologia.

Gli animali che vivono a stretto contatto con l’uomo, soprattutto cani e gatti, condividono gli stessi fattori di rischio ambientali a cui è sottoposta la specie umana ed essendo caratterizzati da un ciclo vitale più breve rispetto all’uomo, possono costituire un sistema biologico di allarme precoce (“animali sentinelle”) nei confronti dell’insorgenza delle neoplasie spontanee, con particolare rilievo verso quelle ambiente-correlate.

La maggior parte dei casi di tumore spontaneo nel cane e nel gatto hanno manifestazioni cliniche e prognosi simili ed equivalente patogenesi dei casi riscontrati in umana.

Ad esempio, il carcinoma mammario nel cane e nel gatto è stato studiato come modello per la stadiazione (metodo per descrivere in maniera schematica quanto è grande un tumore e quanto si è esteso rispetto alla sede originale di sviluppo), prognosi (previsione sul decorso e sull’esito di un determinato quadro clinico) e terapia dell’analoga patologia nella donna.

Inoltre, riconosciuti determinanti di oncogenesi, quali l’esposizione a vernici e solventi, sono stati associati a carcinoma della vescica sia nel cane sia nei lavoratori del settore.

La disponibilità sullo stesso territorio di un RTU e di un RTA e la possibilità di interscambio di dati tra essi, apre nuove prospettive alla ricerca nel campo dell’oncologia comparata, con l’obiettivo di valutare una vasta gamma di rischi che legano uomo, animali ed ecosistema, capaci di incidere sulla comparsa delle neoplasie.

In Italia i RTA non sono una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale: se ne individuano ufficialmente sette attivi, distribuiti tra il nord e il sud Italia, operanti in ambiti territoriali limitati e coordinati dal Centro di Referenza di Oncologia Veterinaria e Comparata (CE.R.O.VE.C.)  della sezione di Genova dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta Genova.

 

Il RTA di Roma è attivo dal 2009, attraverso progetti di ricerca corrente dell’IZS Lazio e Toscana (IZSLT) nel campo oncologico e della epidemiologia ambientale, effettuati su aree pilota della provincia di Roma, grazie alla collaborazione tra il laboratorio di Anatomo-istopatologia dell’IZSLT, che da anni opera nel settore dell’oncologia animale e l’Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale, operativo sempre presso lo stesso Istituto.

Per approfondimenti