Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Antibioticoresistenza: la situazione in Italia (rapporto ISS)

Il quadro fornito dall’Istituto Superiore di Sanità con un  rapporto riferito al 2018 rileva che,  come pur in presenza di un “trend in leggero calo”, i valori dell’antibiotico resistenza il Italia restano oltre la media europea.

Un terzo del totale (10.000 su 30.000)  delle morti che avvengono nella UE per infezioni causate da batteri resistenti agli antimicrobici si verifica in Italia.

Le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli otto patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono dunque più alte  rispetto alla media europea.

L’Italia centrale è l’area con maggiore incidenza di casi segnalati, seguita dal Sud e dalle Isole e quindi  dal Nord.

I soggetti maggiormente coinvolti sono maschi, tra 60 e 79 anni, ospedalizzati  e, tra questi, la maggioranza si trova nei reparti di terapia intensiva.

Il patogeno più diffuso è Klebsiella pneumoniae.

Questo è  il quadro malgrado  gli sforzi notevoli messi in campo finora, come la promozione di un uso appropriato degli antibiotici e di interventi per il controllo delle infezioni nelle strutture di assistenza sanitaria.
In questo contesto, il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020 rappresenta un’occasione per migliorare e rendere più incisive le attività di contrasto del fenomeno a livello nazionale, regionale e locale”.

Rapporto completo dell’Istituto Superiore di Sanità



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