Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Ricerca scientifica. Pubblicazione: “Risk Assessment of Human Toxoplasmosis Associated with the Consumption of Pork Meat in Italy”

 (“Valutazione del rischio di contrarre toxoplasmosi attraverso il consumo di carne suina in Italia”)
Roberto Condoleo1, Laura Rinaldi2, Stefania Sette3 and Ziad Mezher1,
Risk Analysis, Vol. 38, No. 6, 2018, 1202-22 – Impact factor: 2.898
1 Istituto Zooprofilattico Sperimentale del  Lazio e Toscana, Roma, Italy; 2 Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, Università degli Studi di Napoli
“Federico II,” Napoli, Italy; 3 Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, Roma, Italy.

Abstract (traduzione dall’inglese a cura di Z. Mezher)

La toxoplasmosi è una malattia cosmopolita la quale presenta una vastissima gamma di ospiti tra i quali, oltre a diversi animali selvatici e domestici, l’uomo.

Quest’ultimo contrae l’infezione principalmente attraverso il consumo di alimenti contaminati e la carne di maiale è stata riconosciuta come una delle principali fonti di trasmissione.

Tuttavia esistono alcune differenze fondamentali tra i vari paesi, pertanto
il presente studio mira specificamente a valutare l’esposizione della popolazione italiana al Toxoplasma gondii attraverso l’ingestione di diverse tipologie di prodotti suini consumati abitualmente nonché stimare il numero annuo di infezioni in due sottogruppi della popolazione.
A tale scopo è stato realizzato un modello di valutazione quantitativa del rischio arricchito con nuovi elementi rispetto ad altre simili valutazioni del rischio al fine di migliorarne l’accuratezza.

Lo studio comprende un analisi della sensitività e due scenari alternativi con il rispettivo scopo di identificare i fattori che hanno il maggiore impatto sul rischio e simulare diverse condizioni plausibili.
Tra gli adulti il numero medio complessivo stimato di nuove infezioni per anno è stato 12513 per la popolazione adulta e 92 per le donne incinte.
Il modello di base ha mostrato che quasi tutte queste infezioni sono associate al consumo di tagli e preparati di carne fresca (il rischio medio di infezione varia tra 4,5 × 10-5 e 5,5 × 10-5) e solo una piccola percentuale è dovuta a salsicce stagionate/salami.
Al contrario, le carni salate (es. prosciutto crudo) sembrano rappresentare un rischio minore, ma sono necessarie ulteriori indagini per chiarire alcuni aspetti tuttora poco conosciuti.
Tra tutte le variabili considerate, la temperatura di cottura e la concentrazione dei bradizoiti nei muscoli hanno influenzato maggiormente il rischio.

Articolo completo in Open Access: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/risa.12934.



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