Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

La Melissopalinologia

Tra le diverse  tipologie di analisi condotte sui prodotti delle api da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana “M. Aleandri” viene eseguita anche l’analisi melissopalinologica sul miele, alimento che le api elaborano a partire dal nettare raccolto sui fiori.

 

Cosa è l’analisi melissopalinolologica, a cosa serve

 

Si tratta di un’analisi microscopica effettuata sul miele che permette di osservare quale polline è presente in esso e in che quantità; nel miele rimane infatti traccia del polline proveniente dai fiori visitati dalle api.

Il fine è quello di comprendere la sua ”origine botanica” (cioè dal nettare di quali fiori proviene e se ci troviamo di fronte ad un miele monoflora, millefiori o di melata) e la sua”origine geografica” (cioè da quale area geografica proviene).

Ciò permette in primo luogo di valorizzare il nostro campione anonimo di miele, che viene in questo modo caratterizzato individuando le essenze botaniche ed il paesaggio naturale di provenienza, responsabili della sua particolare composizione, contenuto pollinico, colore, odore e aroma.

L’esplorazione del miele con questo tipo di analisi ci permette anche di svelare eventuali false origini botaniche o geografiche indicate in etichetta (contraffazioni) oppure di sospettare eventuali aggiunte di zuccheri estranei nel miele (adulterazioni) se si osservano alcuni elementi microscopici di norma non contenuti in esso; ci permette di valutare il contenuto di lieviti (relazionato con la fermentazione) e di amido, la presenza di materiale cristallino (spesso associato con i mieli uniflorali).

Inoltre può rilevare eventuali contaminazioni del miele con covata, polvere, fuliggine, piccoli residui di animali infestanti, ecc., ottenendo così informazioni sulle condizioni di igiene durante la produzione, la smielatura e l’invasettamento.

 

L’analisi melissopalinologica effettuata dall’istituto è di tipo “qualitativo”: dopo centrifugazione di una soluzione di miele i granuli di polline e gli elementi indicatori di melata sono osservati, identificati e contati al microscopio su un vetrino.
Lo spettro pollinico che si ottiene viene interpretato tenendo conto dei tipi pollinici riscontrati, della loro quantità, delle loro associazioni e della quantità di indicatori di melata rinvenuti, confrontando questi risultati con le caratteristiche organolettiche e fisico chimiche del campione di miele in esame.

Espressione dei risultati:                                                                                             

Polline dominante >45%
Polline di accompagnamento 16-45%
Polline isolato importante 3-15%
polline isolato <3%

 L’esplorazione del miele con questo tipo di analisi ci permette anche di svelare eventuali false origini botaniche o geografiche indicate in etichetta (contraffazioni) oppure di sospettare eventuali aggiunte di zuccheri estranei nel miele (adulterazioni) se si osservano alcuni elementi microscopici di norma non contenuti in esso; ci permette di valutare il contenuto di lieviti (relazionato con la fermentazione) e di amido, la presenza di materiale cristallino (spesso associato con i mieli uniflorali).

Inoltre può rilevare l’eventuale contaminazione del miele con covata, polvere, fuliggine, piccoli residui di animali infestanti, ecc. ottenendo così informazioni sulle condizioni di igiene durante la produzione, la smielatura e l’invasettamento.

 Il laboratorio di Apicoltura, produzioni e patologie delle api  dal 2010 effettua  analisi melissopalinologiche per l’origine botanica su campioni di miele provenienti soprattutto dagli apiari di apicoltori professionisti ed hobbisti del Lazio e della Toscana, ma anche da altre regioni d’Italia e dall’estero.

Le analisi si effettuano nell’ambito di autocontrollo, controlli ufficiali, ricerche e progetti.

 

L’analisi melissopalinologica per l’origine geografica può essere effettuata anche sulla pappa reale per accertarne la provenienza italiana od estera.

L’identificazione botanica inoltre può essere eseguita sulle pallottole o sulle scorte di polline, con valutazione quantitativa del raccolto delle api.

 

 

Contatti

Giovanni Formato

mail: giovanni.formato@izslt.it

Apicoltura, produzioni e patologia delle api

Direzione Operativa Igiene delle produzioni e salute animale