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Influenza aviaria H9N2: monitorare per prevenire

27 Mar 2026

L’identificazione di un caso umano di virus influenzale aviario-H9N2 in una persona proveniente da un Paese extra-europeo non rappresenta un’emergenza sanitaria, ma costituisce un indicatore della potenziale capacità di intensa circolazione di questo sottotipo nella popolazione aviaria, in particolare in Asia e Africa occidentale.

H9N2 è un virus influenzale aviario a bassa patogenicità negli uccelli, in grado di causare generalmente sintomi lievi. Anche nell’uomo l’infezione si associa, nella maggior parte dei casi, a forme cliniche non gravi, con una virulenza significativamente inferiore rispetto ad altri sottotipi influenzali aviari come H5N1 o H7N9.

Dalla fine del secolo scorso sono stati registrati oltre 170 casi umani a livello globale, senza evidenze di trasmissione interumana. Sebbene il virus abbia sviluppato nel tempo una maggiore affinità per i recettori respiratori umani, non ha acquisito la capacità di diffondersi in modo efficiente da persona a persona. Fino ad ora, il contagio umano aviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti o materiali contaminati.

Sorveglianza e prevenzione

L’episodio evidenzia l’importanza di mantenere elevata l’attenzione sulla circolazione di virus di origine animale che possono compiere il salto di specie e rappresentare un potenziale rischio per la salute pubblica.

Monitorare significa prevenire. La capacità di individuare tempestivamente questi eventi e di attivare una rete integrata di laboratori rappresenta un elemento essenziale per la tutela della salute pubblica. È in questa prospettiva che si inserisce l’approccio One Health, che considera in modo integrato salute umana, animale e ambientale”, dichiara Stefano Palomba, Commissario Straordinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.

In questo contesto, risultano fondamentali il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza, in particolare nei Paesi a minori risorse per:

  • il monitoraggio continuo dell’evoluzione dei virus,
  • lo sviluppo di strumenti di prevenzione, tra cui vaccini e terapie

La risposta del Sistema Sanitario

In Italia, la gestione del caso ha evidenziato l’efficacia del sistema di sanità pubblica e della rete dei laboratori.

La Regione Lombardia ha dimostrato una elevata capacità diagnostica e organizzativa, il coordinamento con l’Istituto Superiore di Sanità ha consentito la condivisione e la conferma dei risultati a livello centrale in tempi rapidi.

In questo ambito, è fondamentale anche il ruolo dei Servizi Veterinaria e degli Istituti Zooprofilattici nelle attività previste dal Piano di Sorveglianza per l’Influenza Aviaria, per una risposta tempestiva nella gestione della circolazione di virus aviari, anche quelli potenzialmente zoonotici.

One Health: un approccio integrato

Il monitoraggio dei virus emergenti si inserisce nell’approccio One Health, che considera in modo integrato la salute umana, animale e ambientale.

Un modello che consente di affrontare in maniera efficace le sfide sanitarie contemporanee, rafforzando la capacità di prevenzione e risposta del sistema.

Redazione IZSLT In collaborazione con UOC Patologia Animale e Sanità Pubblica
26 marzo 2026