L’identificazione di un caso umano di virus influenzale aviario-H9N2 in una persona proveniente da un Paese extra-europeo non rappresenta un’emergenza sanitaria, ma costituisce un indicatore della potenziale capacità di intensa circolazione di questo sottotipo nella popolazione aviaria, in particolare in Asia e Africa occidentale.
H9N2 è un virus influenzale aviario a bassa patogenicità negli uccelli, in grado di causare generalmente sintomi lievi. Anche nell’uomo l’infezione si associa, nella maggior parte dei casi, a forme cliniche non gravi, con una virulenza significativamente inferiore rispetto ad altri sottotipi influenzali aviari come H5N1 o H7N9.
Dalla fine del secolo scorso sono stati registrati oltre 170 casi umani a livello globale, senza evidenze di trasmissione interumana. Sebbene il virus abbia sviluppato nel tempo una maggiore affinità per i recettori respiratori umani, non ha acquisito la capacità di diffondersi in modo efficiente da persona a persona. Fino ad ora, il contagio umano aviene tramite esposizione diretta al pollame infetto o ad ambienti o materiali contaminati.
L’episodio evidenzia l’importanza di mantenere elevata l’attenzione sulla circolazione di virus di origine animale che possono compiere il salto di specie e rappresentare un potenziale rischio per la salute pubblica.
“Monitorare significa prevenire. La capacità di individuare tempestivamente questi eventi e di attivare una rete integrata di laboratori rappresenta un elemento essenziale per la tutela della salute pubblica. È in questa prospettiva che si inserisce l’approccio One Health, che considera in modo integrato salute umana, animale e ambientale”, dichiara Stefano Palomba, Commissario Straordinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.
In questo contesto, risultano fondamentali il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza, in particolare nei Paesi a minori risorse per:
In Italia, la gestione del caso ha evidenziato l’efficacia del sistema di sanità pubblica e della rete dei laboratori.
La Regione Lombardia ha dimostrato una elevata capacità diagnostica e organizzativa, il coordinamento con l’Istituto Superiore di Sanità ha consentito la condivisione e la conferma dei risultati a livello centrale in tempi rapidi.
In questo ambito, è fondamentale anche il ruolo dei Servizi Veterinaria e degli Istituti Zooprofilattici nelle attività previste dal Piano di Sorveglianza per l’Influenza Aviaria, per una risposta tempestiva nella gestione della circolazione di virus aviari, anche quelli potenzialmente zoonotici.
Il monitoraggio dei virus emergenti si inserisce nell’approccio One Health, che considera in modo integrato la salute umana, animale e ambientale.
Un modello che consente di affrontare in maniera efficace le sfide sanitarie contemporanee, rafforzando la capacità di prevenzione e risposta del sistema.
Redazione IZSLT
In collaborazione con UOC Patologia Animale e Sanità Pubblica
26 marzo 2026