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Ebola: aggiornamento

30 May 2026

L’ultimo rapporto dell’OMS aggiorna il quadro epidemiologico distinguendo i casi confermati mediante test diagnostici da quelli sospetti. Ne emerge una situazione ancora poco chiara.

In totale sono stati segnalati 906 casi sospetti, di cui 223 deceduti (circa il 25%), e 134 casi confermati, dei quali 18 deceduti (13%). Il fatto che il tasso di letalità risulti superiore tra i casi sospetti fa ipotizzare che i casi confermati siano più recenti e che molti pazienti si trovino ancora nella fase attiva della malattia.

La stragrande maggioranza dei casi continua a essere concentrata nella Repubblica Democratica del Congo, in particolare nelle province dell’Ituri, del Nord Kivu e del Sud Kivu, mentre in Uganda sarebbero stati identificati complessivamente 9 casi. In meno di una settimana sono stati segnalati 49 nuovi casi confermati e 160 casi sospetti.

La curva epidemica, riportata per i soli casi confermati e basata sulla data di segnalazione (e non sulla data di comparsa dei sintomi o di diagnosi), non mostra al momento un trend definito. L’interpretazione dell’andamento epidemiologico risulta pertanto molto complessa e non consente di stabilire con certezza se la rapidissima crescita dei casi descritta la scorsa settimana dalla rivista Nature sia effettivamente confermata.

A prescindere dall’andamento numerico, la situazione nelle province orientali della RDC, già gravate da scontri armati, tensioni locali e carenza di strutture di isolamento, rimane particolarmente allarmante e fonte di forte preoccupazione.

Un ulteriore elemento di perplessità deriva dalla notizia, rilanciata da diversi organi di stampa, che parla della “prima guarigione” di una persona affetta da Ebola, senza specificare se tale esito – fortunatamente né unico né raro, considerato che la letalità della malattia, pur molto elevata, non si avvicina al 100% – sia attribuibile all’impiego di uno specifico farmaco o di anticorpi monoclonali.

Infine, il rischio di diffusione al di fuori dell’area attualmente colpita rimane basso. È quindi indispensabile mantenere alta l’attenzione e adottare tutte le precauzioni necessarie, ma al momento gli sforzi devono concentrarsi soprattutto sul contenimento dell’epidemia nei Paesi interessati, per evitare che la situazione nella regione possa ulteriormente aggravarsi e sfuggire al controllo.