In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, l'Istituto presenta i risultati del suo programma di medicina rigenerativa attivo dal 2006 e oggi applicato a cani, gatti ed equini, con importanti ricadute per la salute umana e, dal 2019, con attività di produzione e vendita per l’impiego clinico veterinario.
Nel mondo esistono oltre 7.000 malattie rare conosciute. Colpiscono circa il 6-8% della popolazione globale, eppure per la grande maggioranza di esse non esiste ancora una terapia specifica. La ricerca scientifica è lo strumento più potente per cambiare questa realtà.
In questa giornata dedicata alla consapevolezza e alla solidarietà, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana racconta un percorso di ricerca che unisce medicina veterinaria e medicina umana attraverso l’approccio One Health e l’applicazione delle tecnologie di medicina rigenerativa come leva per accelerare diagnosi, sviluppo di terapie e accesso a nuove opzioni di cura.
«Investire nella medicina rigenerativa, dichiara il Commissario Straordinario dell’IZS Lazio e Toscana, Dr. Stefano Palomba, significa rafforzare il ruolo della sanità pubblica veterinaria come componente strutturale della salute globale. Il nostro Istituto lavora per costruire un ponte concreto tra ricerca veterinaria e medicina umana, sviluppando modelli clinici innovativi che generano conoscenza trasferibile e nuove prospettive terapeutiche. One Health, per noi, è una strategia operativa e una responsabilità istituzionale.»
Presso la UOC Patologia Animale e Sanità Pubblica, il Laboratorio Substrati Cellulari e Medicina Rigenerativa dell’IZS Lazio e Toscana opera dal 2006 nello sviluppo e nella preparazione di cellule staminali mesenchimali ed emocomponenti per applicazioni cliniche veterinarie, consolidando dal 2019 anche un’attività strutturata di produzione e vendita per l’utilizzo in ambito clinico veterinario.
Le cellule staminali sono cellule “jolly” dell’organismo: hanno la capacità di differenziarsi in diversi tipi di tessuto e di contribuire alla riparazione dei danni biologici. Per queste caratteristiche rappresentano uno degli ambiti più promettenti nella ricerca sulle malattie rare, neurodegenerative e oncologiche.
L’IZS Lazio e Toscana ha sviluppato un programma di medicina rigenerativa che applica queste tecnologie in ambito veterinario, studiandone efficacia e sicurezza in modelli clinici spontanei, animali che si ammalano naturalmente, come accade agli esseri umani, per generare evidenze più vicine alla realtà clinica e più facilmente trasferibili.
Patologie muscoloscheletriche (cani, gatti ed equini)
L’area muscoloscheletrica include artrosi, tendinopatie e lesioni legamentose, condizioni spesso croniche e dolorose che compromettono mobilità e qualità di vita. Nei diversi modelli clinici spontanei (cani, gatti ed equini), le terapie rigenerative hanno mostrato riduzione dell’infiammazione e del dolore, miglioramento funzionale e supporto ai processi riparativi, aprendo prospettive utili anche per forme severe e rare che interessano ossa, cartilagini e tessuti connettivi nell’uomo.
Tumori cerebrali (gliomi)
I gliomi nei cani sono biologicamente simili a quelli umani e rappresentano uno dei modelli spontanei più rilevanti per la ricerca neurologica e oncologica traslazionale. Nella cura dei gliomi e di altri tumori, l’impiego di cellule staminali non rappresenta ancora una terapia “standard”, ma un approccio sperimentale e promettente. In particolare, le cellule staminali entrano in gioco soprattutto in studi preclinici e trial clinici come “vettori” biologici, capaci di veicolare farmaci, geni o virus oncolitici direttamente verso il tumore (ad esempio cellule staminali neurali ingegnerizzate), con l’obiettivo di aumentare la precisione del trattamento e ridurre gli effetti indesiderati. Queste evidenze alimentano nuove prospettive anche per la ricerca oncologica umana, in piena ottica One Health.
Rigenerazione del tessuto mammario dopo mastite
Un ulteriore filone di ricerca riguarda la rigenerazione del tessuto mammario in pecore a seguito di mastite, patologia che può determinare danni tissutali significativi. I risultati ottenuti supportano lo sviluppo di strategie rigenerative mirate al recupero della funzionalità del tessuto e costituiscono una base sperimentale per valutazioni traslazionali, con l’obiettivo di aprire, in prospettiva, percorsi di applicazione anche in medicina umana.
L’approccio One Health riconosce che la salute umana, animale e ambientale è profondamente interconnessa. Studiare patologie spontanee negli animali non è solo scientificamente valido: è anche più etico rispetto ai modelli indotti artificialmente, perché consente di migliorare il benessere dell’animale e, al tempo stesso, di generare conoscenza trasferibile all’uomo.
In particolare, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare richiama l’urgenza di rafforzare reti di ricerca, collaborazione clinica e accesso all’innovazione, perché la rarità non diventi isolamento. In ottica One Health, questa attenzione può estendersi progressivamente anche alle malattie rare negli animali, favorendo riconoscimento precoce, raccolta sistematica di dati e sviluppo di terapie che migliorino la salute e il benessere animale e, al contempo, alimentino evidenze utili per l’uomo.
In questa Giornata Mondiale delle Malattie Rare riaffermiamo una convinzione: la ricerca non deve avere confini di specie. Ogni scoperta accanto a un animale malato può diventare speranza per un essere umano in attesa di cura. E ogni strumento scientifico che sviluppiamo — dalle cellule staminali alle terapie rigenerative — appartiene al patrimonio comune della medicina.
Perché la scienza più coraggiosa è quella che guarda lontano, senza lasciare indietro nessuno.
Per ulteriori informazioni sul programma di ricerca in medicina rigenerativa dell'IZS Lazio e Toscana, contatta: UOC Patologia Animale e Sanità Pubblica - Laboratorio Substrati Cellulari e Medicina Rigenerativa: cellule.staminali@izslt.it - katia.barbaro@izslt.it