Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Piombo

caratteristiche generali

Il piombo è un metallo pesante che può rendersi responsabile di contaminazione ambientale e consequenzialmente trasferirsi nella catena alimentare causando fenomeni di tossicità acuta e cronica in soggetti che si alimentano con cibi contaminati. La presenza del piombo negli ecosistemi varia a seconda dell’area geografica considerata; la sua diffusione è minore nelle zone rurali rispetto a quelle
urbane ed è comunque condizionata dalla presenza di eventuali fonti di emissione, dalla composizione del terreno e dalla presenza di inquinamento atmosferico. Soltanto una piccola quantità di piombo è presente nell’ambiente per cause naturali: la maggior parte deriva da fenomeni d’inquinamento originati da varie attività umane quali la produzione metallurgica e metalmeccanica, la produzione di vernici e smalti per ceramiche, la fabbricazione di leghe metalliche, la produzione di sostanze metallorganiche, l’inquinamento dei mezzi di trasporto a combustione. L’esposizione dell’uomo non si limita solamente ai cibi ma si va a sommare alla possibile contaminazione procurata da vari oggetti contenenti piombo in quantità non ammesse (p. es. condutture in piombo, tinture per capelli, ceramiche, contenitori per il vino, ecc..)

epidemiologia

Il piombo presente nell’ambiente tende a defluire nel suolo attraverso corsi d’acqua, precipitazioni atmosferiche e reti idriche di varia natura. Dato che le piante tendono ad assorbire tale la sostanza dal terreno, possono manifestarsi già in queste fasi effetti dannosi sulle produzioni agricole. Il piombo infatti compromette alcune reazioni biochimiche indispensabili per il metabolismo vegetale, incidendo sulle colture. Gli erbivori sono tra gli animali maggiormente esposti dato che, assumendo vegetali contaminati, accumulano in vari organi (soprattutto ossa) il metallo, con la possibilità che si manifestino degli effetti tossici. La vicinanza ai pascoli di corsi d’acqua inquinati da scarichi industriali o di vie di comunicazione stradale, è una condizione molto frequente che incide notevolmente sull’entità dell’esposizione degli animali. Nell’ambiente acquatico il piombo viene bioconcentrato da tutta la fauna presente, ma le quantità maggiori si ritrovano soprattutto nei crostacei e molluschi. L’uomo può subire gli effetti negativi del piombo cibandosi di alimenti derivati da animali o vegetali contaminati. Gli alimenti di origine animale sono meno contaminati rispetto a quelli di origine vegetale: tuttavia questi ultimi vengono solitamente lavati o sbucciati prima del consumo e quindi viene eliminata una parte di piombo depositata sulla superficie. La gamma di alimenti che possono essere fonte di contaminazione è estremamente varia, ma sono sicuramente più a rischio prodotti nei quali il tossico tende a concentrarsi con maggiore facilità quali fegato, molluschi, crostacei. Bisogna inoltre considerare che alcuni contenitori in latta utilizzati per la produzione di conserve, se non prodotti a norma, possono rilasciare nel tempo piccole quantità di piombo che quindi si accumulano nel prodotto.

sintomi

Il piombo che si ritrova negli alimenti è sottoforma di sali ed ossidi e di conseguenza viene assorbito soltanto in piccola parte dall’uomo (fino al 10%). La tossicità causata dal piombo può essere acuta e cronica. Le forme acute di intossicazione sono rare e si caratterizzano per sintomi a carico dell’apparato gastro-enterico (nausea, vomito, diarrea), emopoietico (anemia) e nervoso (convulsioni). I fenomeni di tossicità cronica si manifestano principalmente attraverso una forma anemica. Questa è causata dal danno diretto generato dal tossico nei confronti dei globuli rossi circolanti nonché dalla sua azione deleteria a carico dell’attività emopoietica del midollo osseo. Sono possibili anche effetti tossici a carico delsistema nervoso (ipercinesia, aggressività, deterioramento mentale, paralisi) e danni a livello renale. Tutte le classi di persone sono sensibili all’azione dannosa del piombo, tuttavia i soggetti giovani e il feto di donne gravide sembrano essere maggiormente recettivi e possono presentare disturbi dello sviluppo nervoso e ridotte capacità di apprendimento.

diagnosi

La diagnosi su base dei sintomi risulta difficoltosa e può essere solamente orientativa. E’ indispensabile l’ausilio di esami di laboratorio in modo da rilevare i livelli di piombo presenti nel sangue e nelle urine.

prevenzione, controllo e terapia

Ai fini della prevenzione risulta fondamentale la riduzione delle fonti di emissione di piombo. E’ quindi necessario preservare l’ambiente attraverso una corretta gestione dei rifiuti industriali e una diminuzione degli scarichi inquinanti contenenti il tossico. Nonostante siano ormai utilizzate benzine senza piombo, dovrebbe essere evitata la presenza di produttori primari di alimenti in prossimità di grossi centri di viabilità o zone industriali, in modo da sfavorire possibili contaminazioni delle derrate alimentari. L’Unione Europea ha previsto specifici limiti riguardo la quantità di piombo presente in alcuni alimenti a rischio quali le carni, frattaglie, il latte, i molluschi, crostacei, alcune specie di pesce e alcune tipologie di vegetali. Gli Stati Membri sono obbligati ad eseguire controlli sulle derrate alimentari commercializzate sul loro territorio in modo da poter verificare l’effettiva assenza di concentrazioni pericolose nei cibi. Questo avviene soprattutto attraverso l’applicazione di piani di campionamento specifici che vengono creati sulla base della realtà produttiva del territorio. La presenza del piombo negli alimenti è impossibile da rilevare senza l’esecuzione di esami di laboratorio e non è possibile effettuare alcun trattamento durante la preparazione dei cibi per favorire l’allontanamento del tossico eventualmente presente. La terapia si basa sulla somministrazione tempestiva di sostanze dette chelanti, le quali permettono un’eliminazione del tossico più efficace e diminuiscono la sua azione nociva nell’organismo.