Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Parassitosi da Diphyllobothrium latum

Diphyllobothrium latum è un cestode parassita dell’intestino tenue dell’uomo e degli animali, in grado di raggiungere da adulto, dimensioni pari a 20 metri.

L’organismo dei cestodi, rivestito da una struttura detta cuticola, piatto e di forma simile ad un nastro, è distinto in una testa (scolice), un collo ed un corpo (strobilo), costituito a sua volta dalle proglottidi contenenti ciascuna un apparato genitale maschile e femminile. Diphiloobotrium latum infatti, è un parassita ermafrodita di conseguenza un solo verme ha in sé gli organi copulatori dei due sessi.

Lo scolice di questo cestode non ha uncini ma è caratterizzato dalla presenza di due solchi longitudinali, detti botri, che gli consentono l’ancoraggio alle superfici; le proglottidi invece, hanno forma quadrata ed un poro genitale dal quale fuoriescono le uova di colore giallastro. Queste raggiungono l’ambiente esterno attraverso le feci dell’ospite e si schiudono nell’acqua liberando il parassita. QuandoDiphyllobothrium latum viene  ingerito da un crostaceo copepode matura nella forma larvale detta di primo stadio, infestiva per i lucci, le trote ed il pesce persico nei quali  il cestode, attraversando la barriera intestinale, va a localizzarsi a livello viscerale o nelle masse muscolari.

Il ciclo biologico si completa quando il pesce crudo o poco cotto contenete le larve vive e vitali, viene ingerito da un ospite definitivo (ad esempio uomo, gatto). Nell’ intestino di quet’ultimo il parassita sviluppa nella forma adulta.

epidemiologia

L’infestazione da Diphyllobothrium latum è più diffusa nelle regioni del mondo dove è frequente l’impiego di preparazioni culinarie a base di pesce di acqua dolce crudo o poco cotto.

sintomi

La presenza del parassita adulto nell’intestino dell’uomo di solito non dà luogo a sintomi tuttavia a volte  possono comparire disturbi aspecifici a carico del tubo digerente. Quando si localizza in un preciso tratto dell’intestino ovvero nel digiuno, può provocare carente assorbimento di vitamina B12 (acido folico) il quale a sua volta è responsabile della comparsa di una forma di anemia detta perniciosa.

Questo quadro morboso si rende manifesto con maggiore frequenza nella popolazione finlandese a causa di una predisposizione genetica all’ anemia perniciosa.

diagnosi

La diagnosi di sospetto si basa sull’osservazione dell’eventuale sintomatologia (anemia perniciosa) e sul riscontro della sua comparsa in soggetti che hanno ingerito pesce a rischio, crudo o poco cotto. Tuttavia poichè queste indicazioni sono aspecifiche e nella maggior parte dei casi non si presenta una sintomatologia evidente, per la diagnosi di certezza, si  ricorre all’impiego dell’esame coprologico  che consente l’individuazione delle uova del parassita.

prevenzione, controllo e terapia

Le misure di igiene ambientale volte a prevenire o limitare la diffusione e sopravvivenza del parassita nell’acqua sono alla base della prevenzione e del controllo della malattia.

E’ necessario di conseguenza :

  • Evitare di alimentarsi con pesci quali trote, lucci o pesce persico crudi o poco cotti;
  • Evitare la contaminazione con liquami dei  bacini idrici e nel caso non sia possibile non alimentarsi con i pesci pescati in tali zone;
  • Evitare di alimentare gli animali con pesce crudo di acqua dolce;

Una volta contratta la malattia la terapia consiste nella somministrazione di farmaci attivi contro il parassita quali praziquantel e niclosamide.

frequenza

Diphyllobothrium latum è molto diffuso nel Nord America, in Russia, ed in Scandinavia. In Italia si rinviene nelle regioni settentrionali.