Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

La Cucina Etnica

La cucina etnica prevede l’utilizzo dei prodotti alimentari tipici di paesi e culture diversi dalla propria.

Il mercato dei prodotti alimentari con connotazioni etniche si divide in:

  • prodotti di base per consumatori stranieri;
  • prodotti per consumatori italiani, influenzati da quelli originalmente etnici.

Questo è distribuito in due segmenti: quello della ristorazione e quello della vendita al dettaglio della GDO (Grande Distribuzione Organizzata).

Il consumo di cibi etnici confezionati ed offerti dalla GDO occupa tuttora una parte marginale e i fattori che ne limitano lo sviluppo sono sostanzialmente tre:

  • per il consumatore italiano, la limitata padronanza della preparazione culinaria delle specialità estere;
  • per l’ospite, l’elevato prezzo delle referenze presenti nel dettaglio alimentare;
  • forte concorrenza della ricchissima tradizione gastronomica italiana.

Si tratta tuttavia di un settore in forte crescita, favorito dall’aumento della presenza di stranieri in Italia, dal  processo di “contaminazione e simbiosi” fra le differenti tradizioni gastronomiche e dal proliferare dei ristoranti etnici.

Tra i prodotti etnici più venduti al dettaglio primeggiano i prodotti della gastronomia messicana (46%), seguiti da quelli orientali (30%) e da quelli della cucina americana (22%).

Tra gli alimenti provenienti dal Messico troviamo nachos, tacos, tortillas, chili con carne, dulce de leche, alfajores; dall’Oriente invece provengono: riso cinese, siamese, prodotti a base di soja (germogli, salsa, spaghetti, involtini ecc.), spaghetti di riso, crackers di riso, salsa wasabi, cialde gamberetti; dal Medio Oriente: cous-cous, hummus, kebab, salsa sarissa; dai Balcani: cevapcici (carne macinata), feta greca, halal, vini romeni, pierofy.

Nella GDO i cibi etnici più conosciuti e richiesti (cous-cous, paella, salsa di soja, snack messicani, ecc.) sono già stati estromessi dallo scaffale etnico e vengono esposti insieme a quelli nazionali.

E’ comunque soprattutto la ristorazione commerciale, così come confermato da dati statistici, a determinare l’aumento della conoscenza della cucina straniera tra tutte le fasce di consumatori.Attualmente i ristoranti etnici rappresentano 8% sul totale e tra questi i cinesi dominano, seguiti da giapponesi, indiani e africani.

L’Italia, come altre nazioni, è sottoposta ad un crescente e continuo flusso di immigrazione da paesi diversi e ciò introduce nuovi elementi di tradizione gastronomica che man mano che si integrano con quelli già presenti determinano una graduale modifica della cultura alimentare. Bisogna però distinguere tra la gastronomia etnica, caratterizzata da un compromesso fra la preservazione della cucina originaria e la sua accettazione da parte di un consumatore indigeno curioso ma ancora cauto, e la ristorazione professionale, che cerca di preservare integralmente le caratteristiche dell’alimento originale senza tuttavia violare le aspettative e i palati del consumatore ospitante.