Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

I cibi Halal

Halal è una parola araba e significa “lecito” o “permesso”, il cui contrario è il termine Haram che vuol dire “proibito”. Halal e Haram sono termini universali, applicabili a tutte le sfaccettature della vita musulmana: il comportamento, l’abbigliamento, la condotta e le norme in materia di alimentazione. Secondo l’Islam è permesso e lecito tutto ciò che non viene espressamente proibito da un precetto rivelato, la qual cosa rende necessario il rispetto di quei pochi divieti esplicitamente riconosciuti dalla religione islamica, tra cui le norme alimentari.

Distinzioni

Per meglio comprendere l’atteggiamento dei musulmani nei confronti dei cibi, è bene distinguere tra:

  • Dhabihah Halal: la filosofia più rigida che possa essere applicata, secondo la quale sono proibiti tutti i cibi espressamente vietati dai precetti e tutte le carni non macellate secondo il rito tradizionale;
  • Halal “Bismillah”di tipo I: convinzione di alcuni credenti, per cui basti recitare una data formula (“In nome di Dio Clemente Misericordioso”) per rendere “lecita” una carne anche non macellata secondo i riti;
  • Halal “Bismillah” di tipo II: la filosofia meno rigida in assoluto, per cui la recitazione della formula è sufficiente per rendere “lecita” qualsiasi sostanza, sia essa proibita o meno dai precetti.

I cibi proibiti (Muharramat)

Gli alimenti che vengono considerati assolutamente “illeciti” sono:

  • la carne ed il sangue del maiale: la carne suina viene assolutamente e strettamente proibita dal Corano, precetto che i musulmani condividono con gli ebrei (anch’essi soggetti ad una normativa inerente al cibo, il Kasherut). Tale divieto ha diverse spiegazioni, sia religiose che igienico-sanitarie. Prima di tutto il maiale è poco adatto a vivere in ambienti secchi come quello del Medio Oriente, il che ne rende meno frequente la presenza nei Paesi islamici; inoltre è un animale onnivoro, per cui allo stato brado può essere dannoso per le coltivazioni o, se allevato, è strettamente correlato con la vita sedentaria con la quale è proibito per i musulmani identificarsi. Per quanto riguarda le motivazioni igienico-sanitarie, per molti musulmani la sporcizia della carne del maiale deriva dal suo cibarsi di escrementi e da una presunta deficienza nel sistema di filtraggio, che non permetterebbe la completa espulsione delle urine, inquinandone le carni e aumentando il rischio di agenti patogeni al loro interno. Rimane comunque la motivazione più importante, ovvero l’espresso divieto nel Corano, la “volontà di Colui che è Benedetto e Glorioso”;
  • gli alcolici, le droghe e il tabacco:elementi tossici per l’organismo, in grado di comprometterne salute e buon funzionamento. Essendo obiettivo del buon musulmano la ricerca di un piacere moderato e del benessere, viene proibita la ricerca del piacere estremo e fine a sé stesso;
  • la carne degli animali predatori, di quelli  selvatici e dei rapaci;
  • la carne di animali non macellati secondo i riti islamici: nonostante in questo caso il divieto non sia assoluto, è fortemente raccomandato il consumo di carni rientranti nella macellazione Halal;
  • la carne di animali morti di morte naturale, quelli morti per soffocamento, per caduta e per colpi di corna (dovendo essere gli animali vivi e sani prima dell’uccisione rituale).

La macellazione Halal

Secondo il Corano, numerosi accorgimenti devono esser presi per eseguire una perfetta macellazione islamica, che renda possibile l’alimentazione con la carne animale. Innanzitutto l’animale non deve essere assolutamente stordito prima di venire ucciso (come previsto dalla normativa vigente per tutti gli altri casi ad esclusione delle macellazioni religiose) e l’uccisione avviene tramite sgozzatura con un coltello molto affilato (utilizzato, come il resto degli utensili, solo per animali Halal), recidendo trachea ed esofago, evitando invece di recidere la colonna vertebrale. Il taglio che provoca l’uccisione deve essere continuo e cessare solo con il sopraggiungere della morte dell’animale per completo dissanguamento: è concesso un solo taglio, una sola occasione per uccidere l’animale; nel caso in cui il taglio risulti imperfetto, l’animale non viene più considerato adatto e non può esser consumato.

L’animale deve esser rivolto verso la Mecca e la macellazione, proprio per la difficoltà e l’attenzione che richiede, deve esser eseguita da un musulmano adulto, sano di mente e a conoscenza di tutti i precetti e le regole per la macellazione Halal.

Anche gli ambienti, gli utensili e il personale devono essere Halal, quindi separati e lontani dalla macellazione non Halal, per consentire la macellazione di carni che possano esser consumate solo da musulmani puri, senza commettere peccato.

La notizia. A Roma- città già particolarmente attenta all’offerta multietnica, con negozi specializzati nella vendita di alimenti provenienti da tutto il mondo, macellerie specializzate nella vendita di carne Kasher e Halal- è stato inaugurato il 6 febbraio 2010, presso un negozio della grande distribuzione, il primo reparto Islamic Corner per la vendita di carne Halal, suscitando polemiche e proteste da parte degli animalisti. L’indignazione di quanti hanno inviato e-mail e lettere di protesta all’Ufficio Stampa della ditta e di quanti hanno partecipato alla manifestazione davanti la sede dell’Ipermercato, è dovuta  al fatto che l’uccisione degli animali non è preceduta dallo stordimento ed avviene solo tramite sgozzamento e dissanguamento, metodo considerato barbarico, pari alla tortura. La risposta dei responsabili del negozio sottolinea l’imprescindibile condizione che è stata posta ai clienti musulmani ovvero ”dichiarare conforme al rito islamico la procedura di stordimento preventivo che è stata posta come requisito essenziale dai responsabili dell’ipermercato”, accordo di cui, però, il presidente dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus, dichiara di non aver ricevuto copia. Per quanto riguarda il rispetto degli standard di certificazione sanitaria, la ditta assicura  che “la carne segue tutti gli standard di qualità della filiera, con la sola aggiunta di una certificazione religiosa che ne permette il consumo anche ai consumatori di religione musulmana”.

E’ utile ricordare che, nonostante la pressione delle associazioni per la protezione degli animali, il Consiglio dell’Unione Europea ha emanato nel 2009 un regolamento (Regulation 1099/2009 24 Sett.2009 on the protection of animals at the time of killing) che, entrando in vigore nel 2013, abrogherà la Direttiva 93/119/CE del 22 dicembre 1993 relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento. Nella nuova normativa viene posta maggiore attenzione al benessere animale in fase di macellazione. Ad esempio agli operatori verrà chiesto di valutare l’efficienza dei loro sistemi di stordimento e gli animali storditi dovranno essere regolarmente monitorati per assicurare che non recuperino coscienza prima della macellazione. Ogni mattatoio dovrà, inoltre, designare un Responsabile del Benessere Animale. Nel nuovo regolamento è comunque mantenuta inalterata la disposizione già presente nella Direttiva 93/119/CE , secondo la quale gli Stati Membri possono concedere una deroga all’obbligo di stordire previamente gli animali sottoposti ai metodi di macellazione richiesti da determinati riti religiosi. In questo modo è stata ribadita l’importanza di tenere in considerazione le esigenze particolari di certi riti religiosi.

Per saperne di più: