Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

I Calicivirus

Caratteristiche generali

Calicivirus sono virus di piccole dimensioni (circa 27-35 nm) privi di envelope contenentigenoma (RNA) a singolo filamento a polarità positiva.

In base alle proprietà biologiche ed all’ analisi filogenetica dell’RNA, essi sono stati divisi in quattro generi di cui 2 sono di pertinenza veterinaria (Vesivirus e Lagovirus) mentre i restanti (Norovirus e Sapovirus ), sono agenti eziologici di gastroenterite umana.

Norovirus (NV) (precedentemente conosciuti come Norwalk-Like Viruses o come Small Round Structured Viruses ) differiscono dai Sapovirus (SV) (denominati in passato Sapporo-Like Viruses (SLV) o “typical caliciviruses”) per alcuni aspetti epidemiologici. Infatti, mentre i NV causano malattia in soggetti di tutte le età, i SV colpiscono prevalentemente giovani e bambini.

epidemiologia

Calicivirus umani hanno una distribuzione ubiquitaria e le infezioni si verificano maggiormente nei mesi freddi. I focolai epidemici di malattia si hanno per trasmissione diretta da soggetto malato a sano, ed indiretta, mediante contaminazione dell’ambiente, dell’ acqua o del cibo.

La trasmissione delle particelle virali avviene tramite l’acqua, gli alimenti e l’aerosol. L’infezione avviene prevalentemente per via oro-fecale ma a causa del vomito i virioni possono localizzarsi anche nei primi tratti dell’apparato respiratorio dove diffondono nell’ambiente e vengono inalati dai soggetti sani.

Il contagio per mezzo dell’ingestione di cibo inquinato rappresenta un’importante modalità di propagazione dei Calicivirus. In tal senso la contaminazione fecale dei bacini idrici rappresenta un elemento cruciale. Non a caso episodi di malattia sono stati provocati dall’assunzione di molluschi eduli lamellibranchi ed in particolare di ostriche che, a causa della loro attitudine a filtrare l’acqua di mare, concentrano le particelle virali in essa presenti trasmettendole all’uomo. Anche le pietanze (per esempio vegetali e frutta) entrate a contatto con acqua inquinata risultano importanti veicoli di diffusione dei virus. Inoltre la manipolazione degli alimenti ad opera di personale infetto può determinare la contaminazione degli stessi.

sintomi

Le infezioni da Calicivirus sono generalmente lievi ed autolimitanti. La malattia esordisce rapidamente , solitamente dopo 24-48 ore dal contagio ed ha durata breve (in media 2-3 giorni). La maggior parte dei pazienti presenta diarrea, crampi addominali, nausea, dolori muscolari. Soprattutto negli adulti può manifestarsi vomito compulsivo.

diagnosi

La diagnosi delle calicivirosi, al contrario di quanto accade per altre malattie virali, si avvale esclusivamente di metodi diretti volti cioè ad identificare il patogeno, o parti di esso, nei campioni.

Non esistono linee cellulari sulle quali sia possibile coltivare il virus di conseguenza l’osservazione al microscopio elettronico rimane uno  dei mezzi d’elezione per la diagnosi. La bassa sensibilità di tale metodica può essere aumentata attraverso tecniche di immunomicroscopia.

Esistono inoltre, mezzi immunoenzimatici per l’identificazione di alcuni Calicivirus i quali, in virtù della loro stretta specificità, non consentono di identificare la maggior parte  dei ceppi implicati negli episodi di malattia. Al contrario la PCR , amplificando il genoma virale, non presenta questo problema e risulta estremamente sensibile; per tale ragione viene comunemente usate a scopo diagnostico e di ricerca.

prevenzione, controllo e terapia

Attualmente non sono disponibili metodi specifici per la profilassi ed il controllo delle calicivirosi. Non esistono infatti terapie vaccinali preventive, sebbene siano in fase di sperimentazione dei ceppi immunogeni. Un efficace e frequente lavaggio delle mani ed eventualmente l’impiego di oggetto monouso possono limitare la diffusione del virus unitamente alla disinfezione del materiale a rischio (ipoclorito alla concentrazione di 10mg/L). Una particolare attenzione nella manipolazione del cibo, dell’acqua potabile e delle piscine potrebbe limitare gli episodi di malattia in cui sono implicate queste vie di trasmissione. Inoltre la cottura degli alimenti e la bollitura dell’acqua risultano metodi efficaci nell’inattivazione del virus.

frequenza

Norovirus  presentano diffusione mondiale e nei paesi industrializzati sono i maggiori responsabili di gastroenterite virale acuta. E’ stato stimato che in queste aree causano l’80%degli episodi di malattia a carico dell’apparato digerente determinando epidemie che coinvolgono tutte le classi di età, soprattutto in comunità numerose come gli ospedali, le scuole, le case per anziani e gli asili infantili. Dati epidemiologici raccolti nell’ambito del progetto “Foodborne viruses in Europe” hanno accertato che in Europa, la maggior parte delle epidemie è causata da un singolo genotipo di NV, il GII-4.

Le infezioni si presentano durante tutto l’anno con un andamento stagionale in rapido cambiamento. Sebbene infatti siano state classificate a lungo come “malattie invernali da vomito” poiché più frequenti durante i mesi freddi dell’anno un recente studio condotto nel Regno Unito, ha evidenziato un aumento dei casi di gastroenteriti da NV durante i mesi primaverili ed estivi . Tale differenza sembra essere dovuta alla diffusione di un nuova variante del genogruppo GII-4 che oltre ad avere il picco epidemico nei mesi caldi, sembra possedere un potere di virulenza superiore ai ceppi precedentemente circolanti in Europa.

L’immunità conferita è di breve durata e scarsamente cross-protettiva tra un ceppo e l’altro per cui sono probabili nel corso della vita reinfezioni  Inoltre, il 50% dei casi di malattia è riconducibile ad infezioni secondarie nelle quali la trasmissione avviene da persona a persona.

Negli Stati Uniti più del 50% delle gastroenteriti trasmesse dagli alimenti sembra dipendere da NV mentre in Olanda la percentuale sale all’80%, con oltre il 50% dei casi nei reparti di neonatologia. In Inghilterra e nel Galles tra il 1992 e il 1994 le malattie trasmesse da NV hanno rappresentato il 27% di tutte le malattie gastrointestinali sottoposte a sorveglianza. In Finlandia il 56% delle epidemie alimentari confermate, sono dovute a NV che assieme ai SV sembrano avere un ruolo paritetico rispetto ai Rotavirus nel contesto delle gastroenteriti virali infantili.

Uno studio condotto in Italia ha evidenziato la presenza di Norovirus in campioni di mitili rilevando che l’assunzione di molluschi crudi rappresenta nel sud della nostra nazione, il principale fattore di rischio per la malattia.

Altre ricerche hanno dimostrato inoltre, che i NoV  possono essere agenti eziologici della cosiddetta “diarrea dei viaggiatori” (TD), malattia multifattoriale determinata da batteri,virus e parassiti. In alcuni episodi di TD resistenti agli antibiotici, i NoV sono stati  isolati  da soli e con frequenza maggiore in soggetti al disopra dei 5 anni di età.