Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Gli Astrovirus

Caratteristiche generali

Gli Astrovirus, identificati per la prima volta nel 1975 in campioni di feci raccolti durante un’epidemia di dissenteria in un reparto di neonatologia inglese, sono piccoli virus ad RNA a simmetria icosaedrica, sprovvisti dienvelope, il cui nome è riconducibile alla caratteristica forma stellata che alcune particelle virali possiedono quando osservate al microscopio elettronico.

Il genere Astrovirus, incluso nella famiglia Astroviridae, comprende 14 differenti specie delle quali 7 sono responsabili della comparsa di malattia nell’uomo.

Le particelle virali resistono  al trattamento con acidi (pH3), al cloroformio e ad alcuni alcoli (propanolo e butanolo), mentre vengono distrutte dall’esposizione a temperature di 60°C per 10 minuti e a ripetuti scongelamenti.

epidemiologia

I bambini di età inferiore ai 5 anni risultano essere i più sensibili alle gastroenteriti daAstrovirus.

La trasmissione avviene per via orofecale. Il contagio  diretto fra soggetto sano ed infetto rappresenta la modalità di diffusione del virus più comune sebbene, a causa dell’elevata resistenza dello stesso nell’ambiente esterno, sia possibile una trasmissione indiretta tramite oggetti contaminati.

L’acqua ed il cibo rappresentano un’importante veicolo delle particelle virali. A tal proposito un’indagine condotta negli USA ha messo in evidenza che ogni anno si verificano 39.000 casi di gastroenterite da Astrovirus a trasmissione alimentare.

sintomi

Il periodo di incubazione della malattia è solitamente breve (24-72 ore). La gastroenterite da Astrovirus esordisce rapidamente ed è caratterizzata da diarrea acquosa della durata di 2-3 giorni sebbene in alcuni casi la dissenteria possa presentarsi anche per 7-14 giorni. Altre manifestazioni cliniche associate sono febbre, nausea, vomito e cefalea. Nei soggetti immunodepressi o con patologie pregresse a carico dell’apparato digerente, la malattia è più severa ed i sintomi si protraggono anche per 128 giorni.

In talune circostanze le gastroenteriti da Astrovirus sono associate ad infezioni miste a carico di altri patogeni; non è ancora chiaro il reale significato clinico di tale evenienza in quanto solo raramente essa si accompagna all’ intensificarsi del quadro sintomatologico.

diagnosi

La diagnosi di sospetto della malattia tiene in considerazione il breve periodo di incubazione, la comparsa rapida dei sintomi e l’età del paziente affetto. Affinché venga emessa una diagnosi di certezza si esegue un’esame coprologico. Attualmente sono disponibili diverse metodiche per l’identificazione degli Astrovirus nelle feci dei pazienti, ciascuna dotata di differente sensibilità. In passato l’unico mezzo diagnostico disponibile era l’osservazione dei campioni al microscopio elettronico, la quale però presenta alcuni problemi relativi all’alto titolo virale necessario (106-107 particelle infettanti/g) ed alla possibilità della comparsa di falsi negativi per inappropriata manipolazione o trattamento delle feci in esame. Poiché inoltre il virus cresce difficilmente sulle colture cellulari, il suo isolamento non è agevole.

Le tecniche immunoenzimatiche sono più affidabili e di facile impiego. Anche la PCR viene utilizzata per la diagnosi di malattia.

prevenzione, controllo e terapia

La trasmissione delle gastroenteriti da Astrovirus si verifica soprattutto per via orofecale di conseguenza la prevenzione deve vertere sui seguenti punti:

  • Evitare di entrare in contatto con escrementi umani o all’evenienza indossare guanti maneggiando materiale infetto o lavarsi accuratamente le mani. Queste pratiche andrebbero potenziate nelle comunità più a rischio quali asili, scuole per l’infanzia ecc.;
  • Evitare possibili contaminazioni fecali di acqua e cibo e trattare gli stessi con l’impiego di alte temperature (per esempio bollitura);
  • Disinfettare accuratamente i materiali e le superfici eventualmente contaminate, impiegando metanolo al 90%.

Gli operatori dell’industria alimentare dovrebbero tener presente inoltre, che l’eliminazione del virus con le feci si protrae per alcuni giorni dopo la remissione della sintomatologia clinica.

Sebbene non siano ancora state completamente chiarite le indicazioni per il suo impiego e le procedure da mettere in atto, una profilassi passiva con immunoglobuline può essere d’ausilio nel caso di pazienti con immunodeficienze gravi per i quali un trattamento sintomatico potrebbe rivelarsi inefficace.

Non è disponibile allo stato attuale delle conoscenze, un vaccino efficace nel prevenire le gastroenteriti da Astrovirus.

Non esiste una terapia specifica per le gastroenteriti da Astrovirus. Di solito le infezioni non richiedono alcun trattamento. Talvolta può essere utile somministrare farmaci per diminuire l’intensità dei sintomi e le eventuali complicazioni. In alcuni casi può rendersi necessaria l’ospedalizzazione del pazienti.

frequenza

La prevalenza della malattia varia considerevolmente in funzione della popolazione presa in esame e del metodo utilizzato con valori che oscillano da un minimo del  4.2% ad un massimo del 68%.I sierotipi 1 , 3 e 5 sono i più comuni nel mondo. Nelle regioni temperate sono presenti picchi epidemici nei mesi invernali, mentre nella fascia equatoriale si presentano nella stagione delle piogge.

In passato esami condotti su campioni di feci prelevati da giovani pazienti con diarrea ed osservati al microscopio elettronico, indicavano per gli Astrovirus un’ incidenza del 4% mentre gli Adenovirus erano considerati la seconda causa più comune di gastroenterite nei bambini. Lo sviluppo di tecniche diagnostiche quali l’ELISA (Enzyme linked immunoassay) e la RT-PCR (riverse transcriptase polymerase chain reaction) ha consentito di valutare la reale portata delle malattia da Astrovirus. Questi ultimi sono oggi considerati, dopo i Rotavirus,  la seconda causa nel mondo di gastroenterite virale infantile.

Uno studio condotto in Italia ha indagato l’incidenza degli Astrovirus nelle diarree nosocomiali rivelando che il 5% dei bambini di età compresa fra i 0 ed i 4 anni con gastroenterite non batterica era positivo a questi agenti eziologici e che la frequenza era maggiore nei soggetti di un anno.