Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Gli Adenovirus

Caratteristiche generali

Gli Adenovirus umani (AD) scoperti nel 1953 da Rowe e collaboratori nel tessuto adenoidale, sono virus a DNA icosaedrici, sprovvisti di envelope, di medie dimensioni (90-100 nm), distinti in due gruppi :

  1.  “non coltivabili” o “enterici”  (EAd);
  2. “coltivabili” o “non enterici” (NEAd) . Questi ultimi sono comunque isolati in campioni di feci e possono essere causa di gastroenterite in età pediatrica.

Gli EAd ed i NEAd sono virus resistenti nell’ambiente esterno; sopravvivono infatti se esposti all’azione di diverse sostanze chimiche e di numerosi agenti fisici. Sulla base della reazione di emoagglutinazione i 51sierotipi di Adenovirus umani identificati, sono stati  classificati in 6 subgeneri  indicati con le lettere dalla A alla F. Alcuni fra questi infettano esclusivamente il tratto intestinale, spesso senza provocare sintomi, mentre altri causano malattie solo a carico dell’apparato respiratorio e dell’occhio (FAFC e MAR).

L’importanza degli Adenovirus nelle determinismo delle malattie virali a trasmissione alimentare è stata a lungo messa in discussione; gli infettivologi hanno in seguito dimostrato la capacità di alcuni AD (in particolare i  sierotipi 40 e 41) di infettare l’apparato digerente e la loro responsabilità nella comparsa di numerose epidemie di gastroenterite in età pediatrica.

epidemiologia

I bambini al di sotto dei 2 anni sono i più sensibili alle malattie da Adenovirus tipo 40 e 41.  I soggetti di età inferiore ai 12 mesi sono colpiti frequentemente dal sierotipo 40 mentre il sierotipo 41 è coinvolto in episodi di malattia che interessano pazienti di età superiore ai 28 mesi.

Le modalità di trasmissione degli Adenovirus variano notevolmente in funzione del tipo considerato, tuttavia è noto che il contatto diretto (soprattutto tramite areosol) ed il contagio per via oro-fecale, anche attraverso gli alimenti e l’acqua, sono elementi cruciali nell’epidemiologia della malattia.

Per alcuni sierotipi lo spettro delle manifestazioni cliniche associate all’infezione cambia in funzione della via di trasmissione. E’ noto ad esempio che l’Adenovirustipo 7 determina forme patologiche gravi se inalato e quadri di malattia lieve se la penetrazione avviene per via orale

Alcuni AD possono permanere in forma latente nelle adenoidi, nelle tonsille ed in altri organi linfoidi del soggetto infetto; da queste tessuti, in seguito al verificarsi di condizioni favorevoli, possono nuovamente diffondere nell’organismo e riattivarsi.

Considerando l’importanza assunta dal contatto diretto fra soggetto sano ed infetto nella diffusione dei virus, si comprende il frequente riscontro della patologia nei luoghi ad alta densità di bambini quali ricoveri ed asili.

sintomi

Le affezioni gastrointestinali determinate dagli AD tipo 40 e 41 hanno un tempo di incubazionedi 7-8 giorni al termine del quale, nei bambini al di sotto dei 2 anni di età, compare diarrea persistente associata a sintomi di malessere generale, febbre e vomito. Il quadro clinico, nei casi più gravi, può persistere per 8-14 giorni ed eventualmente evolvere in intussuscessione, disidratazione e morte.

Nei giovani e negli adulti la malattia si presenta in forma lieve o asintomatica.

diagnosi

Per diagnosticare un’ infezione da Adenovirus possono essere utilizzati diversi metodi fra i quali la determinazione degli antigeni virali tramite tests di laboratorio, la PCR e l’isolamento incoltura cellulare delle particelle infettanti. Si possono inoltre impiegare la reazione diemoagglutinazione e la sieroneutralizzazione. L’ELISA e l’agglutinazione al lattice consentono di differenziare i sierotipi 40 e 41.

Gli AD vengono eliminati per lungo tempo dal paziente di conseguenza la presenza dei virus non è necessariamente associata al riscontro dei sintomi di malattia.

prevenzione, controllo e terapia

Poiché gli Adenovirus sono stabili nell’ambiente esterno e replicano nell’intestino dei pazienti ad alto titolo, tutte le pratiche di disinfezione accurata dei luoghi e delle attrezzature risultano cruciali nella prevenzione della malattia. Inoltre essendo la via oro-fecale fondamentale per la trasmissione dei patogeni, è necessario:

  • Evitare di entrare in contatto con escrementi umani o all’evenienza, indossare guanti maneggiando materiale infetto o lavarsi accuratamente le mani. Queste pratiche andrebbero potenziate nelle comunità più a rischio quali asili, scuole per l’infanzia ecc.;
  • Evitare possibili contaminazioni fecali di acqua e cibo e trattare gli stessi con l’impiego di alte temperature (per esempio bollitura);
  • Disinfettare accuratamente i materiali e le superfici eventualmente contaminate, impiegando metanolo al 90%.

Non esiste un trattamento specifico delle adenovirosi gastrointestinali. Di solito le infezioni non richiedono alcuna terapia. Talvolta può essere necessario somministrare farmaci per diminuire l’intensità dei sintomi e le eventuali complicazioni.

Non sono disponibili vaccini protettivi nei confronti dei sierotipi 40 e 41.

frequenza

Negli adulti i sierotipi  1, 2, 5, e 6 sono endemici e possiedono caratteristiche epidemiologiche alquanto differenti. E’ stato accertato che i sierotipi 1, 2 e 5 provocano epidemie acute e limitate di malattia respiratoria o enterica durante i primi mesi o anni di vita.

In comparazione con i Rotavirus, gli Ad non hanno carattere stagionale, sebbene ci sia un lieve aumento dell’incidenza in inverno soprattutto per le forme respiratorie. I sierotipi 40 e 41 mostrano invece un andamento differente con picchi epidemici nei mesi più caldi.

Gli Adenovirus presentano distribuzione mondiale, hanno prevalenza comparabile nei paesi industrializzati ed in via di sviluppo e sono causa del 5 -10% delle malattie febbrili nei bambini. Studi epidemiologici in diversi paesi industrializzati hanno dimostrato che  gli EAd sono la seconda causa di gastroenterite virale nei bambini e nei giovani; la quota di positivi in casi di diarrea sporadica ed acuta, varia dall’1.1% al 12.0%. I soggetti  asintomatici sono circa il 2% del totale.

Nel corso di alcune indagini epidemiologiche condotte in Europa, Stati Uniti ed Australia gliAdenovirus sono stati riscontrati nell’1-7,9% dei campioni esaminati; nel 20% dei casi è stato identificato il subgenere Tipo F.

Uno studio condotto in Spagna  fra il 1997 ed il 1999 in pazienti immunodepressi ha rivelato la positività agli Ad del 2% dei soggetti analizzati.