Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Giardiosi

La giardiosi è un’infezione causata da Giardia intestinalis, protozooflagellato parassita degli animali domestici (cane, gatto), selvatici  (per esempio castori) e dell’uomo. Il genere Giardia deve il suo nome allo studioso Alfred Mathieu Giard (1846-1908) tassonomista alla Sorbona di Parigi. Descritto per la prima volta nel 1681 , viene considerato nel 1979 dal WHO un agente di zoonosi. Attualmente si ascrivono a tale genere 5 specie fra le quali solo  Giardia intestinalis (denominata anche Giardia duodenalis o lamblia) è in grado di infettare uomo ed animali mediante unciclo biologico articolato in due distinti stadi: una forma cistica ed unaforma vegetativa (trofozoita).

La forma cistica rappresenta un mezzo di resistenza per Giardia ed è l’unica ad essere infettante. Di morfologia ovale, è costituita da un involucro contenete 2 parassiti (denominati trofozoiti) che, dopo ingestione da parte  degli ospiti, per l’azione del succo gastrico e degli enzimi pancreatici, si liberano a livello duodenale.

Le forme vegetative sono contenute negli involucri cistici ed una volta fuoriuscite nel duodeno, si fissano alle cellule intestinali ed iniziano la moltiplicazione. Successivamente i trofozoiti prodotti con la replicazione, iniziano a sintetizzare sostanze filamentose che avvolgendoli andranno a costituire la parete della futura ciste. Quest’ ultima verrà eliminata all’esterno con le feci.

epidemiologia

La trasmissione della giardiosi avviene per via oro-fecale tramite ingestione del parassita per contatto diretto fra soggetto sano ed infetto (uomo-animale; uomo-uomo) ed anche mediante alimenti o acqua contaminati dalle cisti. Il cibo può veicolare Giardia intestinalis in conseguenza della manipolazione da parte di personale infetto o perché inquinato da acqua o altro materiale contenente il  parassita.

Tutte le pietanze sono potenzialmente pericolose.

L’uomo costituisce il principale serbatoio del protozoo. Sebbene il numero di casi risulti limitato, è stata documentata anche una trasmissione zoonotica ovvero dagli animali all’ uomo. Numerosi mammiferi domestici e selvatici possono infatti albergare il parassita.

Risultano particolarmente a rischio di infezione  i soggetti malnutriti, i bambini di età inferiore ai 5 anni, gli omosessuali (per pratiche sessuali oro-anali), gli individui immunocompromessi (HIV) e affetti da ipocloridria (ad esempio per interventi di gastrectomia). Nei paesi industrializzati sono state descritte ripetute epidemie di giardiosi in comunità chiuse, asili e scuole ovvero in situazioni in cui sia facilitato il contatto fra soggetti sani ed infetti.

sintomi

Nella maggior parte dei soggetti infettati la malattia non si manifesta. Altre volte invece, può dare adito solo ad occasionali episodi diarroici di modesta entità. Gli individui che presentano questi quadri patologici vengono definiti portatori asintomatici e rappresentano un serbatoio nascosto dell’infezione potendo diffondere nell’ambiente il parassita.

Nei pazienti a rischio e nei viaggiatori e turisti che albergano in zone a forte impatto della malattia (endemia), Giardia intestinalis determina diarrea protratta inizialmente liquida e successivamente poltacea, grassa e maleodorante, talora con presenza di muco ma non di sangue, malessere generale, nausea, anoressia, meteorismo, dimagrimento e malassorbimento dei principi nutritivi. Nella maggior parte dei soggetti immunocompetenti dopo 2-4 settimane, la sintomatologia tende a risolversi spontaneamente (autolimitante);  talora invece i sintomi intestinali possono ricomparire ad intermittenza  evolvendo nella cosiddetta “sindrome del colon irritabile post-infettiva”.

Nei pazienti in età pediatrica ed immunocompromessi si può avere un’evoluzione cronica caratterizzata da forte diarrea grassa, dimagrimento imponente e talvolta fenomeni allergici. In queste circostanze la prognosi può essere sfavorevole poiché la guarigione è difficile ed i trattamenti possono non risolvere l’infezione.

diagnosi

La diagnosi di sospetto si basa sull’osservazione della sintomatologia (diarrea protratta per 10-14 giorni, diminuzione del peso corporeo, sindrome da malassorbimento) e sul riscontro della sua comparsa in soggetti a rischio (ad esempio viaggiatori in zone in cui la malattia è endemica). Essendo però queste indicazioni poco specifiche per la diagnosi di certezza si  ricorre all’impiego di test di laboratorio. In particolare l’analisi delle feci consente l’individuazione del parassita.

In alcune circostanze inoltre,  può essere necessario eseguire un esame endoscopico che consenta di visualizzare lo stato della mucosa duodenale ed il materiale presente nel lume intestinale.

prevenzione, controllo e terapia

Le misure di igiene ambientale volte a prevenire o limitare la diffusione e sopravvivenza del parassita sono alla base della prevenzione e del controllo della malattia.

E’ buona norma :

  • Evitare di entrare in contatto con escrementi umani ed animali o all’evenienza, indossare guanti maneggiando materiale infetto (pannolini,  animali, deiezioni animali, terreno) o lavarsi accuratamente le mani. Queste pratiche andrebbero potenziate nelle comunità più a rischio quali asili, scuole ecc.
  • Lavare bene verdure e frutta
  • Evitare di bere o nuotare in acqua contaminata da escrementi. Utilizzare acqua in bottiglia, distillata o bollita nelle zone in cui sia nota una contaminazione dei bacini idrici con feci animali o umane o nelle quali la malattia sia endemica.
  • Evitare in queste stesse aree di consumare bevande non imbottigliate o sigillate e di aggiungere ghiaccio alle stesse.

La terapia della Giardiosi consta nell’utilizzo di farmaci (per esempio i derivati nitroimidazolici) attivi contro il parassita .

frequenza

La giardiosi è l’infezione intestinale sostenuta da protozoi più diffusa nel mondo. La prevalenza della malattia varia tra il 2-5% nei paesi industrializzati ed il 20-50% nelle zone tropicali in via di sviluppo.

Giardia intestinalis è causa riconosciuta del 5% degli episodi di diarrea del viaggiatore anche se sono state segnalate percentuali di infezione molto superiori (20-30%) nell’ex Unione Sovietica ed in particolare nella città di San Pietroburgo.