Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Campylobacter

caratteristiche generali

La campylobacteriosi è una malattia alimentare sostenuta daCampylobacter, un batterio gram negativo che ha il suo optimum di crescita intorno ai 42-43 C°. Le tossinfezioni da Campylobacter sono notevolmente aumentate negli ultimi anni tanto da divenire, in alcuni paesi, l’agente patogeno alimentare più comune dopo Salmonella. I suoi meccanismi d’azione e le sue modalità di diffusione non sono ancora completamente noti e sono perciò frutto di un’intensa attività di ricerca. Esistono numerose specie di Campylobacter tuttavia soltanto alcune sembrano causare eventi tossinfettivi nell’uomo. Le specie maggiormente rilevate sono infatti C. jejuni, seguita dal C. coli e dal C.lari.

epidemiologia

La fonte principale di diffusione di Campylobacter è rappresentata da numerose specie serbatoio che pur ospitando il batterio a livello intestinale, non manifestano i sintomi clinici della malattia, ma loeliminano attraverso le deiezioni. Le specie animali che presentano la maggiore prevalenza di Campylobacter sono le avicole seguite da quella suina e da quella bovina. Anche gli animali da compagnia (cani, gatti, uccelli) possono essere portatori del patogeno e quindi divenire fonte di contaminazione. L’uomo contrae la campylobacteriosi attraverso l’ingestione di cibi, consumati crudi  o poco cotti, contaminati dal batterio durante le fasi di produzione dell’alimento.

Gli alimenti più a rischio, perché maggiormente soggetti alla contaminazione sono:

  • le carni non adeguatamente cotte (soprattutto le carni avicole)
  • il latte non trattato termicamente
  • i frutti di mare consumati crudi.

sintomi

periodo di incubazione di Campylobacter varia dai 3 ai 5 giorni, quindi leggermente più lungo di altri agenti patogeni del tratto intestinale. Il sintomi sono principalmente di tipo gastroenterico e comprendono:

  • febbre
  • brividi
  • vertigine
  • cefalea
  • crampi addominali
  • diarrea acuta

I sintomi persistono per circa una settimana e generalmente la malattia si risolve spontaneamente anche se è frequente il ricorso a cure mediche. E’ oramai riconosciuto che un enterite da C. jejunipuo’ essere uno dei fattori scatenatati della Sindrome di Guillain-Barre’ (GBS). Questa è unaneuropatia-immunomediata a bassa prevalenza che si caratterizza per “un’aggressione” del sistema immunitario ai nervi periferici. La malattia sviluppata si contraddistingue per un’improvvisa paralisi acuta (tetraplegia) talvolta accompagnata da compromissione delle funzioni respiratorie. Nelle forme non gravi e se sono fornite cure mediche adeguate, si può assistere successivamente ad un lento recupero delle funzioni motorie e sensitive.

diagnosi

La diagnosi solo sulla base della sintomatologia risulta difficile dato che è sovrapponibile a quella causata da numerosi agenti tossinfettivi. E’ quindi indispensabile l’ausilio di tecniche di laboratorio quali l’isolamento del germe attraverso terreni colturali selettivi a partire dall’alimento contaminato o da feci dei soggetti malati. L’identificazione di specie viene effettuata solitamente mediante l’utilizzo di test biochimici o di metodiche biomolecolari. Vengono tuttavia utilizzate anche tecniche quali lafagotipizzazione o l’elettroforesi in campo pulsato (PGFE).

prevenzione, controllo e terapia 

L’importanza di Campylobacter quale agente di tossinfezione sta dando forte impulso alla creazione, a livello europeo, di appositi sistemi di monitoraggio e sorveglianza in modo da conoscere l’epidemiologia di tale microrganismo e valutarne la prevalenza durante tutte le  fasi della filiera produttiva.Una corretta manipolazione degli alimenti a livello domestico puo’ garantire una maggiore sicurezza nei confronti di quegli alimenti che sono considerati a rischio. E’ infatti sempre bene fare attenzione durante le fasi di preparazione dei cibi, dato che il cibo non è ancora cotto, adottando le misure d’igiene di base.  Una buona cottura delle carni, specialmente quelle di pollame, è sufficiente per garantire l’inattivazione del germe. Il trattamento in caso di malattia prevede una fluidoterapia in modo da ristabilire l’equilibrio elettrolitico e reidratare il soggetto che puo’ risultare debilitato a causa delle frequenti scariche diarroiche. Viene poi prescritta una cura antibiotica specifica, soprattutto nei casi piu’ gravi, in modo da  eliminare il germe e prevenire eventuali recidive.