Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Osservatorio di Siena; l’intervista a Massimo Mari e Ziad Mezher

Intervista a Massimo Mari (Dirigente veterinario responsabile della UOT Toscana Nord) e Ziad Mezher (Dirigente veterinario presso la sede di Siena, UOT Toscana Sud)

Come è nato l ‘Osservatorio Epidemiologico di Siena?

Massimo Mari: Per me l’Epidemiologia è stata una scoperta abbastanza casuale avvenuta a metà degli anni ‘90; fino ad allora coltivavo la mia grande passione per l’informatica producendo piccoli programmi di accettazione e refertazione, che poi mi servivano per il mio lavoro di microbiologia degli alimenti e di diagnostica in Sezione di Siena.

Da lì è nato un piccolo pacchetto di programmi che sono stati utilizzati anche a Firenze ed ad Arezzo fino alla nascita del primo SIL*. Trovandomi a lavorare a stretto contatto con Giancarlo Ferrari, allora epidemiologo dell’Istituto, ho capito che quei dati che raccoglievo con i miei programmi avevano grandi potenzialità ed incoraggiato da Giancarlo ho iniziato il mio percorso formativo in Epidemiologia, culminato con l’ottenimento nel 2004 del Master di II Livello in Epidemiologia Applicata rilasciato dall’ISS e dall’Università di Tor Vergata.

Da subito, sempre insieme al Dr. Ferrari abbiamo iniziato a lavorare con la Regione Toscana, dove immediatamente è stata capita l’importanza di avere a disposizione un centro di raccolta e diffusione di dati sanitari.
In particolare, il legame con la Regione si è approfondito quando il Dr. Andrea Leto, attuale nostro Direttore Sanitario, è stato chiamato a coordinare i Servizi Veterinari Regionali.

 Dalla nascita al riconoscimento formale, quale è stato il Percorso dell’Osservatorio?

Massimo Mari: pur non essendo formalmente riconosciuto dalla Regione, anche se spesso menzionato in Atti formali dalla stessa, l’Osservatorio di Siena è stato inserito sin dal 2001 all’interno dell’Organizzazione dell’IZS Lazio e Toscana.
L’allora Direttore Generale Nazareno Renzo Brizioli inserì tra le Strutture Semplici di alta Specializzazione della Sezione di Siena il Laboratorio di Epidemiologia, dotandolo tra l’altro di personale (un informatico).

Nel frattempo l’Osservatorio stava iniziando a lavorare per la Regione, creando tra le altre cose un programma informatico per gestire le notifiche obbligatorie delle malattie infettive, rimasto in uso alle ASL fino alla messa in funzione del Sistema Nazionale SIMAN.
Numerose sono state le consulenze a Regione ed ASL su piani sanitari, nonché è stata curata la trasmissione di flussi informativi verso la Regione, il Ministero e le ASL.
Da menzionare l’attività costante di formazione ed informazione su tematiche epidemiologiche che è stata molto apprezzata dai colleghi dei Servizi Territoriali delle ASL, radicando ancora di più l’Osservatorio nell’intera Toscana.

Prospettive di attività dell’Osservatorio nel prossimo futuro?

Ziad Mezher:

Le prospettive sono tante e s’inseriscono nell’ambito della “mission” dell’Osservatorio che trova nel recente atto regionale il riconoscimento formale del suo ruolo come organo di supporto tecnico e professionale all’innumerevole attività in Sanità pubblica veterinaria.

Il potenziamento di tutto il sistema regionale di prevenzione in un’ottica “one health” è ormai più che mai necessario. Il gatto con il lyssavirus, la brucellosi negli allevamenti suini sono soltanto alcuni esempi recenti di interazioni tra ambiente – animale – uomo e ci insegnano a non abbassare mai la guardia. La vigilanza deve essere mantenuta elevata anche per quelle malattie che potrebbero avere un impatto economico non indifferente sul comparto zootecnico come la peste suina africana. In quest’ottica assume un’importanza prioritaria anche la sorveglianza epidemiologica su tutta la fauna selvatica, in particolare sugli ungulati selvatici, ampiamente diffusi su tutto il territorio regionale, al fine di definire con maggiore chiarezza il loro ruolo nella trasmissione delle malattie infettive e delle zoonosi. Infine supportare l’autorità regionale nell’incessante obiettivo di migliorare e rafforzare lo status sanitario di tutto il patrimonio zootecnico regionale attraverso l’ottenimento di nuove qualifiche sanitarie (vedi per esempio la recente approvazione del piano di controllo finalizzato all’eradicazione della malattia di Aujeszky) a favore di tutte le aziende e gli stakeholders.

un  ultimo pensiero :

non posso che esprimere la mia gratitudine e il mio contento per questa opportunità, frutto dell’esperienza maturata presso l’Osservatorio Epidemiologico di Roma, che porterò avanti con passione e dedizione.

Massimo Mari:

il riconoscimento formale è la base per proseguire e migliorare le già numerose attività: l’innesto di forze fresche non può che essere positivo per il futuro. Le sfide da affrontare sono tante, ad esempio l’approccio “One Health” ai problemi sanitari è sicuramente una delle principali. E sono certo che l’Osservatorio di Siena non si farà trovare impreparato,

un ultimo pensiero:

la mia vita, e non solo quella professionale, mi ha portato verso nuove sfide, ma il mio cuore resta e resterà sempre quello di un giovane veterinario che ha trovato nell’Epidemiologia la sua motivazione di carriera ed ha cercato sempre di fare qualcosa di buono all’interno della Sanità Pubblica Veterinaria della Regione dove presta tuttora servizio.
E finché sarò in servizio dare un minimo aiuto al mio piccolo grande Osservatorio, sempreché richiesto, sarà un grande onore per me. Infine al Dr. Mezher dico di volergli bene; verrà sicuramente ripagato e gratificato.

Nota per il lettore:

*Sistema informativo dei Laboratori

 


Vai alla news:

Individuazione dell’Osservatorio Epidemiologico in Sanità Pubblica Veterinaria della Regione Toscana