Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

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La Leishmaniosi canina

E’ trasmessa da un insetto (Phlebotomus spp), meglio noto come pappatacio, a specie recettive quali cane e uomo. L’infezione avviene durante le ore notturne del periodo di attività del vettore e precisamente da maggio a ottobre. pappatacio

Normalmente si trasmette solo attraverso la puntura del pappatacio. In sostanza, il ciclo è questo. L’insetto punge il cane infetto e da esso assume la leishmania. All’interno dell’insetto questo parassita compie una trasformazione e da una forma che si definisce amastigote muta in una forma infettante definita promastigote. Dopo questa trasformazione, il pappatacio, pungendo un altro cane o un uomo, può trasmettere la malattia

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Nel cane la malattia rappresenta un importante problema sanitario poichè il tipo di risposta immunitaria non è sempre in grado di proteggerlo dalla evoluzione della malattia stessa, inoltre, al momento non si dispone né di un vaccino efficace, né di una terapia risolutiva. Il periodo di incubazione (periodo che intercorre dall’infezione alla comparsa dei sintomi) è molto variabile andando da 1 mese fino ad un anno ed oltre.
La sintomatologia è inizialmente aspecifica e nel complesso molto varia: anemia, febbre, spossatezza, dimagramento progressivo a cui seguono lesioni della cute e della mucose. In assenza di una diagnosi tempestiva e di una terapia specifica, il quadro clinico si aggrava potendo condurre a morte il soggetto colpito. leishmaniosi

Nell’uomo, invece, con l’eccezione di pazienti affetti da deficit immunologici, la risposta immunitaria risulta più adeguata e quindi i casi di malattia sono significativamente minori rispetto a quelli che si verificano nel cane; nell’uomo, infatti, con una diagnosi precoce ed una terapia adeguata si ottiene la guarigione completa nella maggior parte dei casi.

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad una crescita dei casi di leishmaniosi canina ed umana ciò, con ogni probabilità, è dovuto ad un aumento della diffusione geografica del vettore che ha colonizzato territori un tempo indenni da leishmaniosi. Attualmente gli insetti vettori risultano assenti solo in aree dove il loro sviluppo è ostacolato da condizioni ambientali sfavorevoli, quali ad esempio i quartieri centrali di grandi centri urbani o zone di alta montagna.
In Italia, fra il 1990 ed il 2002, il numero di casi notificati di leishmaniosi nell’uomo supera di poco le 200 unità, mentre la prevalenza della malattia nel cane è molto più alta registrando ogni anno centinaia di nuovi casi.
Da una indagine su campo svolta dall’Istituto Zooprofilattico di Roma, mediante la tecnica di immunofluorescenza indiretta, è stata riscontrata una sieroprevalenza del 10-15% su campione casuale e non su prelievi da sospetto clinico.

Esperti del settore ci lavorano con grande impegno in tutto il mondo, anche in Italia.
Per prevenire l’infezione del cane è necessario attenersi ad alcune importanti norme di profilassi che prevedono un’adeguata protezione dalla puntura dell’insetto durante i mesi estivi, almeno un controllo sierologico annuale (da effettuarsi preferibilmente da febbraio a maggio), far dormire se possibile il cane all’interno delle abitazioni in estate e sottoporlo con regolarità a visita medica veterinaria. Il veterinario curante, infatti, sarà in grado di fornire le informazioni corrette circa la prevenzione della leishmaniosi e la terapia più idonea da effettuare sul cane malato.  E’ attualmente in commercio un vaccino per la leishmaniosi: consulta il tuo veterinario.