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Apicoltura come contesto zootecnico Attività e servizi Tariffario Attività di ricerca Prevenzione e cura delle malattie delle api
Tecnici Apistici cdella Regione Lazio (Determinazione Regione Lazio n. C0516 del 17.03.2009)
Tecnico Apistico Associazione Email
Fabrizio Badoni ARAL fabrizio.badoni@gmail.com
Dominic Berrini dominicvet@libero.it
Alfredo Cascioli alfredocascioli@libero.it
Simone Fongoli simonefongoli@hotmail.it
Rita Franceschini ritafranceschini@libero.it
Stefano Grazioli ARAL graziolistefano1973@libero.it
Francesco Patrizi apicoltura_patrizi@virgilio.it
Marco Patrizi patrizima@virgilio.it
Serena Rocchi serena.rocchi@gmail.com
Giuseppe Senzacqua gisenza@hotmail.com
Rinaldo Amorosi Associazione Apicoltori dell'Alto Lazio rinaldoamorosi@tiscali.it


Tecnici Apistici della Regione Toscana
Tecnico Apistico Associazione Email
Nicola Quilici TOSCANA MIELE A.P.A. info@toscanamiele.it
Francesco Ambrogini TOSCANA MIELE A.P.A. info@toscanamiele.it
Andreozzi Giorgio TOSCANA MIELE A.P.A. info@toscanamiele.it
Stefania Santini TOSCANA MIELE A.P.A. info@toscanamiele.it
Mencherini Federica federica.mencherini@confagricolturaarezzo.it
Mirko Sbragi mirko.sbragi@confagricolruraarezzo.it


Assistenza tecnica in apicoltura nel Lazio (prima parte)
Autore: A. Giacomelli, M. Milito, M. Pietropaoli, A. Comini, G. Cardeti, A. Cersini, V. Antognetti, S. Puccica, M.E. Reitano, F. Scholl, G. Formato
Introduzione

Nella Regione Lazio, per l’anno 2010, l’Assistenza tecnica in apicoltura prevista dal Reg. CE 1234/2007 è stata coordinata e cofinanziata dall’Istituto Zooprofilattico delle Regioni di Lazio e Toscana (IZSLT) ed è stata realizzata con la partecipazione di ARSIAL (Agenzia Regionale Sviluppo e Innovazione Agricoltura Lazio), dell’Università degli Studi di Tor Vergata e delle associazioni di categoria (A.N.A.I. - LAZIO, A.R.A.L., Il Bugno Villico, ApiLazio, A.L.P.A. ed A.D.A.L.). Al progetto hanno aderito 66 aziende apistiche, tutte in possesso del codice aziendale.
L’Assistenza tecnica, i cui obiettivi sono riportati in Tabella 1, ha previsto diverse attività inclusa: la formazione dei tecnici apistici, la realizzazione di analisi di laboratorio, la somministrazione di questionari destinati a raccogliere informazioni sul tipo di produzione, sulle malattie denunciabili delle api, sui fenomeni di morie/ spopolamento registrati e sulle pratiche gestionali adottate in azienda.
E’ stato possibile formare gli apicoltori sia durante gli incontri in azienda che attraverso materiale didattico sulla normativa e le malattie delle api (Figura 1) che gli è stato consegnato. Le analisi di laboratorio previste nel progetto sono state realizzate su diverse matrici e per le seguenti finalità: • api giovani per analisi morfometriche; • api bottinatrici per ricerca di Nosema spp. (N. apis e N. ceranae) e virus mediante PCR; • miele in barattolo per analisi residuali, sensoriali e melissopalinologiche.

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Alla riscoperta della figura del tecnico apistico
Autore: Autori Vari
L'apicoltura moderna è chiamata ad affrontare nuove sfide derivanti da normative comunitarie (vedi il così detto "pacchetto igiene": Reg. CE 852/2004, Reg. CE 853/2004, Reg. CE 854/2004), dai fenomeni di spopolamento degli alveari, senza pensare all'ormai imminente gestione dell'anagrafe apistica nazionale. In tale contesto, il settore apistico potrebbe rispondere in maniera più efficiente, attraverso la rivalutazione della figura del tecnico apistico. Professionalità quest'ultima, che dovrebbe essere sempre supportata da una formazione riconosciuta a carattere regionale o, ancora meglio, a carattere nazionale e che potrebbe svolgere una funzione ben precisa di assistenza tecnica nell'ambito del settore apistico.
Obiettivo di questo articolo è quello di approfondire le compe- tenze e le funzioni che potrebbero essere garantite dalla figura del tecnico apistico.

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