L'apicoltura come realtà zootecnica coinvolge, direttamente od indirettamente, le diverse aree di competenza veterinaria: la sanità animale, l'ispezione degli alimenti e l'igiene degli allevamenti. Ci troviamo di fronte ad una zootecnia che, a differenza di altre specie di animali da reddito, ha assunto maggior peso che nel passato per quanto riguarda gli aspetti igienico-sanitari.
La produzione annua di miele nel mondo stimata dalla FAO è pari a 1.200.000 tonnellate; quella della Unione Europea è pari a 130.000 tonnellate/anno, con una produzione incentrata fondamentalmente nell'Europa meridionale (Francia 31.000 t, Spagna 30.000 t, Grecia 15.000 t, Portogallo 11.000 t ed Italia 10.000 t). Il commercio internazionale di miele è pari a 300.000 t/anno. I principali Paesi esportatori di miele nel mondo sono la Cina (75.000 t/anno), l'Argentina (60.000 t/anno) ed il Messico (30.000 t/anno). Il primo Paese importatore al mondo è l'Unione Europea (140.000 t/anno), il secondo gli Stati Uniti (60.000 t/anno) ed il terzo il Giappone (36.000 t/anno).
L'arnia italica-Carlini, messa a punto nel 1932 ed attualmente usata da tutti coloro che allevano api, ha rappresentato una vera e propria pietra miliare per la storia dell'apicoltura. Essa, infatti, andò a soppiantare i vecchi bugni villici e, con le sue dimensioni standardizzate ed i suoi favi mobili, consentì da un lato lo sviluppo delle moderne tecniche apistiche, mentre dall'altro diede la possibilità di effettuare ispezioni all'interno del nido, consentendo valutazioni ed approfondimenti diagnostici sullo stato sanitario delle famiglie delle api.
Dal 1981, poi, con l'avvento di Varroa destructor in Italia, gli apicoltori cominciarono ad abituarsi ad un uso sistematico delle sostanze chimiche in apiario per il controllo di questo parassita. Non fu facile, soprattutto nei primi anni, definire bene i principi attivi che era meglio utilizzare e la posologia più appropriata in modo tale da consentire la morte dell'acaro e non delle api. Le difficoltà che si incontrarono nell'eradicare la varroasi e nel mettere a punto strategie per prevenire fenomeni di resistenza nel parassita comportarono il coinvolgimento in prima persona dei Servizi Veterinari Pubblici. Questi ultimi furono anche fortemente coinvolti nel garantire la sanità del miele per quanto concerneva l'assenza di residui di sostanze antiparassitarie.

L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, viene coinvolto in prima persona da tale settore per quanto concerne la diagnosi di laboratorio delle malattie delle api, la ricerca dei residui (antibiotici/chemioterapici ed antiparassitari) nei prodotti dell'alveare, le analisi chimico-fisiche, le analisi melissopalinologiche sul miele e la sperimentazione scientifica. Quest'ultima è fondamentalmente orientata a:
• mettere a punto nuovi metodi di lotta per le diverse patologie apistiche ricercando nuovi prodotti a basso impatto ambientale
• studiare, sia in laboratorio che mediante sperimentazione su campo, i patogeni delle api responsabili delle malattie denunciabili delle api.

Per quanto riguarda la diagnosi delle patologie apistiche, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana è in grado di fornire risposta in merito a: varroasi, acariasi, Aethina tumida, Senotainia tricuspis, peste americana, peste europea, nosemiasi, amebiasi, virosi, covata calcificata, covata pietrificata e covata a sacco.
L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana è inoltre impegnato sia sul settore della formazione che su quello di raccordo e collaborazione con gli apicoltori ed i Servizi Veterinari Pubblici.
Notevoli sono stati gli sforzi dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, oltre che nella diagnosi delle malattie delle api e nella ricerca dei residui, anche per quanto concerne gli aspetti di formazione specifica per apicoltori e veterinari, finalizzata a rafforzare il rapporto tra le due categorie professionali. Oggi gli apicoltori hanno preso coscienza che possono disporre delle competenze medico-veterinarie per la gestione delle problematiche che li riguardano.
I Servizi Veterinari svolgono le seguenti attività per quanto concerne l'apicoltura: il controllo del patrimonio apistico attraverso il censimento degli alveari; le visite ispettive in apiario; la tutela della sanità delle api; il controllo sul corretto utilizzo del farmaco in apiario onde evitare situazioni di rischio per la sanità degli alveari e la salubrità del miele; la ricerca di residui di farmaci e di contaminanti ambientali nel miele; le analisi sui prodotti dell'alveare; la ricerca scientifica finalizzata alla messa a punto di nuovi metodi di lotta alle malattie delle api; la vigilanza presso le rivendite di prodotti per l'apicoltura e l'agricoltura; la verifica dei requisiti igienico-strutturali dei laboratori di smielatura e confezionamento del miele; l'informazione e la formazione degli apicoltori, dei veterinari e dei consumatori mediante riunioni, convegni, corsi e incontri tecnici; l'educazione sanitaria nelle scuole e la divulgazione di informazione scientifica mediante opuscoli/pubblicazioni; la consulenza tecnico-scientifica per i cittadini e per gli apicoltori sulle problematiche connesse al settore (per esempio, la raccolta di sciami vaganti, le indicazioni sui trattamenti farmacologici etc.); la collaborazione per la stesura di normative in materia apistica.
La grande sfida dei Servizi Veterinari Pubblici - e quindi anche dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana - è oggi in gran parte rappresentata dalle verifiche sul censimento degli apiari e dal garantire ai consumatori l'assenza di residui di antibiotici ed antiparassitari nel miele.
E' opportuno, a questo punto, fare un cenno anche al Comitato Veterinario Apistico del Lazio (Co.V.A.L.): quest'ultimo risponde ad una esigenza di un coordinamento regionale tra i Servizi Veterinari Pubblici del Lazio che ha portato alla nascita di un gruppo di esperti, esponenti delle diverse Aziende USL del Lazio, della Regione Lazio e dell'IZS Lazio e Toscana. Il Co.V.A.L. si riunisce periodicamente presso l'IZS Lazio e Toscana e sta risultando determinante per fornire indicazioni e per formulare proposte di carattere tecnico alle Istituzioni preposte ed agli Enti locali, garantendo un'azione più efficace ed incisiva nella salvaguardia degli aspetti veterinari del patrimonio apistico.