Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Esiti degli accertamenti congiunti ARPAT e IZS Lazio e Toscana su spiaggiamenti cetacei nel primo trimestre 2017 in Toscana.
A causa dell’avanzato stato di decomposizione dei cetacei morti solo su 6 esemplari è stato possibile eseguire una necroscopia completa ed in 3 soggetti sono stati isolati agenti virali.
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Mentre gli occhi di tutti erano puntati sul delfino della specie “tursiope” che nuotava nelle acque del fiume Arno a Pisa, sulle coste della Toscana stavano morendo diversi suoi “parenti stretti”.

Nel primo trimestre del 2017,in Toscana abbiamo già registrato 15 spiaggiamenti di cetacei. Si tratta di piccoli cetacei odontoceti, tutti (tranne due) appartenenti ad un’unica specie, la stenella striata Stenella coeruleoalba.

La mortalità di cetacei registrata in questa prima parte dell’anno in Toscana può essere considerata “anomala” e ricorda quella del 2013 quando, però, nello stesso arco di tempo, si registrò esattamente il doppio dei cetacei morti (28 animali di cui 20 stenelle).
Nel 2013 furono esaminate 17 carcasse di cui 8 risultarono positive per Dolphin morbillivirus (DMV). Ad oggi invece solo su 2 dei 6 soggetti esaminati è stato isolato il DMV dal parenchima cerebrale.
Dai risultati fino ad ora in nostro possesso si può ipotizzare che i casi di mortalità osservati in Toscana potrebbero rientrare nell’ultimo fenomeno epidemico di DMV osservato sulle coste meridionali italiane da giugno 2016 e che stiamo rilevando ora sulle nostre coste.

A supporto di tale ipotesi il quadro osservato di scadente stato di nutrizione e di alte cariche parassitarie è spesso indice di immunodepressione negli animali allo stato libero. DMV, infatti, come ampiamente riportato in bibliografia, svolge un ruolo determinante sul sistema immunitario dei cetacei colpiti.

Gli spiaggiamenti toscani rappresentano circa il 31% del totale nazionale.

Guardando i dati nel dettaglio, di 13 stenelle segnalate, 9 sono arrivate sulla spiaggia morte e 4 si sono spiaggiate vive. Di queste una, all’inizio di gennaio, è riuscita a riprendere il largo mentre 3 sono morte nel giro di poche ore, benchè anche per queste si fosse fatto un tentativo di riportarle in acque più profonde.

A causa dell’avanzato stato di decomposizione dei cetacei morti, solo su 6 esemplari (il 50 %) è stato possibile, per i veterinari dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana della sezione di Pisa, eseguire una necroscopia completa.

Solo sui 3 cetacei “freschi”, appena morti, l’esame necroscopico ha dato esiti più completi. Questi erano tutte femmine, la più piccola lunga circa 1,70 m e con 40Kg di peso, la più grande lunga circa 1,95 mt con 76 kg di peso.
Su questi animali l’esame esterno della carcassa non ha evidenziato lesioni da interazione antropica e tutti i soggetti presentavano uno stato di nutrizione tra discreto e scadente.

Lesioni anatomo-patologiche macroscopiche, degne di nota, si sono osservate in tutti i soggetti, a carico del sistema nervoso centrale con iperemia delle meningi ed alterazioni del parenchima polmonare; inoltre si è riscontrata una alta carica endoparassitaria in quasi tutti i soggetti ed anche ectoparassitaria in un solo soggetto.
Gli esami di laboratorio eseguiti sulle carcasse delle stenelle hanno escluso la presenza di agenti zoonotici come Brucella, Toxoplasma.