Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana "M.Aleandri"

Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

COVAL

Il Comitato Veterinario Apistico del Lazio (Co.V.A.L.), √® un gruppo di lavoro costituito da medici veterinari di maturata esperienza nel settore apistico afferenti al Servizio Sanitario Nazionale che da diversi anni si occupano della gestione delle attivit√† tecniche, igieniche e sanitarie relative all’allevamento delle api e alla produzione del miele e degli altri prodotti dell’alveare. √ą grazie al lavoro svolto dal Dr. Stefano Saccares dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana nell’ambito dell’apicoltura nel suo complesso (dalle patologie delle api alla sanit√† e salubrit√† del miele) che, oltre 25 anni fa, sono stati allacciati i primi contatti tra i Servizi Veterinari Pubblici ed il mondo produttivo del- l’apicoltura, fino ad allora inesplorato e pertanto semisconosciuto.

Dal 1996, i veterinari del Co.V.A.L. hanno iniziato ad impegnarsi in azioni di formazione, comunicazione e documentazione con la realizzazione di corsi teorico-pratici e seminari diretti agli apicoltori, ai medici veterinari, ai tecnici della prevenzione ed agli altri operatori del settore apistico. Grazie alle sue iniziative, il gruppo è stato da subito riconosciuto come organo tecnico-scientifico della regione Lazio.

Il Co.V.A.L. riceve una prima ufficializzazione da parte dell’Assessorato alla Sanit√† regionale del Lazio nel luglio 2000 con nota n. 5980 del 19/09/2000. Nello stesso anno il Co.V.A.L elabora e propone le “Linee guida regionali per il controllo e la vigilanza nel settore apistico in materia di igiene e sanit√† dell’allevamento” (DGR n. 1675/00), mentre nel 2003 presenta, sempre all’Assessorato regionale della Sanit√†, le “Linee guida regionali per il rilascio dell’autorizzazione semplificata per i laboratori di smielatura e di confezionamento dei piccoli produttori apistici” (DGR n. 999/03).

Con l’emanazione dei “Regolamenti di Igiene” dell’Unione Europea, che hanno avviato un importante processo di revisione della normativa comunitaria e nazionale relativa alla sicurezza alimentare, la Regione Lazio, ha rite- nuto di istituire formalmente con determina N. D204 del 01/02/2006 il Co.V.A.L., costituito da n. 14 rappresentanti dei Servizi Veterinari delle Aziende USL del Lazio, n. 2 rappresentanti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, n. 1 rappresentante del Centro Studi Regionale per l’Analisi e la Valutazione del Rischio Alimentare e n. 1 rappresentante della Regione Lazio. (Determinazioni regionali N. D1995 del 06/06/2008 e N. 3999 del 25/11/2008).

La procedura di lavoro del Co.V.A.L. prevede incontri a cadenza programmata per discutere di volta in volta le attivit√† specifiche inserite nell’ordine del giorno. Tra le attivit√† condotte dal Comitato, si annoverano: la consulenza regionale per quesiti relativi al settore delle api; lo studio delle problematiche concernenti le patologie apistiche; l’individuazione di proposte di aggiornamento della normativa vigente; l’approfondimento, la presentazione e la discussione delle normative comunitarie e nazionali inerenti il settore dell’apicoltura per fornire indicazioni sulla loro corretta applicazione a livello regionale; la partecipazione a prove di campo per verificare l’efficacia di principi attivi a basso impatto ambientale nella lotta alla varroa; l’elaborazione ed il costante aggiornamento di una modulistica ufficiale unica per l’allevamento delle api nella regione Lazio; la stesura di articoli e pubblicazioni; l’organizzazione e la diretta collaborazione nella realizzazione di eventi formativi per il settore apistico; la predisposizione di un sito web regionale dedicato all’Apicoltura.

Al Co.V.A.L., che si √® dotato anche di un proprio logo, √® stato inoltre affidato l’incarico di valutare l’efficacia del controllo ufficiale in apicoltura del Servizio Veterinario delle Aziende USL del Lazio (Determinazione N.D0204 del 01/02/2006). √ą stato quindi elaborato per il 2006 il progetto pilota “Protocollo sanitario per la valutazione della gestione della filiera produttiva del miele”, che consiste in un protocollo sanitario da applicare sugli apiari del territorio regionale. Sempre con la medesima Determinazione, al Co.V.A.L. √® stato assegnato il compito di elaborare le “linee guide per le attivit√† di vigilanza sanitaria” che si esplica nel settore della:

1) sanità animale (censimento, movimentazione, diagnostica dello stato sanitario degli alveari);

2) dell’allevamento (appropriata ubicazione dell’apiario, rispetto delle corrette prassi igieniche, appropriato impiego del farmaco, corretta gestione dei registri e formazione del personale);

3) igiene degli alimenti (verifica delle modalit√† di smielatura, autocontrollo, campionamento e formazione del personale). La suddetta attivit√† coinvolge l’intera filiera produttiva del miele, dall’allevamento delle api alla commercializzazione dei prodotti apistici al consumatore finale, ai grossisti e all’industria, in linea con quanto richiesto dai rego- lamenti comunitari di igiene attualmente in vigore.

Il Co.V.A.L. ha pertanto elaborato le procedure di controllo da utilizzare nel corso delle visite in apiario, nelle ispezioni nei laboratori di smielatura e nel corso della vigilanza durante la commercializzazione (Determinazione D2546 del 24/08/2009). Ci√≤ si √® reso necessario per rendere i risultati oggetto di raffronto rispetto le realt√† del ter- ritorio presenti in ogni distretto sanitario. L’analisi dei risultati ottenuti ha fornito e fornir√† elementi di valutazione della validit√† della metodica di lavoro utilizzata. I risultati e le criticit√† del sistema rappresentano sempre nuovi elementi di stimolo per il miglioramento e lo sviluppo dell’intero settore apistico.